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giovedì 1 giugno 2017

Ecco le 10 contraddizioni tipiche di ogni persona creativa

Si sa: le persone creative sono complesse. 

E spesso hanno un carattere che pare essere costruito sui castelli di sabbia delle contraddizioni. 


Eccone 10, piuttosto tipiche, nelle quali potreste riconoscere voi stessi o le persone più vulcaniche che vi circondano.



1. Sono energetiche, ma hanno bisogno di ricaricarsi spesso

Sono concentrate e di solito vanno dritte all’obiettivo, ma è loro necessario un tempo “di posa” nel quale ritrovare la giusta calma e il giusto equilibrio. È frequente, dunque, che vogliano essere lasciate in pace (in modo intermittente e imprevedibile).

2. Sono intelligenti ma ingenue

Il creativo tende a vivere nel suo mondo, e non di rado sembra non essere correttamente equipaggiato ad affrontare le sfide della vita quotidiana.

3. Sono disciplinate e indisciplinate allo stesso tempo, responsabili ma anche irresponsabili

È classico dei creativi sfidare se stessi e le regole della società, dunque una certa inclinazione alla ribellione non dovrebbe sorprendere nessuno.

4. Vivono nel mondo della fantasia ma di colpo mostrano di avere i piedi ben piantati per terra

La persona creativa è flessibile per antonomasia: si divide tra il mondo immateriale delle idee e la realtà senza sforzo.


5. Sono sia estroverse che introverse

La parola “ambivert” sembra essere stata inventata per loro: hanno necessità di mantenere un bilanciamento sottile tra socialità e solitudine.


6. Sono arroganti ma umili all’occorrenza

Sono fiere e orgogliose, ma sanno chinare la testa davanti a chi ha qualcosa da insegnare loro.


7. Non si riconoscono in un genere sessuale preciso

È frequente che un creativo o una creativa non caschino nello spettro dell’eternormatività, riconoscendosi una sorta di ibrido tra l’uomo e la donna o in nessuno dei due.


8. Sono allo stesso tempo reazionari e progressisti

Non è strano imbattersi in una persona creativa fortemente idealista e allo stesso tempo legata all’abitudine e alla tradizione.


9. Sono pieni di passione ma sanno essere oggettivi (quando si tratta di lavoro)

Sono in grado di andare velocemente al nocciolo del problema, ma sanno difendere il loro lavoro e quello della squadra con veemenza, se ce n’è l’occasione.


10. Si tuffano in abissi di tristezza e ma sono capaci di abbandonarsi del tutto alla gioia

Le emozioni forti, insomma, non le spaventano. Anzi, più ne provano e meglio stanno.



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martedì 7 febbraio 2017

COLORARE: una pratica ZEN che racchiude 7 INSEGNAMENTI di VITA

Forse ancora non lo sai, ma portare sempre con sè un libro da colorare e alcune matite colorate può tornare davvero molto utile.

Colorare in modo consapevole infatti, riduce i livelli di stress e aiuta ad essere più presenti, ma ci sono ancora più vantaggi. Ad esempio, dopo aver colorato potresti avere delle intuizioni e delle idee che ti sembreranno spuntare fuori dal nulla, insomma sarai più creativo!

Colorare ti aiuta anche ad essere più centrato, a stare nel momento presente e ad attivare la parte creativa del tuo cervello.

Ecco i 7 insegnamenti derivanti dal colorare:

1. Creiamo quello che immaginiamo

La vita è una tela bianca; facciamo quello che vogliamo che essa sia.
Come le pagine del tuo libro da colorare, ogni nuovo giorno è vuoto, con potenzialità e possibilità, che ti aiuteranno a scegliere quali colori usare, l’importante è l’atteggiamento con cui ti avvicinerai alla prossima pagina e al nuovo giorno. Puoi passare la giornata creando combinazioni di colori incredibili e realizzando il tuo potenziale.

2. Siamo tutti in grado di creare bellezza

Siamo tutti in grado di creare bellezza, anche se pensiamo che non sia così. Con i colori puoi creare bellissime immagini, pur non essendo ‘un artista vero e proprio’!
Lo stesso vale per altri ruoli che potremmo desiderare di provare nella vita. Possiamo pensare che non siamo scrittori, chef, o imprenditori, ma possiamo fare di più di quello che pensiamo, se solo siamo disposti a provare. Siamo in grado di creare qualcosa di bello se impariamo a vedere noi stessi con una una nuova luce.

