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martedì 12 giugno 2018

7 SEGNI che ti dimostreranno di AVER VISSUTO molte VITE PASSATE

Molte persone e culture in tutto il mondo, credono nella reincarnazione e nella rinascita. 


La convinzione è che ogni essere umano abbia un’anima che continua a rivivere in nuove forme di vita, mentre si muove sul suo cammino karmico, per raggiungere uno stato di “perfetta illuminazione”. Sempre se ci si riesce!

Se si raggiunge questo obiettivo, l’anima cessa di rinascere perché ha compiuto il suo cammino evolutivo, e non ha più bisogno di accumulare esperienze nel gioco di questa dimensione-sogno.

Hai mai sentito che esistono anime antiche, cioè quelle anime che si sono reincarnate in moltissime vite? Sappi che tu potresti essere una di loro.


Questi sono i 7 segni convincenti, che ti diranno che probabilmente sei qui da molte vite.


1. Sogni ricorrenti

Se tendi ad avere sogni ricorrenti, specialmente di persone o luoghi che non hai mai incontrato o visitato nella vita reale, ma in qualche modo sembrano estremamente familiari, potrebbe essere perché il tuo subconscio ricorda delle tue esperienze in vite precedenti.


2. La tua intuizione è altamente sviluppata

Si crede che l’intuizione provenga dalla capacità di sfruttare la saggezza e la conoscenza che non è prontamente disponibile per tutti noi. Se la tua intuizione è molto forte, potrebbe essere che la tua anima ha goduto di una ricchezza di esperienze che è in grado di sfruttare.


3. Hai spesso dei deja vu

I ricordi delle vite passate non arrivano solo dai sogni. Se vivi spesso dei deja vu, con visioni, suoni, sapori e odori, incredibilmente familiari per motivi che non conosci, sappi che essi possono essere effettivamente dei “flashback” di tutte le esperienze che l’anima ha vissuto prima.


4. Sei molto empatico

In particolare, i buddisti credono che se hai un alto livello di empatia, probabilmente sei un’anima più antica. Le anime più antiche tendono ad essere più sensibili alle proprie emozioni e a quelle altrui, perché hanno avuto più tempo per sperimentarle.


5. Sei attratto da specifici periodi e culture

Se hai un forte legame o ti senti di essere appartenuto a determinati periodi o culture, potrebbe essere dovuto ai residui di una vita passata, dove con molta probabilità, ha vissuto un’esistenza particolarmente serena.


6. Hai paure inspiegabili

Hai una paura intensa di qualcosa senza un particolare motivo?
Forse hai paura di morire annegato o bruciato, per esempio, ma non hai mai avuto degli incidenti nella tua vita che potrebbero giustificare quelle paure. Questo potrebbe significare che sei annegato o che sei stato bruciato/a, in una vita passata. “Non dimentichiamoci che moltissime persone sono state bruciate per mano della chiesa, nell’epoca dell’inquisizione”.


7. Non sei particolarmente attratto da esperienze off-limits.

Avete notato mai che chi fa sport estremi o tende verso esperienze di avventura estrema tende a morire giovane? La risposta potrebbe risiedere nel fatto che queste "anime giovani" non hanno mai accumulato esperienze intense in questa dimensione, per cui tendono a ricercare sempre nuovi stimoli, avventure, sport e tutto quello che stimola la voglia di "provare"  quello che il gioco della vita ha da offrirgli. Se non hai queste tendenze allora le hai già "collezionate" e non senti la necessità di doverle provare. Appartengono già al tuo album esperienziale! Ma potrebbero anche non appartenere agli scopi animici personali.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto!




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martedì 28 febbraio 2017

I 5 segni della reincarnazione

La reincarnazione esiste e potremmo definirla come un processo di evoluzione dell’anima.



Ognuno di noi ha specifiche caratteristiche fisionomiche e comportamentali che provengono da vite passate.

