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Visualizzazione post con etichetta intelligenza emotiva. Mostra tutti i post
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lunedì 25 giugno 2018

8 segnali che dimostrano che sei caduto nella trappola di un MANIPOLATORE EMOTIVO

Nel mondo esistono molte persone che sono in grado di avere un forte ascendente sulle altre, l’impatto emotivo che sanno provocare è talmente forte che, anche se nel nostro cuore sappiamo che ci stanno manipolando, non riusciamo a far nulla per contrastarle. 




Ecco i segnali che ci aiutano a capire se una persona ci sta manipolando.


  • Ti fanno avere dubbi su te stesso 

I manipolatori emotivi solitamente sono dei bugiardi estremamente talentuosi. Sono in grado di mentire anche di fronte all’evidenza e ti possono dire di non aver fatto una cosa, nonostante tu li abbia visti proprio con i tuoi occhi, oppure affermano di aver detto qualcosa che sai con certezza che non hanno mai menzionato. La cosa peggiore è che sono tanto bravi a raccontare bugie ed a rigirare le parole tanto che alla fine cominci ad avere dubbi su te stesso.
Insistono sul fatto che è tutto frutto della tua immaginazione ed è in questo modo che evitano i problemi ed i guai.


  • Non fanno ciò che dicono 


I manipolatori emotivi ti dicono sempre quello che vuoi sentirti dire, però riguardo ai fatti è tutta un’altra storia. Ti dicono che ti appoggeranno in qualsiasi caso ed in ogni situazione, ma quando dovranno dimostrarlo fingeranno che tutte le tue richieste sono senza senso ed irrealizzabili. 

  • Giocano sui sensi di colpa 


I manipolatori emotivi utilizzano i tuoi sensi di colpa a loro favore. Se gli parlerai dei tuoi problemi ti sentirai in difetto, come se li stessi disturbando. Mentre se non gli racconterai nulla, saranno in grado di farti sentire in colpa per il fatto che gli stai nascondendo dei segreti. Ti faranno credere che fai tutto male, che non sei in grado di fare nulla e che sei tu la causa di tutti i problemi.

  • Sono loro le vittime 


I manipolatori emotivi non hanno mai la colpa di nulla. Indipendentemente dal tipo di errore che hanno commesso, il colpevole è sempre qualcun altro (probabilmente tu). Se sei arrabbiato o triste, la colpa è tua perché ti poni delle aspettative troppo alte, mentre se ad essere tristi sono loro, la colpa è sempre tua, in quanto li hai rattristati con il tuo atteggiamento. I manipolatori emotivi non sono mai responsabili di nulla. 

  • Fingono di essere persone sensibili 


Non importa che tipo di relazione si abbia con un manipolatore emotivo, sia che si tratti di un rapporto personale che di tipo lavorativo, fin dal principio ed in maniera molto rapida condivideranno aspetti molto personali della loro vita e si aspetteranno che tu faccia lo stesso. Fingono di essere sensibili e vulnerabili, ma si tratta solo di una trappola. Si comportano in questo modo perché tu ti senta speciale e per creare fin da subito un rapporto di confidenza, in maniera tale che tu possa in qualche modo sentirti già responsabile per il loro stato emotivo. 

  • Ti offrono il loro aiuto per farti sentire in debito


All’inizio offrono il loro aiuto e subito dopo cercano di farti sentire in colpa affermando che quello che gli stai facendo fare è troppo difficile o impegnativo, con l’obiettivo di farti sentire in debito. 

  • Stanno sempre peggio di te 


Non importa che tipo di problema racconterai ad un manipolatore emotivo, loro staranno sempre peggio di te ed i loro problemi saranno sempre più gravi e seri dei tuoi. 

  • Conoscono le tue debolezze e le usano contro di te


Se i manipolatori emotivi sanno che ti preoccupi per il tuo peso e per la forma fisica, faranno sempre dei commenti fuori luogo riguardo a quello che mangi o sui vestiti che indossi. Se sei preoccupato per un esame o per un lavoro, cercheranno di farti venire ulteriori dubbi sulla tua preparazione. Sanno facilmente interpretare le emozioni e le sanno usare in tuo sfavore. 

I manipolatori emotivi sono in grado di farti impazzire con la loro condotta irrazionale. Mantieni una distanza emotiva di sicurezza per non farti ingannare e per non cadere nelle loro trappole.



