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giovedì 19 gennaio 2017

Perché una giornata (16-24 ORE) di DIGIUNO fa bene? Scopriamolo insieme

Gli studiosi sostengono che una dieta del genere porti numerosi benefici


A seguire una dieta del genere, pare siano sempre più persone. Ma dimagrire digiunando per un giorno fa davvero bene all’organismo?


Avevamo già approfondito la questione del digiuno terapeutico nell'articolo del dott. Valdo Vaccaro: “Il DIGIUNO TERAPEUTICO è la tavola operatoria della natura”.


  • Platone, Socrate, Plinio Il Vecchio e Plutarco (solo per citarne alcuni) lo praticavano perché ritenevano che migliorasse le loro prestazioni fisiche e mentali. In realtà il DIGIUNO TERAPEUTICO fu molto praticato nell’età classica, durante il medioevo e al ‘600.


  • Nel XIX secolo il DIGIUNO TERAPEUTICO fu riscoperto e diffuso nel mondo dagli igienisti americani e dai naturopati europei.
  • Da un PUNTO di VISTA BIOLOGICO il DIGIUNO PUÒ ESSERE CONSIDERATO un BIORITMO FONDAMENTALE per la SALUTE e l’EQUILIBRIO VITALE in NUMEROSE SPECIE, COMPRESO l’UOMO.

  • IL DIGIUNO è un metodo molto utile per l’auto guarigione, la prevenzione, e la ricerca interiore; questa tecnica è parte integrante della Medicina Naturale
  • IL DIGIUNO è anche presente in molte pratiche igieniche e terapeutiche dei vari popoli della terra e questa tecnica si perde nella notte dei tempi del passato dell’uomo. E’ presente in numerosi RITUALI di numerose tradizioni. 


Il DIGIUNO nell’ANTICHITÀ’


Il digiuno come mezzo rituale di purificazione, di espiazione, di contatto col divino entra a far parte della terapia in ogni concezione religiosa o soprannaturale della malattia, quando cioè essa è vista come conseguenza di colpe, peccati, come castigo divino, o come determinata  da  entità spirituali ostili. Si può  ricorrere al digiuno come mezzo d'elezione per ripristinare l’integrità spirituale e il favore divino;  per rafforzare le virtù ed eliminare gli ostacoli e le forze avverse all'integrità dell’individuo.
Ma anche in una concezione naturalistica della malattia, intesa come squilibrio delle forze vitali, la medicina antica ha intravisto nel digiuno uno strumento straordinario per riequilibrare le conseguenze di ogni eccesso: alimentare, sessuale, emotivo ecc.
E questo è probabilmente un retaggio che mostra come la medicina empirica abbia preso origine da quella teurgica. Le radici religiose, spirituali, magiche, della medicina sono ampiamente rintracciabili nella medicina sumerica, assiro- babilonese, ebraica, iranica, egiziana, indiana.

Il DIGIUNO OGGI

Al giorno d'oggi, anche gli studiosi sostengono che mangiare poco faccia bene. A beneficiarne – tra gli altri – sarebbe chi ha problemi di cuore, ma non solo: resistere alla fame, evitando alimenti per 24 ore circa, sembra che aiuti il cervello a produrre persino nuovi neuroni. Gli studiosi affermano che c’è un aumento circa del 40% della longevità, le infiammazioni si riducano ed il sistema immunitario si rafforzi, liberandosi delle cellule inutili o anomale – prevenendo, di fatto, la nascita di eventuali cellule cancerogene – e rigenerandone altre.
Astenersi totalmente o parzialmente dal cibo, anche per un solo giorno alla settimana produce enormi vantaggi per il corpo. In passato, gli uomini mangiavano quando si riusciva a procurare il cibo e, cioè, poche volte a settimana, quando si era fortunati. Mangiare era, dunque, difficile ed occorrevano capacità, furbizia e bravura per riuscire a sopravvivere. Lo stile di vita di allora, poi, non contemplava certamente la colazione, lo spuntino, il pranzo, la merenda e la cena: si mangiava, infatti, soltanto di giorno e, poi, una volta calato il sole, non se ne parlava almeno fino al giorno dopo.

A cambiare le carte in tavola, è stata la scoperta della luce artificiale ed altri numerosi fattori che ci hanno portato allo stile di vita ed alle diete spesso errate che seguiamo oggi. La nostra alimentazione così spesso ricca di cibi artificiali pieni di sostanze chimiche che si accumulano nel corpo, le errate combinazioni dei cibi che producono fermentazioni e putrefazioni, rende necessario un periodo di purificazione: in natura, infatti, l’uomo non mangiava di certo cinque volte al giorno ed i nostri geni sono gli stessi di allora. A dimostrarlo sono organi come il fegato che, ad esempio, è capace di conservare energia per rilasciarla quando necessario: lo zucchero si accumula nel fegato come glicogeno e la riserva inizia a terminare dopo circa 12 ore di digiuno.

