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lunedì 19 novembre 2018

IL GIARDINO ZEN - una fusione tra giardinaggio, religione e filosofia

I giardini Zen, fortemente legati alla cultura e filosofia Zen Giapponese, sono "oasi" che uniscono l'arte del giardinaggio con la meditazione ed il ritrovamento della pace interiore. 






Karesansui e le sue origini


Il nome giapponese con il quale sono indicati i giardini Zen è Karesansui, che significa “giardini di pietra”.

Le origini sono antichissime, risalgo ai tempi dello Shintoismo Giapponese, nonostante abbiano risentito dell’influenza della filosofia Cinese del Buddhismo e dell’Induismo, importati nel 552 d.C. Le tecniche ed i materiali vennero poi perfezionati nel corso del tempo, man mano che i monaci buddisti li utilizzavano all’interno dei monasteri come supporto alla meditazione ed alla preghiera.

Sotto l’aspetto religioso, il giardino giapponese è naturocentrico (a differenza di quello occidentale definito antropocentrico), asimmetrico e apparentemente casuale; esprime l’armonia dell’uomo con la natura.

Si ritiene che il giardino Zen sia originario dell’Isola di Honshu (isola centrale del Giappone), non a caso ricca di paesaggi naturali bucolici come cascate, laghi, ruscelli, spiagge pietrose, cime vulcaniche e numerose specie di piante e fiori.

Giardini Zen e leggende


Secondo un’antica leggenda Shintoista Cinese, esistevano cinque isole montuose, collocate sul dorso di un’enorme tartaruga marina, abitate da otto Immortali, ognuno dei quali volò dalla propria casa sul dorso di una gru. Nella cultura giapponese, le cinque isole sono unite in una sola e perfetta isola montuosa, dal nome Monte Horai (Horai – Zen). Spesso, le pietre all’interno dei giardini Zen assumono la forma di tartarughe ed aironi, legate all’antica leggenda.

Questo tipo di giardino mette da parte ogni tentativo di decorazione, per favorire invece la meditazione ed il senso di pace di chi se ne prende cura; infatti, il giardino ha da sempre avuto un ruolo fondamentale nel percorso e nello sviluppo della civiltà, esprimendo la relazione esistente tra un popolo ed il suo ambiente naturale.


Un giardino simbolico


Ogni elemento esprime un concetto. I soggetti, protagonisti e sempre presenti, sono la sabbia (di granito bianco, per dare luce alle zone vicine), intesa come rappresentazione dell’acqua, rastrellata in modo ondulato, secondo precisi disegni che ne simulano il movimento; e le rocce, come simbolo di montagne ed isole che si innalzano dall’oceano, il tutto in un’ottica estremamente minimale tipica del Buddismo Zen. Secondo la tradizione, le isole (pietre) sono un elemento fondamentale all’interno di un giardino Zen (chiamato anche giardino isola): sono simbolo di salute e longevità, sinonimo di solidità, consistenza e stabilità, all’interno di un ambiente in continuo mutamento come l’acqua.

Ogni pietra deve avere la sua precisa posizione, forma e colore, deve essere levigata ma allo stesso tempo mostrare i segni che il tempo ed i fenomeni naturali hanno lasciato su di essa. Tali rocce devono sempre essere presenti in numero dispari, mai pari, e soprattutto mai quattro, in quanto, secondo gli ideogrammi giapponesi, la simbologia di questo numero è molto simile a quella della morte.

È uno spazio che aiuta la riflessione, la pace interiore e la serenità d’animo. Nelle forme più “pure” di giardino Zen, non vengono inseriti altri vegetali oltre al muschio, questo perché deve rappresentare la semplicità, valore base della religione Buddista.


Diversi giardini Zen


Con il passare del tempo i giardini Zen composti soltanto da pietre e ghiaia lasciarono il posto anche ad altri tipi di specie vegetali e ornamentali, come piante, bonsai ed acqua, fino a quel momento rappresentata solo dalla sabbia o ghiaia rastrellata in modo ondulatorio. In alcuni casi, soprattutto in quelli più moderni, vengono inseriti anche ponticelli, lanterne e sentieri di Tobi (pietre di camminamento o Tobi-ishi).

In seguito alla su evoluzione, oggi possiamo distinguere 4 tipi di giardini Zen:

1. Giardino di Shinden-Zukuri: stile sviluppatosi intorno al X secolo, caratterizzato da isolotti e ponticelli dove i nobili potevano organizzare banchetti e riti.