3. Non deve essere perfetto

Lascia andare la perfezione e le aspettative irrealistiche su te stesso. Così come la vita, i tuoi disegni non devono essere perfetti. Va bene se a volte esci delle linee; gli errori sono solo curve sulla strada, non la fine della strada. E se incasini tutto puoi sempre voltare pagina e ricominciare.


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4. Una buona ‘manutenzione’ serve sempre

Il secondo investimento che farai per le tue matite colorate sarà un temperamatite. Non è possibile colorare con le matite spuntate e mantenere gli attrezzi in buona forma è fondamentale per ottenere risultati efficaci.
Lo stesso vale per noi stessi; la cura del nostro corpo e della mente ci permette di essere sempre in equilibrio.
Qualunque cosa tu faccia nella vita personale o professionale, sarà molto più efficace se ti ‘eserciti’ regolarmente a mangiare pasti nutrienti, ricaricarti attraverso pratiche contemplative come lo yoga e la meditazione, e dormire il tempo che ti è necessario.

5. Fare le cose che amiamo non vuol dire sprecare tempo

Trovare il tempo per fare ciò che amiamo è la cosa più importante. Non pensare che usare il tuo tempo per colorare voglia dire sprecarlo e anche se qualcuno ti dirà così, passa oltre e continua a colorare!
E‘ importante avere tempi di inattività e ritagliarsi il tempo per giocare e flettere anche i nostri muscoli creativi.


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6. Non siamo mai troppo vecchi per giocare


La convinzione sbagliata è che colorare sia un’attività per bambini. Ma, anche noi abbiamo il nostro bambino interiore a cui piace giocare. E’ molto importante ascoltare anche lui e non smettere mai di farlo giocare. Non solo il gioco mantiene vivo il cervello, ma allevia anche lo stress e aumenta la creatività.

7. Aiuta a stare focalizzati sul momento presente

Siamo in grado di spendere così tanto tempo per vivere nel passato o preoccupandoci del nostro futuro, ma ci manca vivere il momento presente La vita è ora!
Non sappiamo quello che andrà ad arricchire la nostra vita fino a quando non lo vivremo. Quindi, vai là fuori, crea, e non ti preoccupare se quello che fai non è perfetto. Buttati e fai quello che ami fare. Vai fuori dalle linee di tanto in tanto. A volte gli errori possono creare qualcosa di meraviglioso e se non lo fanno, possiamo sempre voltare pagina!
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FONTE

domenica 18 ottobre 2015

BATTIATO RIVELATO: nei suoi testi, precisi messaggi esoterici

Essendoci pervenuta esplicita richiesta da parte del giornalista che l'aveva effettuata, recentemente abbiamo dovuto eliminare dalla nostra Pagina Facebook una video intervista fatta a Franco Battiato alla fine degli anni '80. Questo ci ha spinto a scrivere un articolo e altri ne seguiranno.
Buona lettura.


Cosa vogliono dire i testi delle canzoni di Franco Battiato?

 «Negli anni, nei decenni, in moltissimi si sono posti questa domanda, spesso però senza venirne a capo». Sul “Fatto Quotidiano”, Fabrizio Basciano svela, a puntate, alcuni dei riferimenti filosofico-letterari fondamentali per comprendere frasi o interi periodi di alcuni brani, altrimenti indecifrabili del grande cantautore siciliano. La ricerca parte da “L’era del Cinghiale Bianco”, disco del 1979.

Nel brano che dà il nome all’album, «si fa riferimento a un periodo storico leggendario, a un’età dell’oro degli antichi popoli celti di periodo pre-romano: l’era della conoscenza spirituale incarnata dal suo stesso simbolo, il cinghiale bianco». Nello stesso disco, nel brano “Magic shop”, ascoltiamo le parole “una signora vende corpi astrali”.