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FONTE: lastella.blog 

giovedì 11 gennaio 2018

12 SEGNALI che mostrano un'adeguata INTELLIGENZA EMOTIVA

Secondo lo psicologo statunitense Daniel Goleman con Intelligenza Emotiva si identifica un particolare tipo di intelligenza legato all’uso corretto delle emozioni, comprendendole e gestendole per riuscire ad affrontare meglio la vita. 



Secondo Goleman, sviluppare questo tipo di intelligenza può costituire un fattore determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali.
Una notevole carenza in questo ambito comporterebbe solo il rafforzarsi di vari tratti disfunzionali che potrebbero portare a vari disturbi, come quello narcisista.

Le emozioni sono dotate di una forza dirompente che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, per esempio paralizzando la nostra capacità di agire o di decidere lucidamente. Se adeguatamente gestite, possono però regalarci una marcia in più aiutandoci a comunicare efficacemente, a saperci automotivare, a reagire meglio agli stimoli provenienti dall’ambiente.

Ecco perché allenare questa abilità può costituire la chiave per il nostro successo personale e professionale.

Daniel Goleman esprime le cinque caratteristiche fondamentali dell'intelligenza emotiva, che ogni uomo codifica interiormente:


  1. Consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni;
  2. Dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine;
  3. Motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all'azione;
  4. Empatia, la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto;
  5. Abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.

Molti studi indicano che l'intelligenza emotiva è vitale in relazione alle prestazioni sul posto di lavoro. Il 58% delle storie di successo riguarda un'ampia gamma di professioni: il 90% di chi ha dimostrato di possedere un elevato livello di intelligenza emotiva guadagna un ulteriore $ 29.000 all'anno rispetto la media.

Tuttavia, l'intelligenza emotiva non ti aiuterà se non sei genuino di natura: la Foster School of Business dell'Università di Washington ha riconosciuto che solo se combinata con la spontaneità ha effetti positivi. 

La ricercatrice Christina Fong sostiene che i colleghi "non sono solo automi senza senso". Inoltre, Janet Louise Stephenson risuona queste nozioni quando afferma che "l'autenticità richiede una certa misura di vulnerabilità, trasparenza e integrità".


Più specificamente, ci sono 12 modi per sapere se possiedi o meno un'adeguata intelligenza emotiva:

1) Chi possiede un alto livello di Intelligenza Emotiva non si sforza di piacere agli altri.

È impossibile accontentare tutti, quindi perché preoccuparsi di sprecare il proprio preziosissimo tempo? Per seguire il desiderio di salvare la propria reputazione infatti si rischia di compromettere la  propria morale e integrità. Stranamente quando impari a fregartene attrarrai a te un numero maggiore di persone che ti vorranno a prescindere nella loro vita per chi sei davvero!

2) Evitano giudizi inutili e superficiali.

Non è divertente parlare con chi è chiuso mentalmente o totalmente ignorante, ma arrogante; non è sicuramente produttivo avere a che fare  con qualcuno così. Bisogna ascoltare abbastanza a lungo per capire veramente l'origine delle ragioni dell'altra persona, e poi contemplare le parole e idee abbastanza a lungo per considerare la prospettiva che ha più senso.

3) Scelgono da soli i loro sentieri.

Ancora una volta, le persone mature dotate di un' adeguata intelligenza emotiva sostengono ciò che sanno giusto, indipendentemente dalle pressioni esterne. 

4) Sono veri giocatori di squadra.

Chi possiede un 'adeguata intelligenza emotiva condivide liberamente le proprie conoscenze e risorse.
Quando il successo della squadra viene posto prima del successo individuale, tutti ne beneficiano.

5) Credono nel rispetto universale.

E non lo fanno solo in alcuni casi. Piuttosto, essi praticano il rispetto universale, perché in realtà sanno che nessun essere umano è intrinsecamente più prezioso di un altro, e sanno anche probabilmente che è tutto uno specchio.

6) Non sono attaccate a beni materiali.

Le persone genuine non hanno bisogno di beni costosi per sperimentare la felicità. Invece, si concentrano su cose come la morale, e su persone come amici e familiari.

7) Sono completamente affidabili, senza eccezione.

Questa tipologia di persone risulta essere affidabile con chiunque gli si trovi davanti, estranei compresi.

8) Hanno una pelle sensibile e spessa.

