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venerdì 8 giugno 2018

QUANDO UNA DONNA HA RISCOPERTO IL SUO FEMMINILE

"Uomo, quando incontri una donna che ha scoperto il suo femminile, devi fare molta attenzione. Devi avvicinarti a lei con sacralità e devi essere pronto a mettere in discussione tutto il tuo mondo. 




Una donna così conosce la potenze della Luna, è in contatto con i suoi cicli e con la sacralità del suo essere. Sa bene il potere del suo corpo e la divinità del suo grembo.

Sa che, mettendo le mani aperte davanti al suo addome, esse diventano coppa sacra per raccogliere polvere di stelle e luce dei pianeti.

Devi essere pronto ad ascoltare i suoi racconti nelle notti di luna piena davanti ad un fuoco o una candela. Preparati a camminare con lei a piedi nudi in mezzo a un prato e a sentirla parlare agli alberi. Preparati a vederla richiamare a sé la forza del vento con le sue mani.

Se non sei pronto ad ascoltare i suoi silenzi, a penetrare la sua magia, non ti avvicinare.


Devi essere delicato mentre la prendi tra le braccia, perché una donna che conosce il suo femminile è una sacerdotessa da venerare.

E' una donna che ha sofferto molto e non è stata amata. Ha imparato ad amarsi giorno dopo giorno e il dolore le ha mostrato il suo potere.

E' una donna che ha in sè le memorie di tutte le antenate derise dei loro poteri, rinnegate nel loro femminile e messe a tacere. Di tutte le streghe finite al rogo.

Lei ti porterà a scoprire altri mondi, ti condurrà verso realtà che ancora non hai esplorato. E devi essere pronto a seguirla senza paura; anzi, devi sapere sorreggerla con la forza del tuo maschile.

Ricordati che è una donna libera, che ama la libertà. Perché sa che è nata sola e sola tornerà alla Terra.

Lei vorra mostrarti le stelle e sussurrarti storie antiche, insegnarti il potere della guarigione, la magia delle mani. Sentirai il suo richiamo ovunque andrai nel mondo e il suo seno sarà nettare per le tue labbra. 

Ti incanterà con le sue parole e ti avvolgerà con tutto l'amore che il suo cuore sa manifestare. Ti lascerà libero di andare e sarà pronta ad accoglierti al tuo ritorno. E ti sentirai disorientato, perché in realtà è solo da lei che vorrai tornare.

Ma se non sei pronto alla sua danza selvaggia, se non sei pronto a conoscere gli astri e i movimenti dell'animo umano, stai alla larga.



Perché una donna divina merita di essere compresa e accolta in ogni sua sfaccettatura. Merita un mago al suo fianco che le insegni le origini del cosmo, il senso della vita, gli infiniti mondi antichi al di là del visibile.

Una donna così merita un cavaliere delicato che la avvolga nel mantello e le doni un castello di sogni.  Merita che il suo corpo diventi altare a cui portare doni. Merita che il suo corpo venga venerato e si faccia strumento per accedere a forme elevate di coscienza.

Ci vuole un uomo pronto, un uomo che ha ritrovato se stesso. Un uomo che ha sconfitto draghi, camminato notti intere nel bosco, ammirato cieli stellati da ogni angolo di mondo.

Uomo, se non sei pronto a farti sacerdote al servizio di una donna, madre, sacerdotessa, lasciala libera e non avvicinarti a quello spazio sacro che lei custodisce."

Tratto dal libro AMORE QUANTICO di Monica Grando.



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mercoledì 10 gennaio 2018

10 ragioni per le quali la maggioranza degli uomini non può gestire una donna profonda

Più profonde siete, più diventa difficile per voi trovare qualcuno che voglia intraprendere una relazione seria con voi...


Si può andare ad un sacco di appuntamenti, ma ad un certo punto la relazione non riesce a progredire ulteriormente, soprattutto a causa della intensità e della vostra profondità.

Non ogni uomo però è abbastanza forte (o maturo) per gestire una donna profonda.