2. Giardino di Jodo: nacque lo scopo religioso di riprodurre il paradiso Buddista;

3. Karesansui: è il paesaggio Zen di cui abbiamo parlato fino ad ora. E’ l’ideale di montagne ed acqua, creato utilizzando materiali come pietre e sabbia (da qui il nome “paesaggio secco”), usato dai monaci Zen per la preghiera e la riflessione;

4. Giardino del Tè o Giardino Roji: creato nel XV secolo dai maestri del Tè come omaggio all’estetica. Concepito come luogo rilassante, dove si attraversava un tortuoso viottolo in pietra, immerso nella natura, che portava verso una sala dove si teneva la famosa e sacra Cerimonia del Tè (Cha No Yu). Sono chiamati anche “giardini della quarta parete”, perchè la stanza del tè è composta da tre pareti, più una quarta, formata da una veranda che si affaccia sul giardino (in questo caso simbolo della fine di un percorso).

Le dimensioni del giardino Zen sono contenute, ed è preferibile circoscriverlo all’interno di una recinzione. I punti di osservazione sono ben studiati, in modo da evocare sensazioni di calma e pace, e l’accesso al giardino deve avvenire soltanto per l’atto di rastrellamento della sabbia. Si tratta di vere e proprie opere d’arte da osservare, che rispecchiano pienamente i principi della filosofia Zen Buddista. Il rastrello è un elemento fondamentale, in quanto deve creare armoniosi percorsi e linee ondulatorie dell’acqua, tracciati senza mai fermare il rastrello stesso.


Giardini Zen in miniatura- i Bonseki


È molto difficile realizzare un giardino Zen in paesi occidentali, soprattutto per le diverse conformazioni degli spazi architettonici e ambientali. Per chi vuole però avvicinarsi a questo tipo di meditazione esistono dei piccoli giardini Zen in miniatura chiamati Bonseki, realizzati in vassoi laccati (solitamente di colore nero o marrone scuro), su cui vengono posate sabbia bianca, pietre e rocce, proprio come avviene in un “vero” giardino Zen. Sono spesso utilizzati come elemento d’arredo. Prendersi cura di questi mini-giardini è molto semplice in quanto si tratta di “giardini secchi”; solitamente si usano piccoli oggetti come ramoscelli, piume e rastrelli per creare le righe ed il movimento ondulatorio sulla sabbia. Ne esistono di varie forme e dimensioni, rettangolari, ovali, circolari o con forme più complesse; i più piccoli misurano solitamente trenta centimetri fino ad arrivare a quelli più grandi di 200x150 centimetri.





Applicare la filosofia Zen


Il giardino Zen: un’opera, un’arte in continuo cambiamento, un’oasi di pace che si può creare quasi ovunque, per fuggire alla vita frenetica delle città, per ritagliarsi un po’ di tempo per meditare e rilassarsi. È uno stile di vita e, così come il susseguirsi delle stagioni, anche il giardino Zen ha bisogno di cambiamento e segue i movimenti della natura e del tempo. Per questo ha bisogno di essere curato e rinnovato continuamente.

Per potersi approcciare alla realizzazione di un giardino Zen è necessario entrare in un’ottica minimalista ed essenziale, con pochi elementi collocati in modo ordinato e preciso. Per beneficiare dei privilegi che può offrire a chi se ne prende cura, si deve abbracciare e condividere i principi della filosofia Zen, in cui i tre pilastri sono: pensare, riflettere, meditare. È un metodo di spirito, di coscienza e mente. Coloro che praticano questa corrente di pensiero, dopo la meditazione, per creare armonia tra mente e corpo, sono soliti recitare i “Sutra” (dal sanscrito “filo”, “cucire”), un insieme di insegnamenti sequenziali espressi in modo sintetico, alcuni dei quali discendono dai maestri Zen, altri dalle parole del Buddha. Spesso, i Sutra vengono recitati insieme agli altri meditanti, per entrare a far parte di un tutt’uno con l’ambiente e le persone che li circondano. Prendersi cura di un giardino Zen, o tenere un Bonsaki sulla scrivania, può aiutare a trovare un’idea, un’ispirazione, la vena creativa che non si pensava di avere, o semplicemente a tornare in armonia con l’ambiante e con se stessi.





