lunedì 14 luglio 2014

Viaggi Lontani - Esplorazioni fuori dal corpo (OBEE)

Robert Allan Monroe e' stato uno dei pionieri della moderna indagine sulla coscienza umana, tanto da fondare nel 1973 il Monroe Institute of Applied Sciences, in Virginia, un vero e proprio centro di ricerca all'avanguardia.


Negli anni, Monroe e' riuscito a mettere a punto una serie di tecniche in grado di condurre e mantenere le persone in stati di coscienza precisi per il tempo e la profondita' desiderati, ed e' stato uno dei massimi esperti di OBE, "Esperienze fuori dal Corpo".


Sua e' la tecnologia di sincronizzazione cerebrale integrata con metodi derivanti da altre discipline: training autogeno, tecniche di respirazione, tecniche di meditazione, psicoterapia, pnl, tecniche energetiche.





finalmente puoi leggere anche in italiano questa guida rivolta a chiunque voglia intraprendere l'esplorazione della coscienza e del proprio corpo.

In questo libro sorprendente potrai approfondire l'esplorazione dell'anima umana, grazie alle profonde conoscenze di Robert Monroe sia teoriche che pratiche (e' sperimentatore in prima persona delle esperienze extracorporee).

E' un libro talmente importante che all'uscita in lingua inglese, Charles T. Tart, uno dei piu' noti studiosi occidentali del campo della coscienza, scriveva: "Il lungamente atteso libro di Robert Monroe offre un contributo di primaria importanza alla nostra comprensione dell'anima umana".

Monroe illustra i sorprendenti sviluppi delle proprie esperienze extracorporee (le cosidette O.B.E.) e ti racconta tutto cio' che di unico gli hanno insegnato: cicli di vita e di morte, le forme di vita non materiali, lo sviluppo della coscienza e l'esistenza dopo la morte. 

Leggendo queste pagine scoprirai come sia possibile lasciare emergere gradualmente nuovi aspetti del tuo essere, per aprire nuove prospettive e godere appieno della vita.

Buona lettura!



Viaggi Lontani Robert A. Monroe Viaggi Lontani
Esplorazioni fuori dal corpo
Robert A. Monroe

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Nel marzo del 1959, era già passato più di un anno da quando Monroe aveva vissuto le prime esperienze di decorporazione, ed aveva ormai acquisito una certa abilità nel gestire questo suo dono naturale. Dopo aver consultato diversi medici, psicologi e psichiatri ed aver superato la fase dei timori e delle preoccupazioni per la propria salute, era ormai convinto di voler indagare sé stesso e quello strano mondo che visitava nel sonno. Pur vivendo pienamente e normalmente la propria vita familiare e lavorativa, Monroe sapeva quindi approfittare del tempo libero, per tentare sempre nuovi viaggi di esplorazione.
La mattina del 5 marzo di quell’anno, Monroe era in viaggio per lavoro e si era da poco svegliato nella stanza del motel dove aveva pernottato. Alle sette e mezza era uscito a far colazione e alle otto e mezza era già rientrato in camera. Per quella sera aveva in programma di andare a trovare degli amici, che abitavano in quella zona e poiché non aveva niente da fare nella mattinata, decise di coricarsi per tentare un viaggio. Appena si fu rilassato, arrivarono le vibrazioni, e avvertì subito una sensazione di movimento, di spostamento.
Dopo un breve volo col proprio corpo astrale, si fermò in un posto sconosciuto, dove vide un ragazzino che giocava con una palla da baseball, lanciandola ripetutamente in alto per poi riprenderla. Repentinamente la scena cambiò: un uomo, che non riuscì a riconoscere, stava caricando un grosso oggetto nel bagagliaio di una lunga berlina, sembrava un’automobile giocattolo, con ruote e motore elettrico. Di nuovo lo scenario mutò, vide un tavolo apparecchiato con dei piatti, attorno al quale c’erano delle persone sedute. Una donna maneggiava quelle che sembravano delle grandi carte da gioco bianche, distribuendole agli altri. Infine, si ritrovò a volare sopra la città, a circa 150 metri di altezza, mentre il suo desiderio era di tornare “a casa”. Riconobbe dall’alto la zona del motel e immediatamente rientrò “automaticamente” nel proprio corpo fisico, rimasto per tutto il tempo disteso a dormire.
Quando fu di nuovo sveglio, di ritorno da quella strana visita astrale, Monroe annotò tutto nei propri appunti, ma non riuscì a dare un senso a ciò che aveva vissuto, non sapendo chi fossero le persone che aveva visto, né dove fosse effettivamente stato e in verità nemmeno se quel posto esistesse veramente! La sera, andò a trovare i suoi amici, una coppia con un figlio adolescente, i quali essendo a conoscenza della sua strana attività di ricerca nell’ambito dei viaggi astrali, gli posero parecchie domande riguardo l’argomento. Mentre parlavano, Monroe ebbe un’intuizione: e se le persone che aveva visitato durante la sua “escursione mattutina” fossero state proprio loro? Chiese allora che cosa avevano fatto quella mattina verso le nove. Chiamarono il figlio, il quale disse che a quell’ora si stava preparando per andare a scuola. Gli chiesero di essere più preciso e lui aggiunse che stava camminando nel vialetto di casa, lanciando in aria la sua palla da baseball. Il suo amico invece affermò che stava caricando in auto un generatore di Van De Graff, sul sedile posteriore. Glielo fece vedere, era un apparecchio ingombrante e pesante, con delle ruote, un motore elettrico ed una piattaforma e assomigliava tantissimo a ciò che lui aveva visto, mentre la moglie disse che aveva distribuito la posta, al tavolo della colazione.
Con questo episodio, Monroe ebbe una conferma inequivocabile della corrispondenza tra quanto aveva visto nel suo volo astrale quella  stessa mattina e quanto era successo effettivamente nella realtà. C’erano delle differenze, questo era vero. Prima di tutto, non era stato in grado di riconoscere i propri amici, ma le coincidenze erano tali da escludere con certezza che si potesse trattare di un caso. Le carte da gioco bianche, erano in realtà delle lettere, mentre il generatore era apparso come una macchina giocattolo e effettivamente un ragazzino aveva giocato a palla! Monroe nella stesura dei rapporti delle proprie esperienze era sempre molto rigoroso, analizzava molti fattori che potevano entrare in gioco, come ad esempio la possibilità di una sua inconscia o anche involontaria conoscenza, a priori, di certi dati. In questo caso, però, non sussisteva alcun dubbio, riguardo all’autenticità dell’esperienza avuta.
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