Sono molte le motivazioni che non permettono tutt'oggi agli uomini di relazionarsi alla pari con l'altro sesso,  dettate per lo più dai condizionamenti sociali che vedono ancora la donna scissa nel binomio santa/puttana e purtroppo ancora vista come oggetto accessorio del proprio ego.

Ecco perché:


1. Una donna profonda pone domande profonde.

Una donna profonda vorrà esplorare voi e la vostra vita, rivolgendo domande che spesso non si è pronti a rispondere. Anche al primo appuntamento, lei vorrà scavare più a fondo e fare domande personali e filosofiche -  non potrà mai godere di una conversazione superficiale.


2. Una donna profonda è onesta. 

Troppo onesta. Una donna profonda prende la sua integrità sul serio e crede profondamente nel valore dell'onestà. Qualsiasi cosa le chiediate, lei proverà dire sempre la verità, aspettandosi lo stesso dal proprio partner.


3. Una donna profonda sa quello che vuole. 

O chi vuole. Una donna profonda sa subito chi davvero le piace e non ha bisogno di guardarsi troppo intorno ed esplorare per essere sicura dei suoi sentimenti . Il suo cuore batte solo per uno speciale paio di persone che lei riconosce subito.


4. Una donna profonda vuole un rapporto profondo. 

Vuole lunghe conversazioni sulla  vita, vuole sentire storie sul passato del partner, vuole capire il vostro dolore e vuole aggiungere valore alla vostra vita. Lei vuole un vero e proprio rapporto che va al di là di uscire e divertirsi.


5. Una donna profonda non ha paura di intimità. 

Lei non ha paura di avvicinarsi o di rischiare di farsi male nel processo. Lei non pensa ad intrappolare la libertà o rendere vulnerabili. La sua profondità e intimità vanno di pari passo.


6. Una donna profonda vede attraverso di voi. 

Può vedere chi sei veramente e che cosa ti rende vulnerabile.  Anche se può provocare inizialmente una sensazione di disagio, lei vuole che tu sappia che capisce e che il partner può essere se stesso intorno a lei.


7. Una donna profonda brama coerenza. 

Viene irritata particolarmente quando nota incoerenza o un comportamento poco deciso all'interno della relazione. Lei desidera un collegamento forte e un legame solido e sa che la coerenza è il fondamento di quel legame.


8. Una donna in profondità è intensa. 

Può essere un po 'intimidatorio, perché lei porta l'intensità in tutto quello che fa. Le sue emozioni sono intense e così sono i suoi pensieri. Lei non sarà mai indifferente sulle cose che contano per lei - non tutti sono abbastanza forti per gestire la sua intensità.


9. Una donna in profondità solo sa amare profondamente. 

Se non la si può amare profondamente, la si perderà. Lei non sa come fino ad oggi casualmente qualcuno lei è davvero in o essere amici di qualcuno che ha sentimenti per. Una donna profonda sa quando qualcuno non la può incontrare a metà strada e lentamente si staccherà da chi non è disposto a dare quel profondo amore che sta cercando.


10. Una donna in profondità non aspetterà. 

Lei non aspetterà nessuno .Lei è forte ed appassionata e non spreca le sue emozioni su qualcuno che non apprezza la loro profondità. Anche se lei è alla ricerca di un particolare tipo di amore, una donna profonda non ha paura di rimanere sola.





Fonte

lunedì 11 settembre 2017

DONNE, PIANTE E CULTURE


di Kathleen Harrison

Ho lavorato per molti anni studiando le piante medicinali e le popolazioni che ne fanno uso. Vent’anni fa ho trascorso un lungo periodo nella foresta amazzonica peruviana lavorando con guaritori che usavano una moltitudine di piante dalle più leggere alle più potenti. Successivamente tornai alla mia vita in California, realizzai molti altri progetti botanici e crebbi i miei figli. Fu soltanto quando tornai nuovamente in Amazzonia nel 1993 che compresi a pieno cosa si intende per “spirito della pianta”. Divenne qualcosa di reale che entrò dentro la mia pelle e cambiò radicalmente la mia vita. 