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FONTE

lunedì 23 ottobre 2017

15 consigli per le pulizie di un monaco buddhista

I monaci buddisti considerano molto importanti le pulizie della casa, perché non sono mai fine a se stesse. 

Portandole a termine infatti non solo si avrà una casa pulita e ordinata ma anche lo spirito sarà rinnovato e rigenerato. 



È un'opportunità per meditare in una maniera unica: facendo le pulizie. 

Le finestre pulite, dice Keisuke Matsumoto, favoriscono la giusta visione. Attraverso un vetro pulito possiamo osservare fuori senza percepire alcun filtro tra noi e il mondo esterno. E questo ci avvicina alla verità delle cose e ci aiuta ad accettarle per quello che sono.

I monaci buddhisti sono molto attenti alla pulizia del tempio. Lavano i pavimenti tutti i giorni, tirano a lucido bagni e cucine, curano alla perfezione giardini e terrazze.
Il senso di questo libro però non è di certo spingerci a diventare dei maniaci delle pulizie. Piuttosto è un invito a rinnovare l'atteggiamento con cui affrontiamo il lavoro domestico. Un faticoso dovere ma anche un'occasione per riconnettersi con se stessi e con la natura.

Alla fine della lettura ti viene voglia di alzarti dal divano, prendere straccio e scopa e togliere finalmente le ragnatele dal soffitto e dalla tua anima.

Il libro è illustrato con dei piccoli disegni a tratto davvero graziosi e in stile minimale, in perfetta armonia con il clima di serena accettazione e semplicità che pervade tutte le pagine di questo manuale.

Da questa lettura abbiamo estratto 15 consigli utili per avere cura in modo amorevole di noi stessi e di ciò che ci circonda: dalla casa, agli oggetti, al pianeta intero.


1. Indossa abiti comodi e facili da lavare


Per fare le pulizie i monaci utilizzano un abito da lavoro tradizionale, il samue, si coprono la testa con un asciugamano tradizionale, il tengui, e indossano i loro sandali infradito. Una tuta da ginnastica morbida per me è l'ideale.


2. Scegli strumenti da lavoro semplici e robusti. 


A quanto pare le pulizie nel tempio si fanno alla vecchia maniera, con scopa, paletta, secchio e piumino per la polvere. Nulla ci vieta di avere un paio di elettrodomestici a darci una mano, ma non abbiamo sempre bisogno dell'ultimo ritrovato della tecnologia. Anzi, quanti aggeggi acquistati per pulire finiscono abbandonati nello sgabuzzino? Lo stesso per quanto riguarda i detersivi: non c'è bisogno di stipare l'armadietto con decine di flaconi diversi spesso pieni di sostanze non proprio benefiche per la nostra salute e per l'ambiente. Acqua calda, bicarbonato di sodio e aceto possono fare molto. 


3. Rispetta le cose che ti circondano

In ogni singolo oggetto è contenuto lo sforzo impiegato da chi lo ha costruito nonché tutta la sua anima. Materie prime, tecnologia, lavoro, sudore, invenzioni, storia. Tutto questo è racchiuso anche negli oggetti di uso più comune. Rendersene conto è un esercizio di consapevolezza. Siate grati alle cose che vi sono state utili - dice Matsumoto - e quando non ne avete più bisogno fatele risplendere di nuova luce donandole a chi ne può fare buon uso.


4. Spalanca le finestre e cambia l'aria in tutte le stanze almeno una volta al giorno. 


Siamo troppo abituati a stare sigillati dentro case e uffici climatizzati per mantenere la temperatura ideale. Aprire le finestre e respirare l'aria dell'esterno - anche quando è troppo fredda o troppo calda - ci aiuta a entrare in comunicazione con lo spirito delle stagioni. Quelle stagioni che in città siamo abituati a percepire di meno, eppure ci sono e si portano dietro ogni anno i loro meravigliosi cambiamenti.


5. Fare gioco di squadra


I monaci del tempio sono abituati a distribuirsi i compiti e darsi il cambio in modo che tutti facciano tutto. In questo modo ognuno può agire imparando a dare il giusto valore a quello che gli altri fanno per noi ogni giorno. Non sarebbe male applicare lo stesso principio anche in famiglia.