Gli individui genuini si rendono conto che la critica è un'opportunità per imparare e verificare, in modo da considerare attentamente i punti di vista opposti prima di decidere se modificare o meno la propria ideologia relativa a qualcosa. Praticamente tutte le critiche possono essere costruttive se si pensa adeguatamente.

9) Forniscono la loro piena attenzione.

Non navigano in rete sui loro smartphone mentre stai interagendo con loro. Piuttosto, percepiscono le conversazioni come impegni, e questo rende l'esperienza più produttiva e piacevole per tutti coloro che sono coinvolti. Questo inoltre dà significato ad ogni interazione.

10) Non sono egoisti.

Senza la necessità di ammirazione, risulta più facile controllare l 'ego. 

11) Non sono ipocriti.

Nessuno ama l'ipocrisia, e le persone genuine non riesco di certo ad esserlo. Al fine di evitare questi atteggiamenti infatti essi mantengono una forte consapevolezza delle loro parole e le loro azioni, e tendono a concentrarsi sulle loro proprie questioni in contrasto con le altre persone.

12) Non si vantano mai.

Gli adulti veri e propri riconoscono che il vantarsi riflette insicurezza e che, essendo adeguatamente autosufficienti, gli individui genuini non hanno alcun desiderio ostentare nulla.





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Fonti: http://www.comprendereleemozioni.it/ - http://irelease.org/

mercoledì 6 settembre 2017

Ecco 9 TIPI di INTELLIGENZA: in quale vi rispecchiate di più?

La teoria delle intelligenze multiple


L'efficacia del test tradizionale di misurazione del QI è stata con il tempo fortemente ridimensionata. Lo psicologo statunitense Howard Gardner distingue ben 9 tipi fondamentali di intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l'intelligenza logico-matematica (l'unica su cui era basato l'originale test di misurazione del QI). 


Ecco, qui di seguito, i 9 macro-gruppi intellettivi:


  • Intelligenza Linguistica: è l'intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace. Chi la possiede solitamente sa variare il suo registro linguistico in base alle necessità ed ha la tendenza a riflettere sul linguaggio. Propria dei linguisti e degli scrittori.


  • Intelligenza Logico-Matematica: coinvolge sia l'emisfero cerebrale sinistro, che ricorda i simboli matematici, che quello di destra, nel quale vengono elaborati i concetti. È l'intelligenza che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche. Comune nei matematici, e in generale in chi si occupa della scienza o delle sue modalità applicative (ingegneria, tecnologia etc.)


  • Intelligenza Spaziale: concerne la capacità di percepire forme ed oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, sa orientarsi in luoghi intricati e riconosce oggetti tridimensionali in base a schemi mentali piuttosto complessi. Questa forma dell' intelligenza si manifesta essenzialmente nella creazione di arti figurative.


  • Intelligenza Corporeo-Cinestesica: coinvolge il cervelletto, i gangli fondamentali, il talamo e vari altri punti del nostro cervello. Chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. In generale si può riferire a chi fa un uso creativo del corpo, come i ginnasti e i ballerini.


  • Intelligenza Musicale: normalmente è localizzata nell'emisfero destro del cervello, ma le persone con cultura musicale elaborano la melodia in quello sinistro. È la capacità di riconoscere l'altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l'uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce.


  • Intelligenza Interpersonale: coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi. Si può riscontrare specificamente nei politici e negli psicologi, più genericamente in quanti possiedono spiccata empatia e abilità di interazione sociale.


  • Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in personalità diverse dalla propria. E' considerata da Gardner una "fase" speculare dell' intelligenza interpersonale, laddove quest' ultima rappresenta la fase estrospettiva.


  • Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi. Alcuni gruppi umani che vivono in uno stadio ancora "primitivo", come le tribù aborigene di raccoglitori-cacciatori, mostrano una grande capacità nel sapersi orientare nell' ambiente naturale riconoscendone anche i minimi dettagli.


  • Intelligenza Esistenziale o Teoretica: rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi della speculazione teoretica, come la natura dell'universo e la coscienza umana, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente. Questo tipo di intelligenza è maggiormente posseduta dai filosofi, e in una certa misura dai fisici.

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Sebbene queste capacità siano più o meno innate negli individui, non sono statiche e possono essere sviluppate mediante l'esercizio. Inoltre, esse possono anche "decadere" con il tempo. Lo stesso Gardner ha poi menzionato il fatto che classificare tutte le manifestazioni dell'intelligenza umana sarebbe un compito troppo complesso, dal momento che ogni macro-gruppo contiene vari sottotipi.







