lunedì 5 ottobre 2015

ANIMA-LI: Gli animali sono esseri che per definizione contengono un'anima (Parte1)

GLI ANIMA-LI contengono, o meglio, sono stati creati allo scopo di contenere, un'anima. Il loro corpo fisico è il contenitore di quest’anima la quale abita per tutta la vita all’interno dell’animale.


La definizione di anima richiederebbe una trattazione ampia e diffusa, però, in linea generale, possiamo dire che una delle principali qualità dell’anima risiede specificamente nella capacità di sentire. E con ciò non intendo certamente un semplice esercizio legato ai sensi (sentire inteso come sinonimo di ascoltare), quanto piuttosto un processo di interiorizzazione; un sentire interiore. Un sentire la paura, ad esempio, o la gioia, o la rabbia, tutti processi legati a qualcosa di più “ fino” rispetto al sentire semplicemente una sensazione riferita al corpo fisico come, per esempio, un dolore. Gli animali, e questo è ancora più evidente se ci riferiamo in particolar modo al cane e al gatto, sono fortemente impregnati da questa potenzialità di sentire interiormente delle emozioni e dei sentimenti. Ognuno di noi è in grado di percepire le emozioni che questi animali ci comunicano nel momento in cui torniamo a casa dopo una lunga giornata di lavoro; è esperienza comune quella di accorgersi che l’animale “ sente” il nostro arrivo prima ancora che noi fisicamente abbiamo oltrepassato l’uscio di casa. “Riconoscerà il rumore della mia macchina?” ci domandiamo distrattamente. ”O forse l’incedere caratteristico del mio passo lungo le scale? O forse si è abituato all’orario del mio lavoro?” Comunque vadano le cose, quando apriamo la porta di casa immancabilmente ci imbattiamo in un'anima che non vede l’ora di renderci partecipi del suo mondo interiore. E proprio questa capacità di comunicare la propria interiorità attraverso un certo movimento esteriore (scodinzolamento, corse pazze, girotondi, capriole, salti ecc.) è un’altra caratteristica peculiare degli animali.

A differenza delle piante che abbiamo in casa, gli animali hanno la capacità di esteriorizzare attraverso il movimento quello che si sviluppa nella loro interiorità

Gli anima-li sono dunque anche anima-ti, dotati cioè di movimento. L’anima degli animali possiede la capacità di far sperimentare al corpo fisico entro la quale abita, sensazioni, emozioni e sentimenti che trovano la loro ragion d’essere proprio nel momento in cui vengono esteriorizzati attraverso il movimento. La gioia che provano nel reincontraci ogni giorno si palesa attraverso determinati movimenti, completamente differenti da quelli presenti nella paura o nella disperazione. E questa capacità di comunicazione è direttamente proporzionale alla complessità del sistema; in altre parole, più sofisticato è il substrato fisico e più dinamico e creativo è il modo di comunicare. Per farla ancora più semplice, una lucertola - che zoologicamente viene collocata qualche gradino più in basso rispetto ai mammiferi – avrà molte meno necessità di comunicare attraverso il movimento la semplicità del suo mondo interiore. L’anima è dunque movimento: interno ed esterno; e come un’onda che dopo aver raggiunto il suo punto massimo si infrange sulla spiaggia, allo stesso modo l’animale che vive con noi scarica all’esterno, attraverso il gioco, la forza delle sue emozioni e dei suoi sentimenti e ci rende partecipi del suo mondo interiore. Che regalo prezioso che elargisce ogni giorno!




L’anima dell’animale vive delle esperienze che la vita terrena le porta innanzi; essa fa tesoro di tali esperienze per far evolvere se stessa e tutti gli altri animali, poiché, possiamo dire senza paura di essere smentiti, che tutti gli animali sono profondamente collegati gli uni agli altri. L’anima animale ha dunque la possibilità di sperimentare una gamma diversissima di esperienze interiori, perché diversissime sono le forme fisiche entro le quali ha l’opportunità di vivere. Pensiamo ad esempio all’enorme differenza che esiste tra un gatto abituato a vivere sul divano di casa e un leone africano che sperimenta la sua esistenza nella savana; pensiamo alla diversità del contenuto esperienziale che queste due anime sperimentano durante la loro esistenza.

Esoteristi, sciamani, spiritualisti, veggenti, tibetani, occultisti, teosofi, Steiner, la Bailey… tutti i grandi Maestri, ci trasmettono insegnamenti sull’ Anima di GRUPPO negli Animali, che entrano in incarnazione sulla terra, fanno esperienza.. e tornano alla Fonte dopo la loro morte.