6. Dedica particolare attenzione al bagno e alla cucina.


Sono luoghi in cui circola l'acqua. L'acqua è il principio della vita: dobbiamo vivere come se fossimo acqua, in maniera limpida e fluida. Dove è presente l'acqua c'è un sentiero da seguire. Anche il mitico Bruce Lee ci esortava a questo principio dicendo: "Sii acqua amico mio!"


7. Occupati del bucato.


A seconda di quello che c'è da fare: lavare, stendere, stirare, piegare e mettere via. Se non lo fai tutti i giorni (o quasi) presto ti ritroverai con troppa roba ammassata e sarà difficile smaltirla. E quando stiri fallo come se stessi eliminando le grinze dal tuo cuore.


8. Fai il cambio di stagione dei vestiti.


A fine stagione, in segno di riconoscimento, gli abiti che ci hanno accompagnato e supportato vanno lavati (o portati in lavanderia) e poi riposti con cura per poterli ritrovare in ordine quando ce ne sarà nuovamente bisogno. Grazie a questa attività possiamo percepire lo scorrere del tempo e il ciclo delle stagioni che si rinnova ogni anno.


9. Maneggia piatti e bicchieri con estrema cura.


Fai attenzione a non farli cadere. I monaci tengono sempre con due mani le loro scodelle. Un gesto funzionale ed elegante allo stesso tempo. Sono i nostri comportamenti a rivelare la capacità di fronteggiare gli eventi; bisogna dare il massimo anche nei piccoli gesti di tutti i giorni.


10. Prima di buttare una cosa vecchia o rotta.


Pensa se non puoi aggiustarla o riutilizzarla. Diamo importanza a ciò che abbiamo piuttosto che inseguire sempre cose nuove. Se siamo capaci di rammendare qualcosa di scucito, saremo anche in grado di ricucire rapporti umani.


11. Quando lavi i pavimenti.

Presta attenzione a ciò che stai facendo e lasciati assorbire dal qui e ora. L'attaccamento al passato e l'inquietudine per il futuro sono pensieri che si addensano nella mente e di conseguenza l'anima finisce con l'allontanarsi dal presente. Per questo i monaci impiegano tanto vigore e attenzione nel pulire i pavimenti, pratica che si concentra sul qui e ora.


12. Non dimenticare di pulire le lampade.

Servirà per accendere la luce della nostra anima!


13. Quando entri in casa togli le scarpe e mettile al loro posto. 

Dimenticarsene, e lasciare le scarpe in giro, è segno che lo spirito si sta allontanando dal qui e ora.


14. Pulisci le zanzariere delle finestre

Pensa alla tua casa come a un organismo che respira. Se l'aria passa dai fori ostruiti di una zanzariera sporca, la tua casa non potrà respirare bene. La respirazione è importante: ci mantiene in vita attraverso un continuo interscambio tra ciò che è esterno al nostro corpo e ciò che è interno.


15. Tieni pulito il vialetto di ingresso alla tua casa (se ce l'hai) o il pianerottolo.  

Questi sono i luoghi in cui ci si saluta quando si esce e quando si entra. Tieni sempre in ordine i pianerottolo, e magari arredalo con una bella pianta. Ti sentirai più in armonia con i tuoi vicini.


L'autore

Keisuke Matsumoto è un giovane bonzo del tempio di Komyoji di Tokyo. È laureato in letteratura, ha una moglie, un figlio, e un blog (in giapponese). In Italia sono stati pubblicati, sempre da Vallardi, altri due suoi libri: Manuale di un monaco buddhista per liberarsi dal rumore del mondo e Manuale di un monaco buddhista per sconfiggere la paura degli altri.




venerdì 4 agosto 2017

7 CONSIGLI FONDAMENTALI SU COME VIVERE ZEN.

Cosa significa innanzitutto “vivere zen”?


Credo che la risposta migliore l’abbia data Philip Kapleau, maestro zen e autore, il quale descrive lo spirito zen come un possibile antidoto a molti dei problemi della società moderna.

“Intendo lo spirito zen come consapevolezza; intendo vivere zen come vivere una vita di semplicità e naturalezza, opposta a un’esistenza artefatta e piena di sovrastrutture; una vita compassionevole rivolta al benessere nostro e di coloro che ci circondano, piuttosto che una vita orientata all’individualismo e all’aggressività. Una vita, in sintesi, di armonia con l’ordine naturale delle cose e non in costante conflitto con esso.”