Da allora, ho lavorato per un paio di anni con gli Indiani Maztechi sulle montagne di Oxaca in Messico e ho imparato molte cose sulla relazione tra natura e piante degli indigeni nativi della California.

Vedo straordinarie analogie nelle varie società basate sulla natura, in cui ogni cosa è vista come animata e ogni specie è un essere vivente. Penso che anche noi dovremmo sviluppare una percezione di questa realtà nascosta in modo tale da rendere le medicine che coltiviamo o che ci vengono date o che compriamo, più potenti e più efficaci. La nostra cultura è estremamente riduzionista e materialista; abbiamo veramente bisogno di ispirarci a modelli che ci possono aiutare a comprendere lo spirito della natura e lo spirito della medicina. 

La parola “spirito” viene dal latino e significa “respiro”, quindi quello di cui stiamo parlando quando diciamo che una pianta o una specie ha uno spirito è che raccoglie energia dall’universo e la esprime in una determinata forma. 

Una nozione antica in molte culture indigene in tutto il mondo è che sulla Terra c’erano degli esseri primordiali prima che noi arrivassimo. Essi interagirono, ebbero relazioni d’amore, conflitti, scambi di ogni sorta, e ognuno di questi esseri divenne una specie vegetale. In base a queste storie sulla creazione, noi umani, anche se possiamo sembrare complessi e differenziati, siamo un solo essere, e tutte specie botaniche che usiamo in medicina sono un solo essere. 

Ho imparato dai miei amici nativi a parlare con gli spiriti delle piante.



Quando sei interessato a una pianta, sia che la coltivi nel tuo giardino o la cerchi nella foresta, impari a parlarci come se fosse un essere, che nei sui geni e nella sua forma porta una costellazione di qualità e modi di interagire con noi, con cui dovremmo parlare. Conoscerle è una cosa, ma è parlarci e ascoltarle quello che fa veramente funzionare la medicina, perché in questo modo diventa una relazione. Questo è il motivo per cui in molte parti del mondo è la donna che conserva la conoscenza delle piante. Le donne sono brave nelle relazioni. Analogamente a tutti i mammiferi femminili, e in particolare ai primati, uno dei nostri ruoli è di nutrire la vita, di essere un veicolo della vita. 

Siamo esseri che donano attenzione. Quando i bambini vengono al mondo attraverso di noi, non sono ovviamente in grado di sopravvivere nel mondo per conto loro. In alcune specie lo sono, ma non in quella dei mammiferi, quindi è necessario che noi gli diamo profonda attenzione e osserviamo le loro necessità in un modo che va bel oltre il livello verbale, così da aiutarli a sopravvivere e a crescere. Noi donne dobbiamo essere in grado, a tutti i livelli, di sentire le necessità degli esseri intorno a noi a usare tutti i nostri sensi per prenderci cura dei piccoli.

Queste capacità valgono anche nella raccolta delle piante. Possiamo guardare indietro nella storia degli ominidi e vedere che siamo sopravvissuti usando i nostri sensi del tatto, dell’odorato, della vista così da distinguere chiaramente tra una pianta e l’altra, tra tutte le diverse forme attraverso cui gli elementi si presentano a noi. Furono principalmente le donne che perfezionarono queste abilità.


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Penso che sia molto importate per noi donne riconoscere che siamo diventate molto abili nel dare attenzione al mondo naturale; queste capacità ci permettono di far intervenire la natura attraverso di noi. Il linguaggio stesso può essere un ostacolo in questa ricerca, come una sorta di schermo dietro
cui rimaniamo intrappolati, separandoci dalla realtà che sta dietro. Io amo le parole, ma la nostra cultura ci ha portato la convinzione che ci sia una realtà oggettiva, che noi in quanto individui abbiamo una nostra soggettività, ma che ci sia un’oggettività che la vince. E’ importante ricordare che questa stessa oggettività è in realtà una costruzione culturale. Penso che le donne siano spesso più disposte a fidarsi delle loro esperienze soggettive, dei loro sogni, delle loro intuizioni, e di conseguenza più in grado di sviluppare una relazione con il mondo delle piante. Quello che sto vedendo mi incoraggia molto. 

