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venerdì 22 giugno 2018

3 cose da sapere quando la mente cerca di controllarti

Conosco solo un tipo di libertà ed è quella della mente.
- Antoine de Saint-Exupery


La nostra mente è divertente. Da una parte è bellissima, ma dall’altra, può annientarci più velocemente e brutalmente di qualsiasi altra cosa.


La nostra mente è per sua natura spaventata. Questo è il suo compito, quello di essere cauta, per mantenerci in vita, per farci attraversare la strada in sicurezza e per non farci mangiare da un leone. Ma se la lasci a briglie sciolte, può paralizzarsi dalla paura e o diventare più aggressiva di un coccodrillo messo al muro. Ed è incredibilmente autoritaria.

La tendenza della nostra mente di voler controllare tutto è così forte e abituale che spesso non ci rendiamo conto delle miriadi di volte in cui essa, cerca di mettere da parte la nostra saggezza interiore e il nostro senso di pace e amore.

La cattiva notizia è che non c’è libro o corso che possa cambiare la natura della nostra mente; la buona notizia è che non ce n’é bisogno. Il problema non è la nostra mente, ma come la usiamo.

Ci sentiamo ansiosi, abbiamo paura, siamo tristi oppure offesi quando diamo alla nostra mente troppo potere, quando seguiamo le sue sciocche idee che vanno contro il nostro giudizio migliore.


Ecco come scoprire se quando la nostra mente sta prendendo il sopravvento.

1. Quando ignori la tua inclinazione naturale.

La tua mente è intelligente. Non intelligentemente saggia ma calcolatrice.
La mente non ama tutto quel vago vortice intuitivo. Lei vuole fatti, le piace fare calcoli, considerare le probabilità.
Se per esempio ti viene in mente di chiamare un amico a cui non hai pensato per anni, la tua mente ti dice: “Non essere stupido. Probabilmente non sarà in casa e non si ricorderà di me.”
Così alla fine non lo chiami.
Ma hai mai provato a seguire quelle inclinazioni e poi renderti conto di tutto quello che è successo dopo?
E quelle decisioni che riguardano la tua vita? Il modo più logico è quello di ascoltare gli esperti oppure copiare ciò che funziona per le altre persone. La mente adora fare così.
Ecco perché ignoriamo quella piccola voce che dice: “Dovresti essere uno scrittore”, e scegliamo invece di studiare statistica perché c’è un sacco di lavoro per gli statistici. O ci alleniamo per diventare dei ballerini perché siamo “bravi a ballare”.
Se non fosse per il fatto che tu non sei “le altre persone”, e  gli esperti non sono più tanto più esperti di te stesso di quanto lo possa essere tu. E solo perché “sei bravo in qualcosa” non significa che sia ciò che tu vuoi fare.


2. Quando vuoi dire “no” ma finisci per dire “sì.”

Hai dei problemi nel dire “no”?
La mente capisce che dire di “no”, vuol dire essere rifiutati, esclusi. La mente ha un occhio molto attento per il giudizio. La mente crede che la tua intuizione sia dove risiede la saggezza.
Non solo è un tuo diritto fare ciò che desideri davvero, ma tutti ne beneficiano quando lo fai.


3. Quando costantemente mandi messaggi o controlli il tuo telefono, le tue e-mail e gli stati di Facebook.

Il bisogno di approvazione ha radici profonde. Non solo è un tratto naturale della mente, ma è rafforzato dal nostro sistema scolastico. Però è pericoloso perché ti distrae dal momento presente e ti insegna a importartene quando la gente ti disapprova. Perché lo faranno.
Il mondo super-connesso moderno dà dipendenza, ma per la mente è come una caramella.
Quindi prestiamo molta attenzione a non farci “rubare” la vita dal mondo virtuale e la nostra anima ci ringrazierà!




FONTE

lunedì 9 gennaio 2017

Auto-sabotaggio: 5 ABITUDINI da evitare e da eliminare. Significato e cause.

Se vuoi trasformare veramente la tua vita, esaminare i tuoi comportamenti di auto-sabotaggio e lavorare per guarirli, sappi che esistono dei comportamenti abituali e autosabotanti che ti danneggiano. 