FONTE

mercoledì 14 ottobre 2015

INTELLIGENZA EMOTIVA: cos'è e come utilizzarla al meglio

L'intelligenza emotiva è un aspetto dell'intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence”. Definiscono l’intelligenza emotiva come “La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”. 
Tale definizione iniziale è stata poi successivamente aggiornata in quanto appariva imprecisa e priva di un ragionamento sui sentimenti, trattando solo la percezione e la regolazione delle emozioni. È quindi stata definita come segue: "L’intelligenza emotiva coinvolge l'abilità di percepire, valutare ed esprimere un’emozione; l'abilità di accedere ai sentimenti e/o crearli quando facilitano i pensieri; l'abilità di capire l’emozione e la conoscenza emotiva; l'abilità di regolare le emozioni per promuovere la crescita emotiva e intellettuale”

Il tema dell'intelligenza emotiva è stato successivamente trattato nel 1995 da Daniel Goleman nel libro "Emotional Intelligence" tradotto in italiano nel 1997 "Intelligenza emotiva che cos'è perché può renderci felici". 

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Competenza emotiva

La competenza emotiva è "l'insieme di abilità pratiche (skills) necessarie per l'autoefficacia (self-efficacy) dell'individuo nelle transazioni sociali che suscitano emozioni (emotion-eliciting social transactions)". La competenza emotiva presuppone la presenza di conoscenza delle proprie e altrui emozioni e dell'abilità di comportamento intesa come la capacità di gestire e regolare le proprie emozioni per affrontare le diverse situazioni che si propongono. Attraverso questi elementi, l'individuo è in grado di intraprendere relazioni positive con gli altri e di favorire comportamenti socializzanti. Sviluppare competenze emotive significa favorire scambi comunicativi, capacità di problem-solving e stimolare il pensiero costruttivo. Secondo Goleman la struttura della competenza emotiva è composta dalla competenza personale e la competenza sociale.

La competenza personale
È il modo in cui controlliamo noi stessi attraverso la consapevolezza di sé riconoscendo le proprie emozioni e il modo in cui esse influiscono sulla prestazione, attraverso la conoscenza dei propri punti di forza e di debolezza e attraverso la riflessione appresa dall'esperienza; attraverso la padronanza di sé mediante il dominio delle emozioni, la flessibilità nel gestire il cambiamento e la capacità di avere un atteggiamento aperto di fronte a nuove idee; attraverso la motivazione intesa come spinta interiore a migliorare, a cogliere le occasioni ed a perseguire gli obiettivi nonostante gli ostacoli.

Consapevolezza di se
Comporta la conoscenza dei propri stati interiori -preferenze, risorse e intuizioni
·       Consapevolezza emotiva: riconoscimento delle proprie emozioni e dei loro effetti
·       Autovalutazione accurata: conoscenza dei propri punti di forza e dei propri limiti
·       Fiducia in se stessi: sicurezza nel proprio valore e nelle proprie capacità

Padronanza di se
Comporta la capacità di dominare i propri stati interiori, i propri impulsi e le proprie risorse
·       Autocontrollo: dominio delle emozioni e degli impulsi distruttivi
·       Fidatezza: mantenimento di standard di onestà e integrità
·       Coscienziosità: assunzione delle responsabilità per quanto attiene alla propria prestazione
·       Adattabilità: flessibilità nel gestire il cambiamento
·       Innovazione: capacità di sentirsi a proprio agio e di avere un atteggiamento aperto di fronte a idee, approcci e informazioni nuovi

Motivazione
Comporta tendenze emotive che guidano o facilitano il raggiungimento di obiettivi
·       Spinta alla realizzazione: impulso a migliorare o a soddisfare uno standard di eccellenza
·       Impegno: adeguamento agli obiettivi del gruppo o dell'organizzazione
·       Iniziativa: prontezza nel cogliere le occasioni
·       Ottimismo: costanza nel perseguire gli obiettivi nonostante ostacoli e insuccessi

