Pacchi consegnati dai droni, pizza calata dal cielo e innumerevoli videocamere aeree pronte a catturare il nostro mondo dall’alto. L’invasione dei droni è cominciata ormai da diversi anni e sembra inarrestabile. Così chi prima era il re (quasi) incontrastato dei cieli deve ora fare i conti con una flotta di rumorosi compagni di volo. Come le aquile, che a quanto pare non sono particolarmente colpite dai nostri nuovi gadget tecnologici e, anzi, sono ormai in guerra aperta contro quello che ai loro occhi è solo un usurpatore del loro spazio aereo. Così come soluzione alla situazione hanno deciso di distruggerli tutti.
Sempre più spesso i piloti di droni si ritrovano a raccontare storie su come le aquile attacchino i piccoli velivoli facendoli precipitare al suolo perché li identificano come potenziali minacce. L’efficacia degli uccelli nel disattivare i droni è così alta da aver convinto le autorità ad utilizzare le aquile per tenere sotto controllo quelli che si introducono in zone off limits. Forse anche perché rappresentano i nemici naturali dei droni: i pennuti non riescono proprio a sopportare il rumoroso gadget tecnologico e, appena ne avvistano uno, si precipitano ad attaccarlo con gli artigli, distruggendolo inevitabilmente. “Le aquile sono uccelli estremamente territoriali” ha spiegato Rick Steven, un pilota di droni utilizzati per mappare il terreno. “Quando vedono un velivolo del genere in cielo lo considerano una minaccia che è entrata nel loro territorio”. Così fanno ciò che sanno fare meglio: cacciare. La situazione è talmente particolare da aver costretto chi deve far volare i droni per necessità lavorative a ricorrere a stratagemmi per confondere gli uccelli. Nel caso di Steven il primo “trucco” è stato quello di mimetizzare il drone facendolo sembrare una piccola aquila. All’inizio ha funzionato, ma dopo una cinquantina di voli gli uccelli hanno capito che qualcosa non andava e sono tornati ad attaccare il velivolo. La soluzione? Volare quando in cielo non ci sono le aquile, soprattutto all’alba. “Decolliamo alle 6:30 del mattino e se vediamo un’aquila in volo facciamo atterrare immediatamente il drone” ha spiegato Steven.
A sette anni la maggior parte dei bambini ha già trascorso un anno della propria vita di fronte a televisione e videogiochi. Lo ha dichiarato al Times l’ex ministro inglese per l’infanzia Tim Loughton. Questo genere di dipendenza nei bambini, dichiara Loughton al Times, può provocare dei cambiamenti nel cervello molto simili a quelli che si riscontrano in alcolisti e consumatori abituali di cocaina.
Una ricerca dello psicologo Aric Sigman, alla quale ha fatto riferimento l'ex ministro inglese, rileva che la maggior parte dei bambini e ragazzi tra i 12 e i 15 anni ha accesso in casa a ben cinque schermi: il televisore principale della famiglia, il proprio in camera da letto, una console di gioco portatile, smartphone e un computer.
Lo studio lancia l'allarme sul fatto che molti bambini stanno diventando dipendenti da questi strumenti trascorrendo anche 6 ore davanti ad uno o più schermi ogni giorno. Già dopo due ore di visione o utilizzo di strumenti tecnologici inizia l'impatto negativo sulla salute e sul cervello dei bambini e può portare come conseguenza problemi di salute tra cui obesità, colesterolo alto e ipertensione, disattenzione, problemi di apprendimento, disturbi del sonno e depressione.
La Pedagogia Steineriana è un percorso pedagogico sviluppato da Steinernel 1919 per i figli degli operai della fabbrica di Waldorf (da qui anche il termine Pedagogia Waldorf). Oggi è diffusa in più di 80 paesi e in più di 800 scuole e asili. Steiner si prefiggeva di sviluppare individui liberi che fossero in grado di imparare continuamente e dalla vita. Importante nella sua metodologia, quindi, riconoscere, coltivare e portare a manifestazione i talenti e le potenzialità del bambino, rispettandone i tempi di apprendimento e di evoluzione fisica e interiore.
Altro punto importante della pedagogia Steineriana è la collaborazione tra genitori e insegnanti. Gli insegnamenti si basano, tra le altre, su materie artistiche, intellettuali, scientifiche, sul ritmo, le lingue straniere, lavori manuali e disegno di forme, giardinaggio e ginnastica.
Mentre l’umanità continua il suo viaggio nel nuovo millennio, la tecnologia e la comunicazione continuano a giocare un ruolo sempre più importante nella sua vita: la maggior parte delle persone nei paesi sviluppati sono collegate tra loro dai telefoni cellulari, dai tablets e dai computer.
Le case moderne hanno una crescente varietà di apparecchi elettrici, dai modem wireless, agli elettrodomestici intelligenti. 50 anni fa era sufficiente un dispositivo elettrico per stanza, mentre oggi le case ne hanno almeno uno per muro … Le persone sono sempre collegate e, in senso figurato, il mondo sta rimpicciolendosi ogni giorno che passa.
Questa Era di Informazione si sviluppa e lo stesso accade con l’informazione; sappiamo di essere esposti a campi elettromagnetici artificiali (artificial electromagnetic fields EMF), che molti credono essere piuttosto dannosi per il corpo umano.