Di che si tratta? «Non senza una certa ironia e denunciando al contempo un consumismo irto di contraddizioni, Battiato tira in ballo il corpo astrale», ossia, secondo G. I. Gurdjieff, un corpo “composto da elementi del mondo planetario” che “può sopravvivere alla morte del corpo fisico”. «Insomma, una sorta di secondo corpo (l’anima) in una scala che contempla il corpo fisico, quello astrale, quello mentale e, infine, il corpo causale».

Andando ancora oltre, è il brano numero cinque de “L’Era del Cinghiale Bianco” a celare, dietro al suo stesso titolo, un intero mondo letterario: quello di René Guénon e del suo libroIl Re del Mondo”, che dà il titolo al brano in questione. Chi è questo fantomatico ‘Re del Mondo’ che nel brano di Battiato “ci tiene prigioniero il cuore”? 

Come leggiamo nell’omonimo libro dell’esoterista francese, scrive Basciano, il titolo di ‘Re del Mondo’ serve a “designare il capo della gerarchia iniziatica”, ruolo attribuito propriamente a Manu, “il legislatore primordiale e universale il cui nome si ritrova, sotto forme diverse, presso numerosi popoli antichi, per esempio il Mina o Menes degli Egizi, il Menew dei Celti e il Minosse dei Greci”.

Nel disco “Patriots”, uscito nel 1980, i messaggi in codice si infittiscono «facendosi tuttavia più sottili, meno espliciti», osserva Basciano. Il brano “Prospettiva Nevski” si chiude con la frase: “E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”. Per chi, come Battiato, crede nella reincarnazione, «potrebbe indicare la possibilità di una nuova vita oltre la morte, una nuova esistenza a cui solo la morte, se e solo se adeguatamente preparata, può traghettare».

Nel brano “Arabian song”, il cantautore siciliano intona una sorta di frase in codice: “La mia parte assente si identificava con l’umidità”. Quello a cui Battiato si riferisce, spiega Basciano, è il concetto di “identificazione”, colonna portante di tutta la psicologia e l’insegnamento gurdieffiani: “L’uomo – come si legge nel libro “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di Piotr Demianovic Ouspensky – è sempre in stato di identificazione, ciò che cambia è solo l’oggetto della sua identificazione. L’uomo si identifica con un piccolo problema che trova sul suo cammino e dimentica completamente i grandi scopi che si proponeva. Si identifica con una emozione, con un rumore, e dimentica gli altri suoi sentimenti più profondi”. Del brano “Frammenti” è invece la frase “che gran comodità le segretarie che parlano più lingue”. La segretaria, annota Basciano, è una delle figure-chiave degli insegnamenti della “Quarta Via” di Gurdjieff. «La segretaria, o anche dattilografa, è quella figura che Gurdjieff utilizza per descrivere  l’“apparato formatore”, una parte dell’essere umano che il filosofo armeno paragona a un ufficio».

Patriots «L’ufficio è il nostro apparato formatore, mentre la segretaria è la nostra educazione, con le sue concezioni automatiche, le sue formule ristrette, con le teorie e le opinioni che si sono formate in noi», scrive Gurdjieff. «Da questa ristrettezza di formule e opinioni, la necessità di una segretaria che parli più lingue, in grado cioè di recepire e codificare meglio e più velocemente tutti gli stimoli e le sollecitazioni provenienti tanto dall’esterno quanto dal nostro mondo interiore», sintetizza Basciano, che nella sua indagine su Battiato prosegue con l’analisi dei due album successivi, “La voce del padrone” (1981) e “L’Arca di Noé” (1982). Già a partire dal titolo, scrive il blogger del “Fatto”, “La voce del padrone” cela un significato esoterico: «Secondo un insegnamento antico – afferma Ouspensky in “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” – un uomo nel pieno senso della parola è composto di quattro corpi. Nel linguaggio figurato di certi insegnamenti orientali, il primo è la carrozza (corpo), il secondo è il cavallo (sentimenti, desideri), il terzo è il cocchiere (pensiero) e il quarto è il padrone (Io, coscienza, volontà). La carrozza è attaccata al cavallo per mezzo delle stanghe, il cavallo al cocchiere per mezzo delle redini, il cocchiere al suo padrone per mezzo della voce di lui».