La competenza sociale


È il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri attraverso empatia, intesa come la capacità di ascoltare e comprendere le esigenze e i sentimenti altrui e attraverso abilità sociali che favoriscono legami collaborativi, costruzione attorno a sé di consenso e appoggio, facilitazione alla comunicazione e gestione dei conflitti.
Empatia
Comporta la consapevolezza dei sentimenti, delle esigenze e degli interessi altrui
·       Comprensione degli altri: percezione dei sentimenti e delle prospettive altrui; interesse attivo per le preoccupazioni degli altri
·       Assistenza: anticipazione, riconoscimento e soddisfazione delle esigenze del cliente
·       Promozione dello sviluppo altrui: percezione delle esigenze di sviluppo degli altri e capacità di mettere in risalto e potenziare le loro abilità
·       Sfruttamento della diversità: saper coltivare le opportunità offerte da persone di diverso tipo
·       Consapevolezza politica: saper leggere e interpretare le correnti emotive e i rapporti di potere in un gruppo

Abilità sociali
Comportano abilità nell'indurre risposte desiderabili negli altri
·       Influenza: impiego di tattiche di persuasione efficienti
·       Comunicazione: invio di messaggi chiari e convincenti
·       Leadership: capacità di ispirare e guidare gruppi e persone
·       Catalisi del cambiamento: capacità di iniziare o dirigere il cambiamento
·       Gestione del conflitto: capacità di negoziare e risolvere situazioni di disaccordo
·       Costruzione di legami: capacità di favorire e alimentare relazioni utili
·       Collaborazione e cooperazione: capacità di lavorare con altri verso obiettivi comuni
·       Lavoro in team: capacità di creare una sinergia di gruppo nel perseguire obiettivi comuni 


Conoscere sé stessi


La consapevolezza delle proprie emozioni è un elemento chiave al fine di maturare un'appagante vita sociale fondata sull'interscambio e sulla capacità empatica, in un rapporto che coinvolge una pluralità di interlocutori.
L'utilizzo di questa forma di intelligenza si fonda sulla capacità di intuire i sentimenti, le aspirazioni e le emozioni delle persone che ci circondano e di avere una piena cognizione del proprio stato d'animo. Questo consente di orientare opportunamente i comportamenti a favore di obiettivi individuali o comuni.
Ciò che ci permette di essere "emotivamente intelligenti", quindi, non è essere sempre felici, ma accettare tutte le emozioni dentro di noi, e saperle utilizzare per vivere al meglio la nostra vita.

mercoledì 7 ottobre 2015

Inside Out: cosa succede quando s’incontrano le EMOZIONI

Nell’ultimo film della Pixar, Inside Out, le emozioni sono protagoniste. 5 emozioni principali infatti sono rappresentate dai rispettivi personaggi Gioia, Rabbia, Tristezza, Paura e Disgusto, i quali prendono a turno il comando della mente della piccola Riley durante le varie avventure della sua vita.


Chiaramente, Gioia cerca di mantenere la situazione sotto controllo impedendo alle altre emozioni di prendere il sopravvento.
Così Rabbia, Paura e Disgusto intervengono solo in caso di estrema emergenza mentre Tristezza è confinata nella solitudine più totale: obiettivo fondamentale è tenerla lontana dalla mente di Riley per evitare che influenzi negativamente le sue giornate.
Ma il monopolio di Gioia inizia ben presto a mostrare i suoi limiti: non può essere sempre il suo turno nello spazio dei pensieri umani, non solo perché gli eventi esterni non lo permettono ma anche perché con la sola felicità la nostra mente non è capace di percorrere grandi distanze.
Gioia per esprimersi al massimo ha bisogno di tutte le altre emozioni e diventa inefficace senzaTristezza, vuota senza Rabbia, incontrollata senza Paura e vulnerabile senza Disgusto.
Quando Gioia incontra Disgusto nasce Intrigo che ci dà quell’incontrollabile curiosità che conduce alla scoperta di territori sconosciuti ed affascinanti.
Da Gioia e Rabbia nasce il più fermo senso di Giustizia che ci spinge a combattere per ciò in cui davvero crediamo con tutta la nostra passione.
Gioia e Paura generano Sorpresa che davanti a qualcosa che prima ci spaventava ci lascia letteralmente senza fiato.
E soprattutto … Da Gioia e Tristezza nasce Malinconia, che tocca le corde più profonde della mente umana e che imprime indissolubilmente ogni ricordo nella nostra mente.
Insomma con Inside Out viene sfatato il luogo comune della felicità a ogni costo e veniamo accompagnati alla scoperta di ciascuna emozione.
Ci insegna l’importanza di accettarle in tutte le loro forme, colori e sfumature perché è proprio dalla loro unione che nascono le esperienze che fanno di noi le persone che siamo e che saremo in grado di diventare.
Visione consigliata per piccoli e adulti… 



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