Se da una parte il leone della savana è completamente legato ai determinismi della Natura (cicli riproduttivi, approvvigionamento di cibo e gerarchia all’interno del branco), dall’altra il gatto domestico, attraverso l’interazione con l’uomo, riesce ad emanciparsi da tali necessità e ad elaborare una sua esperienza, per così dire, molto più individuale. È come se l’anima che vive nel corpo fisico del leone fosse guidata e indirizzata dall’alto verso determinati comportamenti che trovano il loro senso di esistere all’interno di un ecosistema molto più ampio. La “missione” del leone, il senso dell’esperienza di quest’anima, si manifesta specificamente nel suo ruolo di predatore e controllore che regolamenta il giusto numero di erbivori presenti all’interno di una determinata zona. Gli immutabili cicli della savana hanno bisogno del ruolo che quest’anima svolge grazie alle fattezze fisiche del leone proprio per rimanere tali, perché all’interno di questa immutabilità è nascosto il segreto di un profondo equilibrio dell’intero ecosistema.



Esiste, dunque, una netta differenza di esperienza terrena tra l’anima di un animale selvatico e quella di un animale domestico, e tale differenza consiste proprio nell’emancipazione che quest’ultimo fa, in virtù dello stretto contatto con l’umano, nei confronti della sua ANIMA GRUPPO



Immagino farà piacere a chi ama i nostri fratelli animali con cui ha condiviso l’esistenza, sapere cosa accade quando un animale muore e che evoluzione ha compiuto con noi sul pianeta. Premetto che quando parlo di Spiritualità negli Animali o nelle persone e in questo caso di Anima di GRUPPO negli Animali, non tratto un discorso di religione, piuttosto mi riferisco al rapporto intuitivo e percettivo che abbiamo con la sfera dell’invisibile, che si manifesta su livelli di coscienza diversi dal piano materiale, di cui già possiamo vedere una manifestazione tangibile, quando parliamo di emozioni. 
Per capire cosa si intende per Anima di Gruppo negli Animali, si può pensare che a differenza dell’uomo, un animale è assoggettato alle leggi del branco dal quale non ha autonomia. Anche alcuni uomini oggi stentano a diventare individui e si muovono in gregge, dipende dal loro livello di evoluzione, o meglio da quello che la loro evoluzione animica richiede in questa incarnazione. Questa visione della realtà, non ha bisogno di interpretazioni razionali, ma va solo percepita con gli stessi sensi che normalmente ci fanno avvicinare e amare il regno animale. Alcune specie sono già avanti nel processo di individualizzazione che porterà loro ad acquisire, oltre il corpo eterico ed astrale, anche quello mentale.


L’individualizzazione è la chiave dell’evoluzione di ogni regno di natura. Ad ogni salto evolutivo di un regno, segue quello del regno precedente. 

Quando l’animale muore, la sua anima torna all’Anima di gruppo, portando con sé tutte le informazioni raccolte durante la vita. Il nostro amore è la chiave per la loro evoluzione infatti loro continueranno ad incarnarsi, per proseguire il loro cammino, attraverso l’esperienza terrestre, verso incarnazioni future nel regno umano. Viviamo dunque serenamente il pezzo di strada che percorriamo insieme, certi di essere importanti parametri per l’apertura dei loro canali energetici e del loro corpo mentale.


UN ANIMA GRUPPO QUINDI E': Un organismo formato da migliaia di individui che sperimenta se stesso attraverso l’esperienza interiore, non tanto del singolo individuo, quanto piuttosto dell’insieme dell’esperienza di ogni singolo individuo.



Ne più ne meno come il nostro corpo, il quale elimina costantemente un certo numero di cellule morte (attraverso la desquamazione cutanea, i capelli, le unghie, ecc.) e altrettante cellule si rigenerano ogni giorno, in un continuo equilibro che varia col variare dell’età.
 E come nel nostro corpo esiste un'intelligenza superiore che costantemente regola l’organizzazione e la funzione dei vari organi, così per questi animali esiste un livello di coscienza superiore che regola la loro esistenza a prescindere dalla sopravvivenza o meno dei singoli individui. Tale coscienza superiore viene per l’appunto comunemente chiamata: anima di gruppo.