Quanto più abbiamo sperimentato una certa peculiarità, meglio la gestiamo nella nostra attuale esistenza.

Tutti, in misura maggiore o minore, siamo passati attraverso questo ciclo sperimentando molte delle seguenti manifestazioni:

1- Sogni ricorrenti
Possono entrambi essere un modo utilizzato dall’inconscio per elaborare un trauma. Si può trattare infatti di manifestazioni e ricordi di vite passate.

2- Riconoscere un luogo che non si è mai visto
Molte persone, compresi i bambini, sono in grado di avere ricordi precisi su luoghi che non hanno mai visitato.

3- Ricordi vividi di nomi e avvenimenti
Questo può capitare soprattutto ai bambini, sono note infatti, le storie di piccoli che ricordano molti avvenimenti delle loro vite passate, con un riscontro anche nella realtà oggettiva e nel riconoscimento di persone che facevano parte della vita precedente che il bambino aveva vissuto.

4- L’intuizione
La nostra intuizione è la possibilità di connetterci con la nostra conoscenza innata.
Quanto più lo facciamo, tanto più ci avviciniamo alla “fonte”, da dove proviene la nostra anima.

5- Déjà vu
Ci sono svariate teorie sul déjà vu. Alcuni sostengono che si tratta di una dissonanza neurologica, altri credono che si riferisca ad altre infinite dimensioni, qualcun altro invece, afferma che dimostri l’esistenza di esperienze di vita passate.







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domenica 18 ottobre 2015

BATTIATO RIVELATO: nei suoi testi, precisi messaggi esoterici

Essendoci pervenuta esplicita richiesta da parte del giornalista che l'aveva effettuata, recentemente abbiamo dovuto eliminare dalla nostra Pagina Facebook una video intervista fatta a Franco Battiato alla fine degli anni '80. Questo ci ha spinto a scrivere un articolo e altri ne seguiranno.
Buona lettura.


Cosa vogliono dire i testi delle canzoni di Franco Battiato?

 «Negli anni, nei decenni, in moltissimi si sono posti questa domanda, spesso però senza venirne a capo». Sul “Fatto Quotidiano”, Fabrizio Basciano svela, a puntate, alcuni dei riferimenti filosofico-letterari fondamentali per comprendere frasi o interi periodi di alcuni brani, altrimenti indecifrabili del grande cantautore siciliano. La ricerca parte da “L’era del Cinghiale Bianco”, disco del 1979.

Nel brano che dà il nome all’album, «si fa riferimento a un periodo storico leggendario, a un’età dell’oro degli antichi popoli celti di periodo pre-romano: l’era della conoscenza spirituale incarnata dal suo stesso simbolo, il cinghiale bianco». Nello stesso disco, nel brano “Magic shop”, ascoltiamo le parole “una signora vende corpi astrali”.

Di che si tratta? «Non senza una certa ironia e denunciando al contempo un consumismo irto di contraddizioni, Battiato tira in ballo il corpo astrale», ossia, secondo G. I. Gurdjieff, un corpo “composto da elementi del mondo planetario” che “può sopravvivere alla morte del corpo fisico”. «Insomma, una sorta di secondo corpo (l’anima) in una scala che contempla il corpo fisico, quello astrale, quello mentale e, infine, il corpo causale».

Andando ancora oltre, è il brano numero cinque de “L’Era del Cinghiale Bianco” a celare, dietro al suo stesso titolo, un intero mondo letterario: quello di René Guénon e del suo libro “Il Re del Mondo”, che dà il titolo al brano in questione. Chi è questo fantomatico ‘Re del Mondo’ che nel brano di Battiato “ci tiene prigioniero il cuore”? 

Come leggiamo nell’omonimo libro dell’esoterista francese, scrive Basciano, il titolo di ‘Re del Mondo’ serve a “designare il capo della gerarchia iniziatica”, ruolo attribuito propriamente a Manu, “il legislatore primordiale e universale il cui nome si ritrova, sotto forme diverse, presso numerosi popoli antichi, per esempio il Mina o Menes degli Egizi, il Menew dei Celti e il Minosse dei Greci”.