Mi è capitato di partecipare a delle conferenze sulle piante alla California School of Herbal Studies in questi ultimi anni, e molte delle persone che sono venute erano giovani donne; circa tre quarti di loro studiavano per diventare erboriste o sentivano in qualche modo il richiamo delle piante. 

Queste giovani donne che studiano erboristeria e etnobotanica mi riempiono il cuore di gioia. La mia generazione ha dovuto lavorare molto semplicemente per iniziare a fidarsi dei propri istinti, a conoscere la natura, a riscoprire che anche le nostre radici vengono dalla terra.

Una cosa di cui mi sono accorta durante i miei viaggi studiando le popolazioni e la loro relazione con la natura è che le piante hanno l’abilità di trasmettere energia. Le piante trasformano la terra, l’acqua, la luce creando in questo modo i loro corpi. Le piante sono manifestazioni di queste forze intrecciate tra di loro, e noi umani siamo legati a loro dall’inizio della nostra evoluzione. 

Il mondo delle piante, se siamo in grado di ascoltarlo, ci parla costantemente attraverso un sussurro. Mi sono chiesta che cos’è che vale di più per le persone nella nostra cultura e penso che la risposta sia il tempo. Se vogliamo conoscere una pianta e se vogliamo chiedergli qualcosa, possiamo iniziare offrendogli il nostro tempo, standogli seduti vicino, coltivandola. Ma anche se l’abbiamo semplicemente comprata, potete cercare di comprendere il suo mondo. 
Quando usiamo una pianta, comunichiamo con l’intera catena di esperienze che quella specie ha attraversato durante la sua evoluzione.

Ho conosciuto popolazioni che usano piante sacre in Messico, Ecuador e Perù e ho imparato la loro mitologia e le loro cerimonie. Queste tradizioni e queste piante sacre devono essere trattate con rispetto. La nostra cultura ha ancora una strana relazione con le piante. 

Per esempio, è interessante notare che finalmente dopo un lungo periodo di demonizzazione è stato riaperto un dialogo sulla cannabis, tanto da poterne parlare di nuovo come di una medicina, ovvero quello che è stata per migliaia di anni per moltissime popolazioni. Se usata con gratitudine e con consapevolezza, può essere una medicina da molti punti di vista. E’ una nostra alleata in molti modi. Ho osservato che le culture oscillano ciclicamente dal rifiuto totale all’apprezzamento delle piante che hanno un potere e che la paura si trasforma in gratitudine


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Adesso ad esempio siamo in un periodo di grande denuncia verso il tabacco ed è che veramente difficile parlare delle sue proprietà sacramentali. Una pianta in se stessa non è né buona né cattiva. Il suo effetto dipende da come la usiamo e da quanto siamo consapevoli, e questo vale per tutte le medicine

Un uso inconsapevole può essere dannoso mentre un uso consapevole significa farne una medicina. Il cioccolato è un’altra affascinante pianta psicoattiva
In Messico gusci di cioccolata vengono riempiti di fagioli e usati come offerte. Altre piante vengono bruciate come incenso o semplicemente lasciate in posti sacri dove l’acqua sgorga fuori dal terreno. Di solito non si portano fiori o cose dall’aspetto spettacolare ma doni molto semplici. La natura viene offerta alla natura perché in questo modo si dimostra che l’essenza della reciprocità è stata compresa. 

Non si prende niente senza dare qualcosa in cambio, e si è sempre grati per quello che si riceve. Questa è medicina.




Traduzione a cura di Jonas Di Gregorio
Fonte: Visionary Plant Consciousness: The Shamanic Teachings of the Plant World



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