Prova a pensarci. Spesso sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare (e non fare) per raggiungere la salvezza, o semplicemente i nostri obiettivi, eppure non perdiamo occasione per sabotare il nostro stesso percorso, per darci la famosa zappa sui piedi.


Possiamo definire l’autosabotaggio come l’insieme delle azioni che mettiamo in atto, più o meno consapevolmente, e che ostacolano il raggiungimento dei nostri obiettivi a lungo termine.

Le forme di autosabotaggio più comuni sono le seguenti:
  • Avere paura del fallimento.
  • Procrastinare.
  • Essere incapaci di dire “No”
  • Frignare.
  • Preoccuparsi continuamente.
  • Giudicare e criticare continuamente noi stessi e gli altri.
  • Avere manie di perfezionismo.
  • Paragonare costantemente la propria vita a quella altrui.

Qui di seguito ci sono alcuni consigli su come poterli cambiare:

1. Ci accomodiamo perché pensiamo sia il meglio che possiamo ottenere.

Molte persone, inconsapevolmente, giocano sul sicuro perché temono il rifiuto. Che si tratti di un lavoro dove non si riesce a spiccare e a prendersi i giusti meriti, che a portare avanti un rapporto ormai insoddisfacente. L’assestamento diventa una strategia del subconscio per abbassare le aspettative e ridurre il dolore. La gente ha bisogno di nuove esperienze e vuole passione nella vita, ma la paura dell’ignoto è spesso superiore al loro desiderio di raggiungere la felicità. Premi il pulsante di reset. Immagina come sarebbe la tua vita se tu avessi tutto quello che sogni. Nulla è definitivo; in ogni momento della tua vita hai l’opportunità di cambiare direzione.

2. Ascoltiamo la nostra mente e i nostri pensieri, piuttosto che i nostri cuori.

Una delle abitudini che ostacola maggiormente la nostra felicità è quella di pensare troppo, o più semplicemente, diffidare dei nostri sentimenti. Quando ci affidiamo ai pensieri e ignoriamo i nostri sentimenti, possiamo rimanere intrappolati in una rete di incertezze. I pensieri sono di solito basati sulla paura e ci portano ad agire (o non agire) in base a questa emozione, piuttosto che per auto-consapevolezza e accettazione.
Attraverso la ripetizione, la meditazione, o un’altra tecnica che senti più adatta a te, imparerai ad ascoltare il tuo cuore, senza inutili e dannose elucubrazioni mentali. Se vuoi davvero cambiare qualcosa, credi sempre di essere degno dei tuoi obiettivi.

3. Ignoriamo l’ispirazione.


Tutti abbiamo momenti di ispirazione. Che si tratti di una piccola spinta per andare da qualche parte in un certo tempo, oppure intuire qualcosa che è nella nostra mente, agendo su quelle intuizioni che ci fanno trovare la felicità. La maggior parte delle persone non agiscono su questi sentimenti a causa dell’ansia e delle paura. Se ti senti bloccato, è probabile che ti stai perdendo questi momenti di ispirazione.


Non Ostacolare Te Stesso! Non Ostacolare Te Stesso!
Riconoscere i pensieri e i comportamenti autosabotatori
Jacques Salomé

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Per risolvere questa abitudine e darti una spinta, prendi in considerazione di fare un passo fuori della tua zona di comfort. Ogni giorno, fai un passo in più. Se per esempio vuoi scrivere un libro, impostare il tempo libero per andare da qualche parte, viaggiare, prendere voli o prenotare alberghi on-line sui siti di ricerca, fallo, senza aspettare e senza rimandare. Potresti anche andare nella tua libreria preferita e guardare una guida su alcune destinazioni, e farti ispirare per tuo viaggio da sogno. Basta ascoltare se stessi e rispondere con la compassione, la gratitudine e la gioia.