Anche se qualcuno potrebbe non credere che un grande uso di dispositivi come il cellulare, possa causare il cancro e tumori cerebrali, tuttavia va riconosciuta la prova documentata in cui si evince che i dispositivi elettronici possono perturbare la funzione cerebrale. “La International Agency for Research on Cancer (IARC) , Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, classifica i campi elettromagnetici (EMF) come ‘probabili cancerogeni’ per gli umani; essi possono trasformare le cellule normali in cellule cancerogene.” (fonte)
Tra le ricerche condotte sugli effetti dell’EMF (campo elettromagnetico) troviamo uno studio condotto da Bary W. Wilson ed altri. Con le loro scoperte pubblicate nel Journal of Pineal Research, Wilson & co. hanno esaminato i possibili effetti negli esseri umani, sulla funzione della ghiandola pineale, a seguito di una esposizione ad un campo elettromagnetico di 60-Hz. Nello studio, i ricercatori hanno misurato la secrezione urinaria della 6-sulfatossimelatonina,6-OHMS, un metabolite urinario stabile della melatonina, ormone pineale; l’hanno misurata in 42 individui che avevano usato delle coperte elettriche a filo polimero continuo (CPW) e convenzionali, per la durata di 8 settimane.
Cosi riportano i ricercatori:
“I volontari che avevano usato le coperte elettriche convenzionali, non mostravano variazioni nella secrezione di 6-OHMS, sia come gruppo che come individui durante il periodo della ricerca. 7 dei 28 Volontari che avevano usato le coperte CPW mostravano cambi significativi nella secrezione media notturna della 6-OHMS . Le coperte CPW si accendevano e spegnevano circa due volte, quando in uso, producendo campi magnetici che erano di ca il 50% piu’ forti di quelli provenienti dalle coperte convenzionali. Sulla base di queste scoperte, ipotizziamo che la esposizione periodica alla corrente continua e alla elettricità di estrema bassa frequenza o a campi magnetici di sufficiente intensità e durata, possano avere, in certi individui, delle conseguenze sulla funzione della ghiandola pineale -Wilson et al. (Journal of Pineal Research)
Un altro studio è stato fatto alla Università di Berna, Svizzera, sugli effetti dei campi magnetici di 16.7 Hz, sulla secrezione di 6-OHMS. Questo studio si è basato sulla comparazione dei livelli di 6-OHMS di 108 maschi, ferrovieri, durante i loro periodi di non lavoro e nei giorni dopo l’inizio del servizio sui motori azionati elettricamente o mentre lavoravano sotto le linee di trasmissione.
Sono stati trovati elementi simili:
“I risultati supportano la ipotesi che campi magnetici di 16.7 Hz alterino la secrezione della 6-OHMS negli umani esposti a campi magnetici”- Pfluger DH et al. (National Center for Biotechnology Information)
Più recentemente, Malka N. Halgamuge della University of Melbourne in Australia, ha ulteriormente indagato l’effetto sulla ghiandola pineale dei campi elettromagnetici prodotti dall’uomo. Halgamuge afferma nella sua ricerca che la ghiandola pineale riconosce facilmente i campi elettromagnetici come luce; questo fatto porterebbe ad una riduzione della melatonina.
“…I risultati mostrano quanto sia significativo il disturbo sulla melatonina, causa esposizione a campi elettromagnetici deboli, cosa che a lungo termine puo’ portare a conseguenze sulla salute degli umani.”– Malka N. Halgamuge (Oxford Journals)
La ghiandola pineale è una piccola parte del sistema endocrino del corpo che si trova tra i due emisferi del cervello. Questa particolare ghiandola secerne melatonina, la quale contribuisce al nostro benessere e felicità e che regola il nostro ciclo sonno/veglia (BIORITMI). Si crede anche che la melatonina combatta i radicali liberi che danneggiano i neuroni.
E’ stato documentato che la ghiandola pineale è sensibile a tutti i tipi di campi magnetici, incluso quelli geomagnetici delle tempeste solari (Sun’s solar storms) ed anche estremamente sensibile alla calcificazione dei tessuti, soprattutto se esposta al fluoro (il quale viene anche attratto Magneticamente dalla ghiandola pineale), causando una serie di disturbi mentali (mental disorders).
Le scansioni al cervello rivelano che l’attività della ghiandola pineale aumenta con la meditazione e molti credono che la ghiandola pineale possa essere sintonizzata a certe frequenze, cosa che puo’ determinare un senso di euforia e la connessione con la “unità universale”.
Coloro che hanno avuto esperienze spirituali “moderne”, specialmente dopo la pulizia della ghiandola pineale o dopo la pratica di esercizi di attivazione della pineale, sanno già che il corpo può in effetti essere sintonizzato a ricevere certe onde di frequenza di energia, positiva o negativa e che qualsiasi cosa che agita la funzione ottimale del corpo umano, disturba anche il potenziale dell’essere umano nel dare e ricevere energia positiva.
Se la consapevolezza umana veramente è condizionata dalla prestazione della ghiandola pineale, e quest’ultima viene condizionata in modo avverso dalla radiazione elettromagnetica dell’ambiente, allora …stiamo danneggiando la nostra consapevolezza sovraesponendola a radiazione elettromagnetica?
In quest'ottica, sembrerebbe che mettere in piedi enormi infrastrutture pubbliche che inondano il corpo e la ghiandola pineale con una miscela caotica di potenti frequenze, possa essere un’ altra delle più grandi cantonate dell’umanità.