Nel disco “Patriots”, uscito nel 1980, i messaggi in codice si infittiscono «facendosi tuttavia più sottili, meno espliciti», osserva Basciano. Il brano “Prospettiva Nevski” si chiude con la frase: “E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire”. Per chi, come Battiato, crede nella reincarnazione, «potrebbe indicare la possibilità di una nuova vita oltre la morte, una nuova esistenza a cui solo la morte, se e solo se adeguatamente preparata, può traghettare».

Nel brano “Arabian song”, il cantautore siciliano intona una sorta di frase in codice: “La mia parte assente si identificava con l’umidità”. Quello a cui Battiato si riferisce, spiega Basciano, è il concetto di “identificazione”, colonna portante di tutta la psicologia e l’insegnamento gurdieffiani: “L’uomo – come si legge nel libro “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di Piotr Demianovic Ouspensky – è sempre in stato di identificazione, ciò che cambia è solo l’oggetto della sua identificazione. L’uomo si identifica con un piccolo problema che trova sul suo cammino e dimentica completamente i grandi scopi che si proponeva. Si identifica con una emozione, con un rumore, e dimentica gli altri suoi sentimenti più profondi”. Del brano “Frammenti” è invece la frase “che gran comodità le segretarie che parlano più lingue”. La segretaria, annota Basciano, è una delle figure-chiave degli insegnamenti della “Quarta Via” di Gurdjieff. «La segretaria, o anche dattilografa, è quella figura che Gurdjieff utilizza per descrivere  l’“apparato formatore”, una parte dell’essere umano che il filosofo armeno paragona a un ufficio».

Patriots «L’ufficio è il nostro apparato formatore, mentre la segretaria è la nostra educazione, con le sue concezioni automatiche, le sue formule ristrette, con le teorie e le opinioni che si sono formate in noi», scrive Gurdjieff. «Da questa ristrettezza di formule e opinioni, la necessità di una segretaria che parli più lingue, in grado cioè di recepire e codificare meglio e più velocemente tutti gli stimoli e le sollecitazioni provenienti tanto dall’esterno quanto dal nostro mondo interiore», sintetizza Basciano, che nella sua indagine su Battiato prosegue con l’analisi dei due album successivi, “La voce del padrone” (1981) e “L’Arca di Noé” (1982). Già a partire dal titolo, scrive il blogger del “Fatto”, “La voce del padrone” cela un significato esoterico: «Secondo un insegnamento antico – afferma Ouspensky in “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” – un uomo nel pieno senso della parola è composto di quattro corpi. Nel linguaggio figurato di certi insegnamenti orientali, il primo è la carrozza (corpo), il secondo è il cavallo (sentimenti, desideri), il terzo è il cocchiere (pensiero) e il quarto è il padrone (Io, coscienza, volontà). La carrozza è attaccata al cavallo per mezzo delle stanghe, il cavallo al cocchiere per mezzo delle redini, il cocchiere al suo padrone per mezzo della voce di lui».

Annino La Posta, nel volume “Franco Battiato, soprattutto il silenzio” (Giunti), commenta così il passo di Ouspensky: «Eccola, più probabilmente, la voce del padrone: quella della coscienza, che il pensiero dell’uomo sveglio, teorizzato da Gurdjieff, deve saper ascoltare. E pensare che c’è chi parla di nonsense!». Andando oltre, sempre in questo disco del 1981, nel brano “Segnali di vita”, Basciano rileva ben due periodi che fanno riferimento a precisi concetti della filosofia gurdjieffiana. Il primo è questo: “Si sente il bisogno di una propria evoluzione, sganciata dalle regole comuni, da questa falsa personalità”.