4. Lasciamo che la nostra paura ci governi


La paura è la causa delle maggiori insoddisfazioni della vita. La paura del dolore spinge molte persone alla depressione, alla dipendenza, a situazioni che tolgono tutte le energie, che prosciugano. La familiarità è la nostra rete di sicurezza. Si dirama verso l’ignoto è estremamente snervante, ma tutti noi viviamo dei momenti di trasformazione che ci impongono di accettare l’incertezza e abbracciare l’ignoto. Quando impariamo ad affidarci, viviamo la vita con più serenità e siamo consapevoli che tutto quello che ci accade serve per la nostra crescita ed evoluzione. Per sentire più gioia e fiducia nei momenti d’incertezza, lasciati guidare dal tuo cuore. L’ispirazione arriva attraverso il cuore. Le persone più felici, di maggior successo, e le persone sane che conosci, hanno imparato a fidarsi della saggezza interiore dei loro cuori.


5. Ci preoccupiamo troppo di quello che pensano gli altri.


Molti di noi cercano l'approvazione dagli altri, e capita spesso che le le loro opinioni ci impediscano di fare le scelte che dobbiamo fare per essere felici. Se desideri lasciare il lavoro che odi e provare qualcosa di nuovo, ti preoccupi di quello che penseranno le persone più vicine a te, hai timore della loro disapprovazione e del loro giudizio. Questo può solo rendere più difficile raggiungere il tuo obiettivo.

Se sei preoccupato per ciò che gli altri penseranno, prendi questa emozione come spunto per trasformare la tua attenzione verso l’interno e sviluppare la fiducia in te stesso. Gli altri sono il tuo riflesso. Se vuoi che le persone ti diano credibilità, inizia tu per primo a credere in te stesso.


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Le combinazioni e gli esempi potrebbero essere infiniti, ma vorrei che ricordassi solo questi tre punti chiave:

  • Esistono diverse forme di autosabotaggio. Identifica quella che metti in atto con maggiore frequenza.
  • Se ci diamo la zappa sui piedi lo facciamo per delle motivazioni che, per quanto assurde, rispondono a dei bisogni del nostro cervello. Se le comprendiamo, possiamo neutralizzarle.
  • Decidi a priori come interverrai ogni volta in cui stai per metterti i bastoni tra le ruote.
Mi auguro che quanto abbiamo visto oggi possa aiutarti finalmente a combattere ad armi pari il tuo peggior nemico: te stesso.

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mercoledì 14 ottobre 2015

La Comunicazione Empatica: ecco perchè è cosi importante

Comprendere gli schemi di comportamento inconsci altrui per relazionarsi efficacemente

L’empatia è la capacità di comprendere il mondo interiore altrui evitando i giudizi.

La comunicazione empatica è la strada che porta a questo obiettivo grazie a due tecniche:

  •  la comprensione 
  •  l’ascolto attivo
Il termine empatia deriva dal greco e fa riferimento alla capacità di vedere il mondo attraverso gli occhi di un’altra persona. Chi è empatico riesce a comprendere il mondo interiore di un altro (affetti, pensieri, emozioni, ecc) senza però farli propri. 

Nelle relazioni interpersonali spesso ci chiediamo come mai sia così difficile raggiungere i risultati desiderati. Per fornire alcuni esempi pensate ad un venditore che non riesce concludere la vendita, ad una moglie che non convince il marito a portarla a cena fuori o al responsabile di un reparto che ottiene con molta difficoltà l’obbedienza dei propri collaboratori. Quando la gente si trova in situazioni simili dice:
“Eppure le ho provate ma non mi ascolta! Con quella persona è impossibile andare d’accordo!”. 
Ma siamo sicuri che sia proprio vero? Uno dei più grossi errori è credere che tutti ragionino come noi, ma in realtà la mente dei nostri interlocutori è diversa dalla nostra.

Le sue esperienze, le sue convinzioni, i suoi valori e i suoi filtri mentali creano in lui una “Mappa del Mondo” completamente difforme dalla nostra. Uno dei segreti della comunicazione efficace risiede nel sviluppare una grande abilità: decodificare velocemente la mappa del mio interlocutore, adeguarmi ad essa e “confezionare” l’approccio a lui più adatto.