Questo indica semplicemente come ciascuno di noi dovrebbe vivere:

  • Con l’energia della consapevolezza.
  • Pienamente consapevole, presente in ogni momento, osservatore e testimone dei tuoi pensieri e delle tue azioni.


Se stai lavando i piatti, fallo rimanendo pienamente presente nel momento.

Se ti stai rilassando a casa, semplicemente rimani rilassato senza lasciare che i pensieri e le preoccupazioni ti distraggano offuscando la tua mente.

Con semplicità, spontaneità e naturalezza.

Comprendendo che “meno è di più” (“less is more”), senza rendere inutilmente complicata la tua vita.

Agisci spontaneamente e con sincerità, sempre ascoltando il tuo cuore.

Con compassione e amore.

Tenendo a cuore il nostro benessere così come il benessere di coloro che sono intorno a noi, comprendendo in pieno che tutti noi siamo interconnessi, come una sola entità.

Come indicato da Kapleau, tutto questo significa vivere in armonia con l’ordine naturale delle cose, senza creare frizioni.


Ecco allora, 7 consigli per riuscire a vivere pienamente in modo zen:


1. Semplifica le tue attività quotidiane riducendole all’essenziale.

Prima di lavorare su qualunque altra cosa, è fondamentale innanzitutto liberarti di tutto ciò che crea caos nella tua vita, iniziando dalle tue attività.

Quali attività nella tua vita sono decisamente poco importanti o addirittura inutili, eppure continui a dedicare ad esse porzioni considerevoli del tuo tempo? Prova a individuarle e poi a ridurre il tempo che dedichi ad esse, magari gradualmente eliminandole del tutto.

Ridurre o eliminare il tempo che dedichi ad attività inutili ti aiuterà a sentirti più leggero non solo da un punto di vista fisico, di impegno e di tempo, ma anche e soprattutto da un punto di vista mentale: meno stress, meno ansia, meno preoccupazioni.

Riduci le cose che possiedi. Riduci il tempo che trascorri davanti alla TV. Riduci la tua lista quotidiana delle cose da fare.

Focalizzati sull’essenziale. Focalizzati su ciò che davvero ti fa stare bene o ha un impatto positivo sulla tua vita.


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2. Purifica la tua mente.

Spesso non abbiamo la minima idea della miriade di stimoli a cui è sottoposta la nostra mente. Video, libri, blog, pubblicità, social network, suoni, musica, notizie, commenti. Tutto questo e molto altro affolla ogni giorno la nostra mente. Tutte queste sollecitazioni possono annebbiare la nostra lucidità, distrarci, distorcere di continuo la nostra attenzione e incidere in modo significativo sul nostro comportamento, rendendoci spesso più irascibili, timorosi e ansiosi.

E’ allora opportuno che tu riveda la tua “dieta mentale”, ovvero il complesso di input e informazioni a cui sottoponi la tua mente.

Individua le sollecitazioni e le fonti di informazioni cui sei sottoposto ogni giorno: quali di queste ti forniscono effettivamente contenuti di qualità in grado di renderti una persona più ricca?

Purificare la tua mente significa rimuovere dalla tua “dieta mentale” tutto ciò che non rientra nella categoria di cui sopra, tutto ciò che arreca un nutrimento di scarsa qualità alla tua mente.

Quindi, da oggi elimina o riduci tutte le fonti di informazione, stimoli, sollecitazioni che ti provengono dall’esterno e che non contribuiscono in alcun modo a rendere migliore, più ricca o stimolante la tua vita.

Una conseguenza interessante è che questo approccio di “disintossicazione mentale” ti spingerà in modo naturale a dedicarti ad attività molto più stimolanti per il tuo intelletto e il tuo benessere come la meditazione, la lettura, lo sport, e così via.

3. Rivaluta i tuoi sogni e i tuoi obiettivi.

La maggior parte di noi lotta per raggiungere qualcosa.

Abbiamo un sogno o un obiettivo che inseguiamo con impegno e determinazione, guardando con fiducia e speranza a come sarà la nostra vita nel momento in cui lo raggiungeremo.

Un sogno o un obiettivo presentano molti aspetti positivi: ci spingono a dare il meglio, ci tengono motivati, ci inducono a trovare nuove soluzioni.

Il problema si manifesta nel momento in cui diventiamo così ossessionati dal nostro obiettivo al punto da convincerci che non potremo essere felici fino a quando non lo raggiungeremo.