Battiato, ai tempi frequentatore dei gruppi gurdjieffiani, si riferisce qui al binomio essenza e personalità, che Ouspensky tratta diffusamente nel libro “L’evoluzione interiore dell’uomo” (Mediterranee): «È impossibile studiare l’uomo come un tutto, perché è diviso in due parti. Nel sistema che noi studiamo queste due parti sono chiamate essenza e personalità. L’essenza è un bene che gli è proprio; è ciò che gli appartiene. La personalità è ciò che non gli appartiene. Di regola l’essenza dovrebbe dominare la personalità. Il dominio della personalità sull’essenza produce i risultati peggiori».

Gurdjieff L’altro messaggio criptato del brano “Segnali di vita” è il seguente: “Ti accorgi di come vola bassa la mia mente? È colpa dei pensieri associativi se non riesco a stare adesso qui”. L’idea del pensiero automatico, o appunto associativo, pregna tutta la psicologia gurdjieffiana, collegandosi direttamente al concetto di presenza: la possibilità di essere qui e ora, liberi dalla prigionia del pensiero associativo e automatico. Ma il brano che più di ogni altro rivela la “filiazione gurdjieffiana” di Battiato, aggiunge Basciano, è “Centro di gravità permanente”. «Questo insegnamento – spiega sempre Ouspensky – suddivide l’uomo in sette categorie. L’uomo n. 4 differisce dall’uomo n. 1, 2 e 3 per la conoscenza di se stesso, per la comprensione della propria situazione e per il fatto di aver acquisito un centro di gravità permanente». Sorprendente pensare che proprio “La voce del padrone”, un album così profondamente ermetico, fu il primo in Italia a superare il milione di copie vendute, osserva Basciano.

Quanto all’album immediatamente successivo, “L’Arca di Noè”, nel brano “Clamori” si ascolta il seguente verso: “Il mondo è piccolo, il mondo è grande, e avrei bisogno di tonnellate d’idrogeno”. Sempre in seno all’insegnamento gurdjieffiano, l’idrogeno è uno degli elementi più importanti per l’evoluzione interiore dell’uomo: «Se prendiamo il Raggio di Creazione – si legge nel libro “La Quarta Via” (Astrolabio, 1974) – diviso in quattro triadi e teniamo presente che la somma totale di ciascuna triade è un idrogeno preciso, otterremo quattro idrogeni e quattro precise densità di materia». Gli idrogeni, secondo Gurdjieff, sono quelle sostanze che servono da nutrimento per la coscienza dell’essere umano, e il cui accumulo (da qui le tonnellate d’idrogeno auspicate da Battiato) consentirebbe lo sviluppo, la realizzazione, dei cosiddetti centri superiori. Superfluo, a questo punto, soffermarsi sul periodo contenuto nel brano “New frontiers”: “L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”.

Orizzonti perdutiLa produzione pop di Franco Battiato, sottolinea Basciano, è interamente attraversata da continui richiami a culture e tradizioni religiose, mistiche ed esoteriche. «Il cantautore e compositore siciliano ha sistematicamente disseminato i suoi testi di sollecitazioni letterarie e sapienziali senza mai tuttavia uscire troppo allo scoperto, tanto da presupporre una certa conoscenza delle materie di volta in volta oggetto del suo interesse». Vale anche per due dischi usciti sempre negli anni ‘80, “Orizzonti perduti” (1983) e “Mondi lontanissimi” (1985).

Nel brano “Un’altra vita”, quarto in scaletta dell’album “Orizzonti perduti”, il riferimento (esplicito) è alla pratica della meditazione quando, ad apertura di brano, l’autore de “La Cura” intona: “Certe notti per dormire mi metto a leggere, e invece avrei bisogno di attimi di silenzio”. «Come ha infatti più volte dichiarato pubblicamente – scrive Basciano – la sua giornata, da diverse decadi a questa parte, è sempre scandita da ben due meditazioni, una al mattino e l’altra all’imbrunire: una ricerca del silenzio senza la quale Battiato afferma che non riuscirebbe più a vivere».

