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domenica 2 luglio 2017

Gli 11 benefici migliori del MARE. La scienza dice che è un farmaco che cura almeno 16 malattie!

Una vacanza al mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie


Il mare è un farmaco che cura almeno 16 malattie: lo dice la scienza

Gettate tutti i medicinali e partite per una vacanza al mare! Grazie alla salsedine, allo iodio, all’aria salsoiodica, il mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie.

A trarre beneficio da un soggiorno in riva al mare, oltre agli effetti psicologici, sono almeno 16 malattie, dalle allergie respiratorie alle anemie, dall’artrosi alla depressione, ma anche distorsioni, fratture, ipotiroidismo, malattie ginecologiche, reumatiche, psoriasi e rachitismo.


Ecco alcuni dei principali benefici apportati dal mare:

  • Migliora il respiro: l’aria vicina alla costa contiene una quantità più elevata di sali minerali. Cloruro di sodio e di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio provengono dalle onde che si rompono sulla riva e dagli spruzzi di acqua marina sollevati dal vento. I primi a beneficiarne sono i polmoni: la respirazione migliora sensibilmente fin dai primi giorni. Una sorta di aerosol marino.
  • Combatte la ritenzione idrica: nell’acqua marina c’è una notevole concentrazione di sali minerali e ciò, per osmosi, favorisce l’eliminazione, attraverso la pelle, dei liquidi accumulati nei tessuti.
  • Combatte i chili di troppo: il sale stimola le terminazioni nervose dell’epidermide e, come conseguenza, accelera il metabolismo così il corpo brucia più velocemente i grassi.
  • Rinforza il sistema circolatorio: per merito della pressione che l’acqua esercita mentre si è immersi, della temperatura e del moto ondoso, che pratica un massaggio su tutto il corpo, la circolazione viene riattivata naturalmente.
  • Migliora il tono muscolare: il nuoto rilassa i muscoli, scioglie le contratture e regala mobilità alle articolazioni bloccate da artrite e artrosi.
  • Aiuta i reni: l’acqua del mare aiuta intestino e reni, depurando così tutto l’organismo.

Tra l'altro uno studio condotto in dieci anni di ricerca scientifica dimostra come l'acqua rilasci sostanze chimiche collegate alla felicità

Stare vicino all’acqua stimola il cervello in quanto vengono rilasciate sostanze chimiche collegate alla felicità, come la dopamina, la serotonina e l’ossitocina.

Lo riporta il sito ericazuanon.com che cita il libro di Wallace J. Nichols ‘Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In , On, Or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, And Better At What You Do’ (‘Mente Blu: la scienza sorprendente che mostra come stare vicino, sopra, dentro o sotto l’acqua possa renderti più felice, più sano, più connesso e migliore in ciò che fai’).

Lo studio dimostra come l’acqua – e quindi, mare, lago o fiume – porti al cervello cinque benefici fondamentali per la felicità:


1. Il colore blu da’ sollievo

A quanto pare il colore blu è anche il colore preferito del mondo. L’autore cita un progetto di ricerca del 2003, in cui è stato chiesto a 232 persone in tutto il mondo di indicare il proprio colore preferito. Ancora una volta è risultato essere il blu.

2. Stare lungo la costa rende più rilassati

Secondo uno studio citato nel libro, per calmarci a livello di subconscio, basta anche solo osservare un paesaggio marittimo: guardare immagini della natura, infatti, fa attivare le parti del nostro cervello associate “a un atteggiamento positivo, alla stabilità emotiva e al recupero di ricordi felici”.


3. L’acqua ringiovanisce le menti stanche

In uno studio del 1995 pubblicato su Environmental Psychology sono stati analizzati il rendimento e la concentrazione di due gruppi di studenti: uno a cui erano state assegnate stanze con vista più paesaggistica (alberi, laghi, prati) e un altro a cui erano state date stanze su vedute più urbane. Il primo gruppo non solo dava risultati più brillanti, ma dimostrava anche una maggiore capacità di attenzione.


4. Guardare le fotografie fa bene, ma l’acqua nella vita reale fa meglio

Secondo le risposte inviate durante uno studio con l’applicazione Mappiness (più di un milione), non solo le persone sono più serene quando stanno all’aria aperta, ma sono più felici del 5,2% quando si trovavano vicino a un corso d’acqua.


5. L’acqua ci riporta al nostro stato naturale

Siamo connessi all’acqua fin dal principio della nostra vita. Il corpo è mediamente composto per il 75% da acqua e il mantenimento della quantità adeguata di idratazione è basilare per il corretto funzionamento dei nostri organi.

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martedì 20 ottobre 2015

Gli HUNZA, la popolazione più LONGEVA al mondo


Gli Hunza, la popolazione più longeva al mondo






Tempo fa iniziai una ricerca sul popolo più longevo al mondo e scoprii dati molto interessanti.

E’ il popolo degli Hunza: questa popolazione non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc.


Vivono al confine nord del Pakistan all’ interno di una valle sulla catena Himalayana e sono la popolazione in assoluto più longeva della terra.
La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Gli uomini e le donne Hunza sono in grado di figliare anche a 90 anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.

Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il semi-digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua ricca di minerali presente nelle loro terre.

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  • Digiuno e prodotti vegetali

Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”.   
L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.

Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, mele, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, praticano il semi-digiuno per settimane intere per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.
Ralph Bircher evidenzia che, se necessario, un Hunza in 24 ore può arrivare a marciare per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi per mangiare o dormire.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, erano assoldati come portatori.


Gli Hunza
Un popolo che ignorava la malattia
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  • Il digiuno nel mondo animale

Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’ approvvigionamento di cibo sufficiente.


Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’ accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale. I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. 


Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.