La difficoltà più grossa risiede nella capacità di adeguarsi agli altri: vogliamo che le persone cambino senza modificare il nostro comportamento.

Il nostro punto debole è rappresentato dalla voglia di non cambiare e di pretendere mutamenti nella nostra vita senza il minimo sforzo.

In PNL si dice:
“Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere quello che hai sempre ottenuto”.

Questa frase dovete inciderla nella vostra mente in quanto vi ricorderà sempre in modo chiaro che “siete responsabili al 100% dei risultati nella comunicazione, sia in positivo che in negativo”.
 

Non esiste una formula magica che vi mostra come convincere gli altri senza un minimo sforzo. Il Signore della Guerra cinese Sun Tzu ben 2500 anni fa ha detto che...

L'arte della Guerra nella Vita Quotidiana

La comprensione attivata dalla comunicazione empatica

Quando si comunica con un’altra persona ci sono due vie principali attraverso le quali cercare di comprendere quanto ci sta raccontando. La prima forma è la comprensione intellettuale, tipica di chi vuole comprendere i fatti. Chi ascolta è quindi concentrato sui fatti accaduti e su come si siano avvicendati. Il focus è sul cosa l’altro sta raccontando. La seconda è la comprensione empatica che invece è centrata sul come il nostro interlocutore stia raccontando. Il focus è quindi sulle sfumature emotive che colorano la narrazione è che forniscono informazioni sullo stato d’animo del narratore. Spesso ci si sente compresi solo quando chi ci ascolta comprende quello che stiamo vivendo e non come si sia svolta la vicenda.

I tre elementi chiave della comunicazione empatica

La comunicazione empatica che porta a questo tipo di comprensione si basa su tre elementi principali:
1. trasparenza: evitare di mascherare le proprie reazioni emotive. Si può non essere d’accordo con qualcuno e glielo si può dire, ma mentire blocca la comunicazione;
2. autocontrollo: non confondere le proprie reazioni con quelle dell’altro, né far prevalere i propri bisogni. Non sempre si è a caccia di consigli;
3. accettazione incondizionata: evitare di giudicare il comportamento dell’altro, ma focalizzarsi su cosa sente.

L’ascolto attivo per una comunicazione empatica

Per fare in modo che l’altro si apra e ci dia l’opportunità di comprenderlo è necessario dare dimostrazione di saper ascoltare (in genere la parte interessante di un racconto viene sempre in coda alla conversazione). Ascoltare non significa stare fermi e non interrompere, è un comportamento proattivo attraverso cui dimostrare di essere in grado di comprendere l’altro. L’ascolto attivo è tipico di chi evita i blocchi della comunicazione per favorire l’empatia. Vediamo quali sono le caratteristiche di questi blocchi:
  • atteggiamento indagatore più attento ai particolari di ciò che è accaduto;
  • imposizione di soluzioni in base alla propria esperienza. Chi offre facili soluzioni ai problemi altrui spesso poi si offende se non viene ascoltato;
  • frasi consolatorie generaliste che non tengono conto della specificità della situazione;
  • espressione di giudizi personali su cosa sia accaduto.

I Poteri Segreti della Comunicazione Empatica
Come raggiungere il successo nella comunicazione interpersonale grazie al potere della PNL e della Comunicazione Non Verbale
Voto medio su 4 recensioni: Da non perdere

Favorire la comunicazione empatica

Che fare allora per favorire la comunicazione empatica? Se lo scopo è quello di comprendere l’altro innanzitutto bisogna partire dal presupposto che non è detto che si riesca a comprendere tutto e subito.
È utile chiedere chiarimenti, ad esempio parafrasando quanto è stato raccontato. Questo dà modo all’interlocutore di verificare la nostra comprensione. Due strategie più attive sono il confronto e l’uso dell’umorismo
Occorre fare molta attenzione in entrambi i casi: l'humour può avere l’effetto opposto se non usato con moderazione. Per quanto riguarda il confronto è bene non parlare mai delle proprie esperienze (per evitare di deviare il discorso su di sé), ma riferire di terzi anonimi.



L'Empatia
Percepire le emozioni altrui
Voto medio su 1 recensioni: Buono
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