Sempre in “Orizzonti perduti”, nel brano “La musica è stanca”, ascoltiamo: “In quest’epoca di scarsa intelligenza ed alta involuzione qualche scemo crede ancora che veniamo dalle scimmie”. Qui l’autore fa riferimento a un approccio decisamente alternativo al tema delle origini e della possibile evoluzione dell’umanità, che trova sempre in Ouspensky, e dunque in Gurdjieff, il proprio mentore: «Devo dire subito – recita Ouspensky in “L’Evoluzione interiore dell’uomo” – che le concezioni moderne sull’origine dell’uomo e sulla sua evoluzione passata non possono essere accettate». Considerando l’umanità “storica”, ossia quella degli ultimi dieci o quindicimila anni, «possiamo trovare tracce incontestabili di un tipo di uomo superiore, la cui presenza può essere dimostrata da molteplici testimonianze». Il viaggio cifrato continua in “Mondi lontanissimi”.

Nel primo brano, “Via Lattea”, ascoltiamo le parole: “Seguimmo certe rotte in diagonale dentro la Via Lattea”. «Questo delle rotte in diagonale è tema tanto caro a Battiato (che infatti lo riprenderà anche diversi anni dopo nel brano “Running against the grain” dell’album “Ferro Battuto”) quanto a tutto il mondo esoterico, e ha a che fare con le cosiddette griglie rappresentazionali, una sorta di tessuto sperimentale formato dall’interconnessione d’idee, valori e obiettivi, una “scacchiera” che può essere percorsa sia per vie orizzontali e verticali (espressioni di un pensiero lineare e metodico), che per vie, appunto, diagonali, seguendo le quali si manifesta lo spazio creativo».

Fabrizio Basciano Nel brano “Chan-son egocentrique”, Battiato canta: “Dalla pupilla viziosa delle nuvole la luna scende i gradini di grattacieli per prendermi la vita”. Come mai la luna vuol prendersi la vita di Battiato? Sia secondo Gurdjieff che secondo miriadi di culture e tradizioni varie, spiega Basciano, la luna eserciterebbe un influsso negativo. In un’intervista, lo stesso Battiato la definisce «nefasto satellite, che non vedo l’ora si allontani definitivamente dalla terra». Per Ouspensky è «un pianeta allo stato nascente, al suo primissimo stadio di sviluppo», ma è anche un satellite che «dalla terra riceve l’energia necessaria alla sua crescita». Tradotto: «La vita organica alimenta la Luna. Tutto ciò che vive sulla superficie della terra, uomini, animali, piante, serve di nutrimento alla luna. Tutti gli esseri viventi liberano, nell’istante della loro morte, una certa quantità dell’energia che li ha animati. Questa energia viene attirata verso la luna come da una colossale elettrocalamita».




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FONTE

giovedì 8 ottobre 2015

LE REGOLE DEL GIOCO: La Missione dell'Anima e dell'incarnazione

Quando cominciamo a “risvegliarci”, ci facciamo mille domande. Le risposte a queste domande possono essere tante, possono darci un po’ fastidio e talvolta anche farci paura. Cominciamo a sentir parlare di missione nella vita, di anima, di reincarnazione… A questo si aggiungono i segni che dovremmo ricevere, i messaggi delle nostre guide e le sincronicità che dovremmo vivere… In breve, eccoci messi di fronte ad un universo e ad un vocabolario il cui senso a volte ci sfugge. Ecco perché ho sentito il desiderio di scrivere qualcosa su questo argomento, cercando di chiarire le idee (sempre se ne avete bisogno beninteso!)
Bene, cominciamo dall’inizio: noi siamo un’anima in un corpo fisico. La nostra anima è immateriale, mentre il nostro corpo è più che mai materiale. Il corpo è quel “veicolo terrestre” che permette all’anima di trascorrere il suo soggiorno sulla Terra, nella materia. Quindi possiamo dire che la nostra anima è nel nostro corpo e che si è incarnata sulla Terra grazie a e per mezzo di questo corpo. Questo è ciò che viene chiamato “incarnazione”: quando l’anima prende a prestito un corpo fisico per vivere un periodo di tempo sulla Terra.