Questo tipo di attaccamento è piuttosto dannoso per il nostro benessere, perché di fatto finisce per condizionare la nostra felicità a un momento eventuale e indefinito nel futuro.

E’ quindi fondamentale saper ri-collocare i nostri sogni e i nostri obiettivi nel giusto contesto, assicurandoci che pur rappresentando uno stimolo e una motivazione a crescere, non costituiscano un ostacolo al nostro benessere presente.

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Inizia innanzitutto a sviluppare consapevolezza dei tuoi pensieri e di come questi ti spingano a subordinare la tua felicità alla realizzazione di un obiettivo lontano nel tempo.

Impara ad amare ed apprezzare ogni passo, momento, sforzo e impegno che infondi per raggiungere i tuoi sogni, cercando di trovare pace e benessere già nell’istante presente.

Piuttosto che lasciarti ossessionare dalla meta, accogli nel tuo cuore la bellezza e la meraviglia del viaggio, con i suoi ostacoli, le sue difficoltà e i suoi straordinari insegnamenti.

4. Introduci delle routine nella tua quotidianità.

A volte siamo portati a pensare che concetti come “ordine” e “disciplina”  siano piuttosto noiosi e utili soltanto in occasioni sporadiche: la verità dei fatti, tuttavia, è che, utilizzati nel modo corretto, ordine e disciplina possono rappresentare terreno fertile per creare gioia, pace e libertà nella nostra vita.

In che modo? Una routine giornaliera, ad esempio, consente di placare la tua mente perché hai meno cose a cui pensare.

In fondo, è ciò a cui ciascuno di noi aspira: pensare di meno, essere meno preoccupato e godersi di più il momento presente.

Nella nostra vita moderna, pianificare con anticipo e ricordarsi le cose da fare diventa a un certo punto necessario, ma strutturando le attività in un certo modo e “automatizzandole” quanto più possibile, abbiamo l’occasione di rimuovere gran parte di quella spazzatura mentale che si accumula nella nostra testa quando dobbiamo pensare al complesso di compiti, attività ed eventi che ci aspetta ogni giorno.

Poiché temiamo di dimenticare ciò che dobbiamo fare, la nostra mente è costantemente intasata di pensieri del tipo “Ricorda questo!” , Ricorda quello!”.

Stabilendo una routine quotidiana e introducendo una sorta di ordine nella tua vita, hai l’opportunità di rimuovere gran parte di questo chiacchiericcio mentale e concederti maggiore gioia e quiete.

Avere una certa struttura, una ruoutine giornaliera, ti consente di evitare di perdere tempo. Migliora la tua efficacia verso l’attività a cui ti stai dedicando perché significa che stai agendo nella totale pienezza del momento presente.

Prova quindi a introdurre più ordine e struttura nella tua vita attraverso una ruotine quotidiana che ti consenta di liberare più energie mentali da dedicare a ciò che davvero conta per te.

5. Pratica meditazione con regolarità.

La meditazione è ovviamente una componente estremamente importante di una vita condotta secondo lo spirito Zen.

Ecco come puoi riuscire a farne una pratica quotidiana:

– Impegnati per soli 2 minuti al giorno.

Questo è molto importante. La maggior parte delle persone pensa di dover meditare per 15-30 minuti. Ma questa non è una prova di quanto a lungo sei in grado di meditare – stiamo cercando di formare un’abitudine. E per farlo, prova a iniziare con soli due minuti. Troverai molto più facile iniziare in questo modo, e formare un’abitudine è piuttosto semplice se si inizia con semplici piccoli passi.

– Scegli un momento della giornata.

Non un’ora esatta del giorno, ma un momento generale, come la mattina quando ti svegli o durante la pausa pranzo. Lega la pratica meditativa a qualcosa che già fai regolarmente, come bere la tua prima tazza di caffè, lavarti i denti, pranzare, o rientrare a casa dal lavoro.

– Trova un posto tranquillo.

A volte è meglio la mattina presto, prima che il resto della tua famiglia si svegli e faccia un sacco di rumore. Altri potrebbero trovare il posto ideale in un parco o sulla spiaggia o in un qualche altro ambiente rilassante. E davvero non importa dove – fino a quando ci si può sedere senza essere disturbati per qualche minuto.

– Siediti comodamente.

