martedì 14 marzo 2017

Il lato oscure delle PERSONE EMPATICHE

Gli empatici sono in genere conosciuti come i guaritori del mondo. 
Sono le persone i cui sensi sono intensificati e amplificati, sono degli individui che non solo vedono e sentono le diverse energie del mondo, ma che in realtà le sperimentano su loro stessi.


Coloro che non sono empatici potrebbero pensare che questa capacità di sentire ciò che gli altri provano sia un dono, ma se si riesce a convincere un empatico a parlarci del ‘suo dono’, potrebbe confidarci che non è sempre un cielo stellato. Anche se è consapevole di avere una qualità importante, egli potrebbe confessarti che è un peso, molte volte quasi insostenibile.

Molte persone si affidano a loro per avere supporto e comprensione. Gli empatici conquistano quasi sempre la fiducia degli altri, perché fanno sì che le persone si sentano al sicuro. E mentre l’empatico è in grado di gestire le emozioni degli altri, allo stesso tempo le sperimenta su di sè e tutto questo, può portare a stress e crolli emotivi.

Il lato oscuro di un essere empatico si presenta sotto forma di due voci contrastanti, che gli parlano quasi costantemente dentro la sua testa. 

Esso può costantemente sentire sia il bene che il male, il negativo e il positivo, al punto di esserne sopraffatto, nel caso in cui non sia in equilibrio e ben schermato da ciò che attira.

Gli empatici sono più sensibili alle energie negative della vita

La loro intensa capacità di sentire non può allontanarsi dai mali profondi che esistono nel mondo. La loro profonda comprensione di quello che esiste e opera nel mondo è sufficiente per confonderli e rattristarli. Per questo molto spesso, tendono ad essere malinconici, l’emozione che li domina, infatti, è la tristezza.

Il lato oscuro di un individuo empatico è essere costantemente esausto ed affaticato dalle energie che vengono assorbite. Nonostante questo è capace di osservare in silenzio, riconoscere e sentire.

Gli empatici vogliono essere amati così come tutte le altre persone, ed accettati per quello che sono. Ma, è la loro generosità e gentilezza che li porta spesso, ad essere sfruttati da parte di coloro che vogliono solo prendere e mai dare. Gli empatici sono ‘donatori’ e ricettori, essi sono pronti a mostrare gentilezza a chi ne ha più bisogno in ogni momento.


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Il lato oscuro di essere un empatico è che spesso si mette in secondo piano per il bene degli altri. Un abbandono che costruisce nel corso degli anni, fino ad arrivare alla conseguente necessità di andare alla ricerca della propria anima, ancora una volta, un bisogno che si presenta solo nel momento in cui ci sentiamo completamente persi.

Per questo motivo la persona empatica, tiene sempre una piccola parte di sè stesso a riparo dal resto del mondo. Mantendo una sorta di barriera difensiva per necessità.

Il lato oscuro di essere un empatico è la guerra che vive da sempre dentro di sè. La guerra che intraprende contro la tristezza e il buio, che cerca di sollevare la sua ripugnante testa per portarlo all’auto-distruzione.

L’unico modo per combattere tutto questo e saper distinguere tra emozioni autentiche ed energie emotive false, che lo invadono dall’esterno. Gli empatici hanno bisogno di persone che possano comprendere chi sono e cosa vivono.
Essi devono essere in grado di abbassare il muro che hanno costruito intorno a loro, ed imparare ad esprimere i sentimenti che provano, in modo che questa preziosa dote possa fare del bene anche nella loro vita.

In caso contrario, gli empatici sono destinati a combattere una guerra dentro loro stessi, che non finirà mai.
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5 commenti:

  1. Non ho letto l'articolo ma già leggere "Persone epatiche" e "persone non epatiche" fa ridere. L'empatia è un qualcosa che si impara, non è una dote genetica o caratteriale. Anche scrivere che "chi è epatico sperimenta su di se tutto questo" (intendendo le emozioni degli altri) è assolutamente sbagliato perché questa è simpatia e non empatia! L'empatia è la capacità di immergersi nelle emozioni altrui senza lasciare che queste ti travolgano e senza entrare con queste in simpatia.

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  2. L'empatia é invece propria degli individui sociali, la sensibilità verso il prossimo la imparano solo le persone la cui relazione col mondo é disturbata o da patologie o dall'assenza di una corretta educazione familiare. Chi nasce empatico é come chi nasce cinico, sono qualità che non si imparano, poi il rispetto per il prossimo è l'impalamento a relazionarsi no c'entra con la dote di essere più sensibile di altri. Altrimenti saremmo tutti attori bravissimi e tutti capaci allo stesso livello di praticare gli stessi mestieri e invece non é così.

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  3. L'empatia è una maledizione. Non ci si diventa, ci si nasce con questo senso... Non c'entra niente con la simpatia, quella è un altro paio di maniche. Essere empatici significa provare dolore, lo stesso dolore, di una persona che soffre e che magari non conosci nemmeno, essere empatici è vedere, prima ancora di conoscerla, lo "sporco" di una persona (e non parlo di igiene personale) e che magari sei costretto a frequentare per questioni di lavoro o altro, essere empatici significa riconoscere, semplicemente "guardandola" con questo senso, quello che è veramente una persona, trapassando tutte le "maschere" che può portare in difesa, capendo questa persona al 90% e purtroppo non sbagliarsi. Qualcuno potrebbe dire che una cosa così possa tornare utile, ma in realtà limita la persona creando anche dei blocchi, che sono poi di difficile gestione in un'ipotetico rapporto. Vorrei essere come gli altri, come l'85% delle persone sulla Terra, senza questo senso e forse sarei felice...

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    1. grazie kale per il tuo commento. solo da poco o scoperto di essere empatico. pensavo di essere troppo emotivo o sensibile ma dopo un attenta ricerca ho trovato la risposta. leggendo altri commenti non credo che tutti possano capire lo stato d'animo di un empatico e la frustrazione che ne consegue, la fragilita' e la vulnerabilita' nei rapporti e le difficolta' di vivere le emozioni come persone normali. il "sentire" gli altri, non solo la loro felicita ma purtroppo anche la sofferenza, emozioni troppo forti che spesso ti affondano nella depressione. a volte penso anchio che vorrei essere come tutti gli altri e poter essere felice. ti capisco benissimo, un abbraccio

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  4. Credo si nasca con una predisposizione...poi può accadere che dopo anni (e problemi e fraintendimenti) si capisca di che si tratta. Solo allora la si potrà riconoscere indirizzare e utilizzare.

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