  • Acqua ricca di minerali

L’ultimo elemento utile per la forza, e la longevità di questo popolo fù la composizione dell’acqua. 

Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con elevato contenuto di minerali colloidali.


L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il pH rimane più stabile. Per quanto riguarda l’alimentazione ho già evidenziato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; 
nel digiuno breve invece ci si può aiutare bevendo acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Hunza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 00 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. 
In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

Conclusioni
Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente:
“Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”… 
“Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”… 
“Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”… 
“Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc… 
“Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” ……….
Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?
Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in termpo”?
E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso?

Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.


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venerdì 16 ottobre 2015

Un bicchiere d'ACQUA VIVA per realizzare i tuoi desideri - Vadim Zeland

Vadim Zeland nel suo libro Transurfing Vivo: Oltre i confini di Matrix, al Cap.8 esordisce: 

“Posso suggerire una tecnica potente”


Inizia così a descrivere un metodo per cambiare noi stessi e il nostro mondo, accelerando la connessione quantistica tra pensiero e materia, ovvero ciò che desideriamo può diventare presto reale.


“Scrivi su un foglio di carta una forma-pensiero, per esempio:

“Sono una persona attraente. Emano una luce interiore di attrazione, amore e sesso. Sono una creatura luminosa. Attiro gli uomini. Il mio uomo mi trova.”
continua: "Metti sopra il foglietto un bicchiere d’acqua. Sfregati i palmi delle mani, poi tienili come se stessi suonando una fisarmonica e immagina di reggere tra le mani un grumo compatto delle dimensioni di un palloncino gonfiabile. E’ la tua energia. Tieni i palmi attorno al bicchiere, facendo attenzione a non toccarlo. Pronuncia ad alta voce o mentalmente, in modo consapevole e convinto, questa forma-pensiero, possibilmente immaginando il senso di quello che dici. Poi bevi l’acqua. Fai quest’operazione al mattino, subito dopo esserti svegliato, e la sera prima di andare a letto. La tua intenzione verrà realizzata. Ho sperimentato personalmente questa tecnica tante volte, con varie forme-pensiero. Funziona molto bene. Ovviamente questa tecnica si può applicare a forme-pensiero qualsiasi. Componile da solo/a, pensando a ciò cui aspiri. Resterai stupito da quanto velocemente reagirà la realtà. La particella negativa non dovrà essere usata: il pensiero-forma deve essere affermativo, costruttivo. E nessuna astrazione, nessun augurio prolisso. Il messaggio deve essere concreto, laconico e diretto al fine. Se hai più di un fine, sarebbe meglio associare a ogni fine un bicchiere d’acqua. Oggi, per esempio, può lavorare con un fine, domani con un altro. Oppure al mattino con uno e alla sera con un altro.”
L'IMPORTANZA DELL'ACQUA VIVA DA USARE
Vadim Zeland aggiunge: “Non si può usare l’acqua solita di città, specialmente quella venduta in bottiglie, perché essa ha fatto in tempo ad assorbire molte informazioni distruttive.” Prosegue poi, per un intero capitolo, ad esporre come rendere VIVA L'ACQUA. 

L’acqua viva NATURALE è l’acqua di sorgente, che scorre tutto il tempo. Ovviamente a meno che non si abiti in montagna questo è molto difficile da reperire. 
Ci sono dei metodi per dinamizzare l’acqua, ad esempio il Devajal Vitalizzatore per acqua o altri dispositivi a vortice che si trovano su internet che sfruttano gli studi di Viktor Schauberger.
Devajal - Vitalizzatore per Acqua Voto medio su 96 recensioni: Buono

COME E PERCHE' FUNZIONA
L’acqua non è una miscela amorfa, possiede una STRUTTURA. Le sue molecole si uniscono in agglomerati di particelle che cambiano la loro forma a seconda dell’azione esterna, vedasi a riguardo gli studi del Dott Masaru Emoto. Proprio per questo si possono registrare informazioni sull’acqua come se fosse un nastro magnetico, l’acqua si può "convincere" o più semplicemente "programmare".
Anche il foglietto di carta ha le sue funzioni. Innanzitutto quando non solo pronunciamo la forma-pensiero ma la scriviamo, essa acquista una forza supplementare. In secondo luogo, anche una semplice parola incollata su un recipiente contenente acqua, carica l’acqua dell’ informazione contenuta nel senso di questa parola. 
Gli agglomerati che che si formano, si possono vedere al microscopio dopo il congelamento. Esperimenti famosi hanno dimostrato il potere delle intenzioni: parole come “ti amo”, “grazie”, “salve”, generano cristalli di bellezza divina, mentre le parole negative danno origine a ghiacciolini mostruosi.
Ovviamente qui un ruolo fondamentale è da attribuire all’INTENZIONE della persona, alla consapevolezza durante la scrittura e la sistemazione dello scritto sul recipiente. 
L’ENERGIA delle mani, infine, rafforza e localizza l’intenzione, e come risultato l’acqua verrà caricata velocemente e in modo efficace. L’informazione registrata nell’acqua si distribuisce per tutto il corpo e orienta il bio-campo morfologico ad emanare l’intenzione data. Non ha senso preoccuparsi se non si riesce a sentire il grumo compatto dell’energia. Se non riesce subito, riuscirà dopo una settimana di allenamento, tanto più che per l’acqua non é necessario un forte effetto: sarà più che sufficiente tenere il bicchiere tra i palmi delle mani.

Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix
Risvegliati dall'incubo - Transurfing Apocrifo in versione riveduta ed ampliata
La Coscienza dell'Acqua
I cristalli d’acqua rivelano l’influenza dei pensieri sulla realtà fisica - Dall’autore del best seller del New York Times “The Hidden Messages in Water”
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FONTE