Annino La Posta, nel volume “Franco Battiato, soprattutto il silenzio” (Giunti), commenta così il passo di Ouspensky: «Eccola, più probabilmente, la voce del padrone: quella della coscienza, che il pensiero dell’uomo sveglio, teorizzato da Gurdjieff, deve saper ascoltare. E pensare che c’è chi parla di nonsense!». Andando oltre, sempre in questo disco del 1981, nel brano “Segnali di vita”, Basciano rileva ben due periodi che fanno riferimento a precisi concetti della filosofia gurdjieffiana. Il primo è questo: “Si sente il bisogno di una propria evoluzione, sganciata dalle regole comuni, da questa falsa personalità”.

Battiato, ai tempi frequentatore dei gruppi gurdjieffiani, si riferisce qui al binomio essenza e personalità, che Ouspensky tratta diffusamente nel libro “L’evoluzione interiore dell’uomo” (Mediterranee): «È impossibile studiare l’uomo come un tutto, perché è diviso in due parti. Nel sistema che noi studiamo queste due parti sono chiamate essenza e personalità. L’essenza è un bene che gli è proprio; è ciò che gli appartiene. La personalità è ciò che non gli appartiene. Di regola l’essenza dovrebbe dominare la personalità. Il dominio della personalità sull’essenza produce i risultati peggiori».

Gurdjieff L’altro messaggio criptato del brano “Segnali di vita” è il seguente: “Ti accorgi di come vola bassa la mia mente? È colpa dei pensieri associativi se non riesco a stare adesso qui”. L’idea del pensiero automatico, o appunto associativo, pregna tutta la psicologia gurdjieffiana, collegandosi direttamente al concetto di presenza: la possibilità di essere qui e ora, liberi dalla prigionia del pensiero associativo e automatico. Ma il brano che più di ogni altro rivela la “filiazione gurdjieffiana” di Battiato, aggiunge Basciano, è “Centro di gravità permanente”. «Questo insegnamento – spiega sempre Ouspensky – suddivide l’uomo in sette categorie. L’uomo n. 4 differisce dall’uomo n. 1, 2 e 3 per la conoscenza di se stesso, per la comprensione della propria situazione e per il fatto di aver acquisito un centro di gravità permanente». Sorprendente pensare che proprio “La voce del padrone”, un album così profondamente ermetico, fu il primo in Italia a superare il milione di copie vendute, osserva Basciano.

Quanto all’album immediatamente successivo, “L’Arca di Noè”, nel brano “Clamori” si ascolta il seguente verso: “Il mondo è piccolo, il mondo è grande, e avrei bisogno di tonnellate d’idrogeno”. Sempre in seno all’insegnamento gurdjieffiano, l’idrogeno è uno degli elementi più importanti per l’evoluzione interiore dell’uomo: «Se prendiamo il Raggio di Creazione – si legge nel libro “La Quarta Via” (Astrolabio, 1974) – diviso in quattro triadi e teniamo presente che la somma totale di ciascuna triade è un idrogeno preciso, otterremo quattro idrogeni e quattro precise densità di materia». Gli idrogeni, secondo Gurdjieff, sono quelle sostanze che servono da nutrimento per la coscienza dell’essere umano, e il cui accumulo (da qui le tonnellate d’idrogeno auspicate da Battiato) consentirebbe lo sviluppo, la realizzazione, dei cosiddetti centri superiori. Superfluo, a questo punto, soffermarsi sul periodo contenuto nel brano “New frontiers”: “L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”.

Orizzonti perdutiLa produzione pop di Franco Battiato, sottolinea Basciano, è interamente attraversata da continui richiami a culture e tradizioni religiose, mistiche ed esoteriche. «Il cantautore e compositore siciliano ha sistematicamente disseminato i suoi testi di sollecitazioni letterarie e sapienziali senza mai tuttavia uscire troppo allo scoperto, tanto da presupporre una certa conoscenza delle materie di volta in volta oggetto del suo interesse». Vale anche per due dischi usciti sempre negli anni ‘80, “Orizzonti perduti” (1983) e “Mondi lontanissimi” (1985).