Non preoccuparti troppo di come devi stare seduto, cosa indossare, dove sederti, e così via. Personalmente mi piace mettermi seduto su un cuscino sul pavimento, con la schiena appoggiata a un muro. Altri invece preferiscono sedersi comodamente a gambe incrociate. Altri ancora possono sedersi su una sedia o un divano, se stare seduti sul pavimento risulta scomodo.

– Concentrati sul tuo respiro.

Quando inspiri, segui il tuo respiro attraverso le narici, poi in gola, poi nei polmoni e nel ventre. Siediti dritto con la schiena, tieni gli occhi aperti e presta attenzione al tuo respiro. Se preferisci chiudere gli occhi, va bene. Mentre espiri, segui il tuo respiro mentre si espande nel mondo. Se ti rendi conto che la tua mente sta vagando, riporta gentilmente la tua attenzione sul respiro.

E questo è tutto. E ‘una pratica molto semplice, ma se riesci a metterla in pratica due minuti al giorno per un mese ne avrai un’abitudine quotidiana.


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6. Vivi con l’energia della consapevolezza.

Sii presente!

Ascolta il suono del mondo intorno a te. Senti il tuo respiro entrare e uscire dal tuo corpo. Osserva i tuoi pensieri. Visualizza i dettagli di ciò che ti circonda.

Trova l’armonia nel rimanere presente, consapevole.

Azione, movimento e frenesia sono la condizione ordinaria intorno a noi. Andiamo costantemente di fretta, abbiamo l’urgenza di fare cose, tenerci occupati, telefonare, parlare, leggere e inviare mail, navigare in rete o trascorrere ore infinite davanti alla TV.

Siamo sempre accesi, sempre connessi, sempre pensanti. Sembra non esserci tempo per rallentare ed entrare in noi stessi, in armonia con il nostro io più profondo.

Ci spaventa non aver nulla da fare, dobbiamo sempre essere occupati, una coda alla posta o un’attesa dal medico ci rendono nervosi e ansiosi.

Tutto ciò ha un prezzo: stiamo perdendo la possibilità e la capacità di dedicarci alla contemplazione, all’osservazione e all’ascolto.

Prova allora ad essere presente e consapevole, ogni volta che puoi. Non pensare a ciò che hai fatto e a ciò che dovrai fare. Semplicemente, sii nel momento, qui e ora.

Prova a immaginarti in una vita con meno movimento, meno fretta, meno azione. Immaginati in un’esistenza più armoniosa, più contemplativa, più centrata.

Prova ad essere quella visione. Prova a fare di meno ogni giorno. Quando senti che ti stai muovendo in modo frenetico, respira e riportati gentilmente al presente.

Rallenta. Sii consapevole. Trova la felicità qui, ora, in questo istante, invece di aspettarla e cercarla altrove.

Assapora il presente, abbraccia il momento. E’ un tesoro prezioso, ed è a tua disposizione, sempre.

7. Fai una cosa per volta.

Questo è un passo molto semplice, ma estremamente significativo.

Sei pronto?

Cosa stai facendo in questo esatto momento?

Bene: dedica all’attività che stai svolgendo in questo momento tutta la tua attenzione, piena e incondizionata.

Non pensare a nient’altro, non cercare distrazioni, non procrastinare, non interrompere, non cercare di fare altre due o tre cose insieme.

Questo significa fare UNA cosa per volta.

Sei con una persona? Dalle la tua piena attenzione.

Stai compiendo un’attività? Concentrati esclusivamente su di essa.

Mentre ti dedichi totalmente a questa attività, assumi piena consapevolezza dei tuoi gesti e dei tuoi pensieri, rimanendo immerso nel momento.

Quando noti che stai pensando a qualcos’altro, o sei tentato da qualche distrazione, semplicemente prendine consapevolezza. Quindi riporta gentilmente la tua piena attenzione al momento presente.

Svuota la tua mente da pregiudizi o preconcetti in merito all’attività a cui ti stai dedicando. Non pensare a “come dovrebbe essere”, ma lascia che ti sorprenda mentre evolve.

Percepisci la brillantezza e la profondità di ogni istante.

Nel momento in cui doniamo la nostra piena amorevole attenzione a ogni attività, iniziamo ad apprezzare ogni persona, ogni oggetto attorno a noi come qualcosa pienamente meritevole di rispetto, amore e gratitudine.