Già qui possiamo fare una prima considerazione: se il nostro corpo è composto di materia, è logico che questa prima o poi arrivi a degradarsi e quindi a morire. E se la nostra anima è immateriale, è altrettanto logico che essa non muore. Mai. E’ eterna. Forte, no?!
Così, una volta che l’anima ha concluso il suo passaggio sulla Terra, torna ad essere una “scintilla”, un “soffio di vita” in altri luoghi diversi dalla Terra. Torna da dove è venuta e prosegue il suo cammino. Si reincarna oppure no, a seconda del suo “avanzamento”. Ma vediamo ora più da vicino il cammino che l’anima intraprende sulla Terra.

La Missione dell’Anima

L’anima viene per sperimentare la materia. Questo significa che viene per vivere delle esperienze materiali per mezzo del corpo fisico. Queste esperienze non possono essere vissute che nella materia, ecco perché sulla Terra. Le esperienze sono numerose e varie: capire l’amore, provare la violenza, lo smarrimento, la tristezza, cosa significa competizione, disonore, sofferenza, dolore, ma anche gioia, successo, ecc… Queste sensazioni, queste emozioni, questi sentimenti, sono propri della “terza dimensione”, quella che noi viviamo sulla Terra.
Ma soprattutto, attraverso le sue esperienze l’anima viene per incarnare la luce, la SUA luce. 
Questa è la GRANDE MISSIONE della nostra anima: accendere la sua piccola luce lungo il suo passaggio, in ogni progetto iniziato, in ogni oggetto creato, in ogni relazione vissuta. Questo le permette di diventare essa stessa più luminosa. Quindi noi siamo delle scintille venute a sperimentare la materia, ad accendere delle luci lungo tutto il nostro passaggio terrestre, in modo da illuminare ancora di più.
Chi è che sceglie le esperienze materiali?
Ora andiamo a vedere nel dettaglio l’organizzazione delle cose. Dato che veniamo qui per vivere le più variegate esperienze, pare logico che alcune non siano proprio supersimpatiche. Ecco che affiora la grande domanda: «…ma perché sono venuto a vivere questo? Chi me l’ha fatto fare?». Ebbene la risposta è molto semplice: voi! Voi e nessun’altro che voi, o piuttosto la vostra anima, per essere più precisi. Infatti, prima di incarnarsi l’anima ha stabilito un “piano di volo”, ha definito il suo “percorso di incarnazione” se così preferite, e su questo percorso ha previsto diverse tappe inevitabili. Sono le famose “prove” che tutti attraversiamo prima o dopo nella vita.
Riassumendo: esiste una missione comune ad ogni anima che è quella di incarnare la luce, e per riuscirci l’anima viene a vivere delle esperienze personali, esperienze che lei stessa ha deciso di vivere prima di “scendere” sulla Terra. Se facciamo l’analogia con i GPS delle nostre auto, c’è una meta comune ad ogni anima (incarnare la luce, “mettere” della luce) e delle tappe intermedie individuali (le nostre missioni personali, le nostre prove, ecc.), e dato che tutte le strade portano a Roma, stiamo andando tutti nella stessa direzione.
Perciò siete voi stessi ad avere deciso di vivere ad es. una disabilità, la violenza all’interno della coppia, di avere sei figli, di non averne affatto, siete voi ad avere deciso di vivere in solitudine o al contrario in un nucleo familiare soffocante, ecc. Ecco perché una volta che capiamo tutto questo, è difficile provare ancora risentimento verso gli altri o giudicarli. Ognuno vive le sue esperienze, ecco tutto!