Nel brano “Un’altra vita”, quarto in scaletta dell’album “Orizzonti perduti”, il riferimento (esplicito) è alla pratica della meditazione quando, ad apertura di brano, l’autore de “La Cura” intona: “Certe notti per dormire mi metto a leggere, e invece avrei bisogno di attimi di silenzio”. «Come ha infatti più volte dichiarato pubblicamente – scrive Basciano – la sua giornata, da diverse decadi a questa parte, è sempre scandita da ben due meditazioni, una al mattino e l’altra all’imbrunire: una ricerca del silenzio senza la quale Battiato afferma che non riuscirebbe più a vivere».

Sempre in “Orizzonti perduti”, nel brano “La musica è stanca”, ascoltiamo: “In quest’epoca di scarsa intelligenza ed alta involuzione qualche scemo crede ancora che veniamo dalle scimmie”. Qui l’autore fa riferimento a un approccio decisamente alternativo al tema delle origini e della possibile evoluzione dell’umanità, che trova sempre in Ouspensky, e dunque in Gurdjieff, il proprio mentore: «Devo dire subito – recita Ouspensky in “L’Evoluzione interiore dell’uomo” – che le concezioni moderne sull’origine dell’uomo e sulla sua evoluzione passata non possono essere accettate». Considerando l’umanità “storica”, ossia quella degli ultimi dieci o quindicimila anni, «possiamo trovare tracce incontestabili di un tipo di uomo superiore, la cui presenza può essere dimostrata da molteplici testimonianze». Il viaggio cifrato continua in “Mondi lontanissimi”.

Nel primo brano, “Via Lattea”, ascoltiamo le parole: “Seguimmo certe rotte in diagonale dentro la Via Lattea”. «Questo delle rotte in diagonale è tema tanto caro a Battiato (che infatti lo riprenderà anche diversi anni dopo nel brano “Running against the grain” dell’album “Ferro Battuto”) quanto a tutto il mondo esoterico, e ha a che fare con le cosiddette griglie rappresentazionali, una sorta di tessuto sperimentale formato dall’interconnessione d’idee, valori e obiettivi, una “scacchiera” che può essere percorsa sia per vie orizzontali e verticali (espressioni di un pensiero lineare e metodico), che per vie, appunto, diagonali, seguendo le quali si manifesta lo spazio creativo».

Fabrizio Basciano Nel brano “Chan-son egocentrique”, Battiato canta: “Dalla pupilla viziosa delle nuvole la luna scende i gradini di grattacieli per prendermi la vita”. Come mai la luna vuol prendersi la vita di Battiato? Sia secondo Gurdjieff che secondo miriadi di culture e tradizioni varie, spiega Basciano, la luna eserciterebbe un influsso negativo. In un’intervista, lo stesso Battiato la definisce «nefasto satellite, che non vedo l’ora si allontani definitivamente dalla terra». Per Ouspensky è «un pianeta allo stato nascente, al suo primissimo stadio di sviluppo», ma è anche un satellite che «dalla terra riceve l’energia necessaria alla sua crescita». Tradotto: «La vita organica alimenta la Luna. Tutto ciò che vive sulla superficie della terra, uomini, animali, piante, serve di nutrimento alla luna. Tutti gli esseri viventi liberano, nell’istante della loro morte, una certa quantità dell’energia che li ha animati. Questa energia viene attirata verso la luna come da una colossale elettrocalamita».




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FONTE

giovedì 15 ottobre 2015

VISUALIZZAZIONE CREATIVA

I nuovi sviluppi degli studi sull’espansione della coscienza hanno dato particolare attenzione alla capacità di formare immagini mentali e all’uso della visualizzazione creativa.
Sede della formazione delle immagini, è il cervello, formato dall’emisfero destro, usato per le funzioni che richiedono una valutazione globale, e dal sinistro, sede del ragionamento logico.
Per poter usare la visualizzazione creativa nel modo più efficace è bene perfezionare le funzioni dell’emisfero destro.

E’ possibile avere immagini uditive, motorie, tattili, etc., ma le più comuni sono le visive, la cui caratteristica è quella di influenzare il corpo ed il comportamento, siano esse reali o immaginarie.
L’autoipnosi consente di raggiungere uno stato di completo rilassamento, grazie al quale le suggestioni arriveranno e influenzeranno l’inconscio.