L’anima di gruppo è dunque un livello di esperienza che l’anima animale fa sul piano fisico, ma che non riguarda specificamente il singolo individuo, ma un numero molto maggiore di animali. Essa è per definizione un'anima, e dunque un’essenza che vive nel sentire; non a caso gli animali sentono che è giunto il tempo di emigrare, sentono che la rotta giusta è in una direzione piuttosto che in un’altra, sentono che è giusto raggiungere quel posto piuttosto che quell’altro. Ma tale sentire non è un sentire autonomo, non riguarda specificamente il singolo individuo, quanto piuttosto un sentire collettivo. È l’anima di gruppo che sente e che comunica al corpo fisico di tutti gli gnu quando partire e dove andare. Essa è dunque qualcosa di non tangibile fisicamente, ma facilmente afferrabile attraverso l’osservazione e il pensiero. L’anima di gruppo non appartiene di fatto al mondo fisico, anche se solo nell’esperienza fisica riesce a fare la sua esperienza e ad evolvere. È il piano della Vita che si esprime attraverso queste anime di gruppo, ed è attraverso l’esperienza fisica che tali anime di gruppo sperimentano nei corpi degli gnu, dei leoni, delle formiche e delle sardine che l’intero piano divino ha la possibilità di evolvere.
I singoli animali selvatici sono per così dire guidati dall’alto, non hanno la possibilità di scegliere perché appartengono alla saggezza divina che regola l’intero pianeta, e come tale la scelta verso una determinata specializzazione biologica (come le formiche e il formichiere o in generale i ruoli di prede e predatori) viene definito dall’alto, allo scopo di mantenere più intatto ed in equilibrio l’organismo Terra.
All’interno di questa dimensione spirituale fatta di anime di gruppo, spiriti guida e animali di potere ha vissuto per millenni l’uomo di ogni civiltà indigena il quale, per lungo tempo, ha avuto la possibilità di sperimentare un tipo di rapporto con il regno animale basato sul riconoscimento e il rispetto verso tale manifestazione del piano della Vita. Nell’epoca attuale, tale collegamento con il piano divino è andato completamente perduto; il collegamento è andato perduto, non i due protagonisti, l’uomo e l’animale. Loro nel frattempo sono cambiati, si sono modificati; in breve, sono evoluti. Hanno seguito delle strade, in un certo senso parallele, che conducono il piano della Vita a sperimentare nuovi livelli di coscienza.
Ora, penso sia proprio questo collegamento che bisogna ripristinare, e veramente sono convinto che tale forma di guarigione non possa che partire dall’uomo. Se l’uomo si sforzerà di percepire la dimensione spirituale del regno animale; se cercherà, consapevolmente, di accogliere nella sua interiorità l’intero mondo animale, o almeno una scintilla di esso, il cane o il gatto che vive al suo fianco, potrebbe già essere un buon inizio. Ben presto si accorgerà che la via che conduce al regno animale non è nient’altro che un’altra via che conduce all’uomo stesso; né più né meno di come diceva Castaneda: :”Per me esiste solo il camminare lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questi io cammino, e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando senza fiato”.

Tratto da “Conferenze di Rudolf Steiner” Berlino 1908:
''Anche gli animali hanno un’anima: gruppi interi d’animali affini (come per esempio tigri, leoni, gatti, insomma tutti i singoli gruppi di specie affini) hanno una comune Anima di gruppo, un comune IO collettivo. La distanza che separa i singoli animali qui sulla terra, non ha nulla a che fare con ciò; come le dieci dita appartengono ad una determinata persona, così, per esempio, tutti i leoni appartengono all’anima collettiva del leone. Chi potesse venire a conoscere le singole anime collettive sul piano astrale, troverebbe che la loro caratteristica più spiccata è la saggezza, per quanto poco saggi possono sembrarci i singoli animali sulla terra. Le personalità collettive degli animali sul piano astrale, che hanno i loro singoli membri sul piano fisico, sono realmente assai più sagge delle persone umane; e tutto ciò che ammiriamo come istinti meravigliosi dei singoli animali, è una manifestazione della sapienza delle Anime di gruppo”. Anima di GRUPPO negli Animali “… Sappiamo che gli attuali animali sono da considerarsi come dei nostri fratelli, che si sono staccati dall’essenzialità Umana generale, perché rimasero indietro: difatti furono quelle anime che discesero sulla Terra prima che un Io gli venisse donato, insidiandosi così sulla Terra prematuramente. Quelli che sono oggi uomini, attesero che un Io li compenetrasse, prima di scendere in un corpo fisico. Per l’Anima di gruppo animale, ogni singolo animale è solo una nube che si forma alla nascita, si scioglie alla morte e poi si riforma: si rinnovano solo le sue membra fisiche''. 

FINE PRIMA PARTE.
SECONDA PARTE


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