I grandi incontri non sono frutto del caso

Chiaramente abbiamo bisogno dell’interazione con altre anime incarnate per vivere le nostre esperienze fino in fondo. Infatti se decidiamo di vivere la violenza all’interno della coppia, possiamo farlo solo se l’anima del partner è in accordo con questo “progetto”; così come l’avere sei figli dipende dal fatto che sei anime decidano di venire ad incarnarsi nella vostra famiglia.
Questo è il motivo per cui non incontriamo qualcuno per caso. Naturalmente sto parlando degli incontri importanti della nostra vita. I nostri genitori corrispondono a ciò che volevamo sperimentare da bambini, poi ci sono i nostri partner, i nostri figli, i nostri amici intimi, un aggressore che ci ferisce, una bella anima che ci indica la strada… Tutti questi incontri sono stati decisi e “concordati” prima della nostra incarnazione. Ecco perché è giusto ringraziare tutti i nostri compagni di viaggio – anche se non sempre quello che viviamo accanto a loro è tutto rose e fiori – perché essi hanno accettato di aiutarci nella nostra missione, a volte recitando il ruolo del “cattivo”.
Il velo dell’oblio
Affrontiamo adesso una questione delicata: sono molto belli tutti questi discorsi, ma io non ne conservo nessun ricordo! Perché? Perché non possiamo semplicemente ricordarci di ciò che abbiamo deciso? Perché subiamo il “velo dell’oblio”?
Principalmente perché ricordarci delle nostre vite precedenti sarebbe inutile e creerebbe turbamento, potrebbe “guastare” completamente la nostra attuale vita. Facciamo un esempio: supponete che in una vita precedente abbiate deciso di sperimentare l’omicidio e che abbiate compiuto un assassinio. Supponete che ora vi ricordiate di tutto nei minimi dettagli… Difficilmente riuscireste a proseguire serenamente questa vita e a compiere la vostra luminosa missione, perché sareste condizionati da mille rimorsi…
Ecco perché quando ci incarniamo viene effettuato un “reset”: ripartiamo da zero, completamente distaccati da tutto quello che abbiamo vissuto prima e da quello che abbiamo previsto di venire a sperimentare.
Le nostre guide
Ma per essere certi di andare nella direzione giusta, non siamo soli. Abbiamo un “team”, una squadra per noi. Noi li chiamiamo gli angeli, gli angeli custodi, le guide… A volte sono dei conoscenti deceduti, a volte degli esseri che non conosciamo. Essi sanno tutto ciò che ci siamo programmati. Ci aiutano ad avanzare verso la missione che dobbiamo compiere.
Questo è il motivo per cui talvolta anche se ce la mettete tutta per fare una cosa che desiderate tanto, questa non si realizza, va tutto storto, c’è qualcosa che blocca… semplicemente perché non avevate previsto di sperimentare quella cosa, e soprattutto vi state allontanando da ciò che invece avete programmato di vivere.
Le guide utilizzano una enormità di stratagemmi per metterci nella direzione giusta: ci mandano dei segni, ci fanno vivere delle sincronicità, ci fanno arrivare dei messaggi. I segni e i messaggi possono assumere forme diverse: le parole di una canzone, una pubblicità che “cade” sotto i nostri occhi, oppure vedere la forma di un cuore ovunque ci capiti di posare gli occhi, come se volesse farci capire che siamo sulla strada giusta, o ancora un incontro con qualcuno che dice una frase che ci colpisce…, questo può anche voler dire mettere sulla nostra strada una certa persona che ci consentirà di aprire una porta che avremmo dovuto aprire già da tanto…
Una sincronicità avviene quando viviamo un’esperienza, incontriamo una persona, ci capita tra le mani un certo libro… proprio nel momento in cui ci poniamo una domanda alla quale la sincronicità vuole rispondere (potrebbe essere anche la lettura di questo articolo ;) ).