L’immaginazione è la facoltà mentale di formare immagini o concetti di oggetti non presenti ai sensi, strettamente legata alla fantasia ed associata alle parti del cervello che si sviluppano nei primi anni di vita (infatti, i bambini ne sono molto dotati) e non si perde con gli anni, come gli artisti, che la stimolano continuamente, dimostrano.
La volontà non può far fronte a una forte immaginazione: se volontà e immaginazione sono in conflitto, sarà quest’ultima ad avere la meglio.


La visualizzazione applicata ai sogni

I sogni sono esperienze soggettive personali ed uniche, immagini mentali che si verificano durante le ore di sonno ed appartengono al nostro subconscio, governato dall’emisfero destro del cervello.
Quando si ricorda un sogno, lo si riporta alla consapevolezza conscia, dominata dall’emisfero sinistro.
Un particolare stato onirico è il sogno lucido, in cui l’individuo sa consciamente di sognare, e sembra avvenire quando esiste qualche rapporto particolare tra conscio ed inconscio, ossia tra i due emisferi, la cui natura non è nota.

I sogni hanno un particolare contenuto emotivo, e i concetti e le idee vengono comunicati con le immagini, soprattutto visive, che ci danno un quadro della nostra autoimmagine.

E’ possibile influenzarla con l’immaginazione creativa, raffigurandosi come si vorrebbe essere e non come si è realmente, presentando al nostro inconscio l’idea di noi che ci è più congeniale, in modo da avere più possibilità di cambiare il nostro comportamento e la nostra autoimmagine.
Nei sogni si è l‘unico personaggio, spesso il principale. Nella visualizzazione si mantiene ancora il ruolo dominante ed è importante includere l’emozione, affinché fornisca energia per la trasformazione: se si vuole il cambiamento, si deve anche desiderarlo.

Le guide interne

Ogni persona è composta da vari “IO”, l’unione dei quali ne dà la personalità, che, in quanto formata da tanti tipi di “IO”, sarebbe bene immaginare come la risultante di più personalità.

Esiste anche un “IO” interno ed immutabile, il “vero sé”, che si sviluppa nel tempo, e attorno al quale si sviluppa un “falso sé”, formato dalle varie personalità di cui sopra, che si formano con la maturazione dell’individuo, sono determinate dalle persone che si frequentano e costituiscono sia il sé conscio (che è solo una piccola parte della nostra esistenza), sia il sé inconscio.

Fenomeni come la percezione extrasensoriale, l’ipnosi, la chiaroveggenza, scaturiscono dal rapporto tra il sé conscio con gli altri sé, mentre le esperienze mistiche possono spiegarsi con un legame tra sé conscio e sé superconscio o addirittura con l’inconscio collettivo.
La maggior parte delle esperienze sono consce, ma abbiamo la capacità di metterci in contatto con gli altri sé, incluso l’inconscio collettivo.

Tutti possediamo caratteristiche sia femminili che maschili, a prescindere dal sesso di appartenenza, e ciò si evidenzia in modo particolare nei sogni, durante i quali le varie personalità assumono entità e caratteri distinti: le due o più persone coinvolte in una scena (di sesso opposto al nostro) possono rappresentare le varie personalità del sognatore.

Nel profondo di ciascuno di noi si nasconde il suo opposto: riconosciutane l’esistenza, è possibile trarne vantaggio.
Una guida interna può essere concepita come persona appartenente al presente, passato o futuro: in ogni modo farà parte del regno del vero sé, dell’inconscio, del superconscio o dell’inconscio collettivo, ma non sarà mai una manifestazione del conscio.
Le guide, appartenendo a zone mentali esterne al conscio, hanno cognizioni che vanno al di là del conscio, e sono sapienti, soprattutto per ciò che riguarda noi stessi e le loro capacità sono relative al livello di coscienza da cui provengono.
Per questo, è possibile scegliere una guida considerando a priori che:
  •  il sé conscio è la parte della nostra coscienza in cui siamo direttamente consapevoli; contiene tutti i nostri sentimenti ed è formato da tutte le informazioni che recepiamo attraverso i sensi;
  • il sé inconscio riguarda le funzioni corporee istintuali e le funzioni psichiche che concernono l’immaginazione;
  • il vero sé è paragonabile ad uno schermo bianco immutabile su cui la nostra coscienza proietta immagini;
  • il sé superconscio riguarda le ispirazioni ed è sede dei nostri principi e dei sentimenti d’amore e altruismo;
  • l’inconscio collettivo: tutti i sé precedentemente descritti sono parte di un organismo più grande col quale si interscambiano.


Esempio di applicazione della visualizzazione creativa

Un problema vissuto da molte persone, è la timidezza, e la conseguente sottovalutazione delle capacità della persona da parte degli altri, che può portare a depressione, angoscia e solitudine, con la formazione di un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Si definisce timido sia chi ha difficoltà ad avere rapporti con gli altri, e quindi cercherà di evitare ogni incontro che comporti il dialogo, sia chi si sente imbarazzato solo in alcune situazioni, ad esempio le cerimonie ufficiali.
Alla base di entrambe c’è carenza di autostima, che è possibile monitorare tenendo un diario in cui elencare tutto ciò che provoca angoscia, registrare le proprie reazioni alle situazioni imbarazzanti, indicare tutti i benefici e le penalità che comporta essere timidi, annotare i nomi di tutte le persone che hanno respinto la persona o le idee, analizzando il motivo per cui ci si sente soli.
  • La timidezza è determinata dall’ambiente: non lo si è geneticamente, ma si viene influenzati dalla famiglia.
Bisogna credere di poterla vincere, e che ciò implichi azione e cambiamento nel modo di pensare a se stessi, alla propria timidezza, al proprio modo di comportarsi, alla considerazione di ciò che gli altri pensano di noi, a come i valori sociali agevolano la timidezza.
Nulla nel proprio “vero sé” conferma che si debba essere timidi.

Attraverso la visualizzazione creativa, è possibile vincere il problema, seguendo questo programma:

1) Abbattere le barriere che impediscono il raggiungimento di mete specifiche: 
Si deve fare un elenco delle mete che si vogliono raggiungere, pensarci frequentemente, affrontarle una alla volta iniziando da quella meno impegnativa, associandone ognuna ad un’immagine che ne indichi l’importanza
(es: la più semplice come una rete da oltrepassare, la più difficoltosa come un grosso steccato da superare), porsi in stato autoipnotico e concentrarsi sulla barriera, immaginando di vincerla.

2) Eliminare i pensieri negativi: sempre in stato di rilassamento, rivolgendosi al proprio inconscio, ci si impegna ad evitare pensieri negativi, ognuno dei quali verrà sostituito da un pensiero positivo, portatore di potere ed energia.

3) Considerare i propri punti positivi e negativi attraverso un sosia
Partendo dall’autoipnosi, si visualizza un individuo identico a noi ma totalmente negativo, immaginando un vero e proprio processo, nel corso del quale si deve riuscire a convincere il giudice della propria unicità, evidenziando la nostra completa positività a differenza del sosia, chiamando a difesa chiunque possa confermare la nostra tesi.

4) Usare un mezzo per affrontare la solitudine
La solitudine può diventare accettabile immaginando di restare bloccati dalla neve, totalmente isolati ma con acqua, cibo, fuoco, e tutto ciò che è indispensabile alla sopravvivenza ed utile a farci passare il tempo, come libri, carta e penna, ecc. tranne computer, telefono, televisione e radio. L’idea, che all’inizio può angosciare, con l’uso della creatività consente di rendere accettabile, vivibile e perfino piacevole il restare soli con se stessi, e di conseguenza eliminare la sensazione di solitudine, trovando le risorse dentro di sè.

Il metodo della visualizzazione creativa è applicabile a qualsiasi obiettivo si voglia ottenere, purché si desideri veramente raggiungere la meta, si creda di conquistare la vittoria e ci si aspetti il risultato.

Libri:

Visualizzazione Creativa
Usa il potere dell'immaginazione per ottenere ciò che vuoi dalla vita
Voto medio su 16 recensioni: Da non perdere
L'arte di Vivere i Sogni Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
Visualizzazione Creativa