Facciamo un esempio: vi state chiedendo se dovete mettervi in proprio come veterinario. Voi “inviate” la domanda all’Universo. Ed ecco che nei giorni che seguono trovate nella cassetta della posta dei depliant pubblicitari per veterinari o di articoli per animali; accendete la televisione e sistematicamente trasmettono degli spot di cibo per animali; incontrate vostra cugina Berta che vi racconta quanto sia dura per lei fare 50 km per portare il suo cagnolino dal veterinario e quanto sarebbe bello se ce ne fosse uno lì in zona (proprio dove pensavate di aprire lo studio). Così, le nostre guide hanno tutto un arsenale di possibilità per aiutarci. Spetta a noi tenere occhi e orecchi aperti.
Prendere la buona strada
Quindi, come abbiamo visto, l’Universo fa di tutto per metterci sulla “buona strada”, cioè la strada che abbiamo deciso di percorrere. Ma cosa succede se ce ne allontaniamo e non capiamo i messaggi? Ebbene, a volte possono farvi vivere delle cose un po’ “brutali”; ad esempio un incidente stradale che vi costringa a rimanere immobilizzati per mesi, permettendovi così di mettere su carta quel progetto che avevate in testa da anni (e che infatti era il vostro GRANDE PROGETTO NELLA VITA). Oppure sarà fatto in modo che voi non partiate come previsto per l’altra parte del mondo, perché la vostra missione si deve compiere lì dove vi trovate: ecco allora il volo annullato, il treno perso, i bagagli smarriti… in pratica tutto ciò che può complicarvi il viaggio.
Farò un esempio personale. Fino a pochi anni fa non credevo in niente. Di fatto mi ero completamente distaccato dalle mie percezioni verso i 6 o 7 anni, come fa la maggior parte dei bambini. Ma ecco che la mia missione nella vita (me ne sono resa conto da poco tempo) è scrivere e condividere, in modo che gli altri capiscano quello che avviene dall’altra parte del velo, quello che sentono, cosa fanno su questa Terra. Ma sarebbe stato impossibile se fossi rimasto chiusa com’ero… Allora mi hanno giocato un bel tiro. Mi hanno messo sulla strada la mia attuale compagna. Del resto quando l’ho incontrata la prima volta mi sono detto “ah finalmente, eccola qui”, come se lo conoscessi già, o piuttosto come se la riconoscessi.
Libero arbitrio
Non tutti vivono delle “rimesse in carreggiata” così brusche. E bisogna sapere che anche se vivete degli avvenimenti di questo tipo, se non volete andare là dove vi spingono ad andare, non c’è problema! E’ quello che viene chiamato libero arbitrio. E le vostre guide lo rispetteranno. E’ così che alcuni vivranno la loro incarnazione senza mai percorrere il loro cammino nella vita. Le vostre guide vi mostreranno la via più semplice per vivere le esperienze programmate, ma sta a voi accettare di seguirla.
La missione dell’anima o le regole del gioco dell’incarnazione
Così, come abbiamo visto, la vita può essere paragonata ad un grande palcoscenico teatrale. Ognuno ha il suo ruolo, in interazione con i suoi compagni di viaggio. Ognuno vive le sue personali esperienze e segue la strada che ha deciso prima di incarnarsi. Ma ognuno può anche scegliere. Non siamo soli in questa grande impresa. Le nostre guide, i nostri angeli, sono presenti tutto il tempo per aiutarci. Penso che il fatto di sapere tutte queste cose ci permetta di sdrammatizzare tutto ciò che viviamo… e a quanto pare ci trovano molto coraggiosi, noi, gli “incarnati”, per venire a vivere tutto questo!
FONTI:
Il Corpo Causale Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
Reincarnazione
Reincarnazione
Karma e Reincarnazione Voto medio su 1 recensioni: Buono