Alcuni studi dimostrano concretamente, come gli uomini ed i topi che digiunano per circa 16 ore si ammalino di meno rispetto agli altri. 


Ma astenersi dal cibo quali benefici porta?


Il digiuno pare, quindi, che rallenti davvero la crescita dei tumori e che il nostro organismo impari ad attuare delle precauzioni – per via del digiuno – che lo aiutano a proteggere i tessuti anche da minacce peggiori: le cellule sono, infatti, stimolate a produrre nuovi globuli bianchi, in grado di rafforzare il sistema immunitario e combattere infezioni e malattie.

Il digiuno pare, poi, faccia bene a chi soffre di diabete e a chi ha problemi di cuore. La ricerca in merito continua, ma ciò che è certo è che una dieta di questo tipo andrebbe intrapresa regolarmente, ma senza improvvisazione e sotto il consiglio medico, sperando in ulteriori conferme future che ci permettano di allungare la vita e migliorare il nostro benessere.

Il Dr. Edward Howell, pioniere dell’enzimologia alimentare, già negli anni ‘20 osservava che una dieta terapeutica basata su digiuno e cibi crudi, produceva effetti curativi ed un potenziamento generale della salute a causa della significativa diminuzione della richiesta di enzimi digestivi propri del corpo umano. In questo modo, gli enzimi del sistema immunitario erano in grado di aumentare l’attività di disintossicazione. I cibi crudi, quindi, erano in grado di alleviare il carico del processo digestivo dall’organismo in virtù della loro ricchezza enzimatica, con conseguente potenziamento del livello generale di salute.
Purtroppo, i cibi di oggi sono assolutamente carenti di enzimi a causa dei metodi di coltivazione su larga scala e dell’impoverimento dei terreni agricoli, per non parlare dei processi di trasformazione e lavorazione degli alimenti, o del semplice procedimento di cottura, che non preservano le proprietà enzimatiche dei cibi. Peraltro, un cibo crudo fornisce solo gli enzimi necessari alla digestione di quel particolare cibo crudo, e non è quindi in grado di assicurare extra-enzimi in grado di digerire cibi cotti o trattati.
Il Dr. Paul Jaminet riguardo il digiuno afferma: “Il digiuno intermittente quotidiano aiuta ad “uccidere” molti patogeni (autofagia) e probabilmente aumenta la longevità e migliora la salute. Il digiuno è un modo efficace di migliorare l’immunità contro i patogeni intracellulari.
L'autofagia cellulare o autofagocitosi è un meccanismo cellulare di rimozione selettiva di componenti citoplasmatici danneggiati.
L'autofagia permette la degradazione e il riciclo dei componenti cellulari.
Durante questo processo, i costituenti citoplasmatici danneggiati, sono isolati dal resto della cellula all'interno di una vescicola a doppia membrana nota come autofagosoma. La membrana dell'autofagosoma fonde poi con quella di un lisosoma ed il contenuto viene degradato e riciclato.

Per approfondire l'argomento digiuno ti consigliamo i seguenti libri:

La Terapia del Digiuno
Uno straordinario rimedio naturale per disintossicarsi e ringiovanire
Le Sorprendenti Virtù del Digiuno
Versione nuova
Salute Radiosa con il Digiuno
Insegnamenti sul Digiuno Voto medio su 3 recensioni: Da non perdere
I Benefici del Digiuno
Un programma di sette giorni creato dal guru del digiuno per vivere più sani
La Filosofia del Digiuno
Un messaggio per sofferenti e peccatori
Voto medio su 2 recensioni: Buono
Il Digiuno come Cura e Prevenzione
Il Digiuno, Via di Salute
Una cura antica che depura l'organismo e ritarda i processi d'invecchiamento
Voto medio su 1 recensioni: Buono
Digiuno Razionale
Versione nuova
Ricette della Dieta del Digiuno Voto medio su 6 recensioni: Buono

martedì 17 gennaio 2017

7 buoni motivi per bere KOMBUCHA tutti i giorni

Un” fungo” millenario che trasforma il tè in una bevanda ricca di probiotici ed enzimi


Conosciuto come “Elisir di lunga vita" dalle popolazioni originarie dell'Estremo Oriente da circa 2000 anni, il Kombucha è in grado di portare enormi benefici per la salute.

Il Kombucha è una bevanda fermentata a base di tè (nero, verde o bianco) e zucchero (di qualsiasi tipo come lo zucchero di canna, bianco, sciroppo di agave o miele).

Contiene una colonia di batteri e lieviti responsabili dell'avvio del processo di fermentazione combinato con lo zucchero.

I 7 benefici del Kombucha

Dopo la fermentazione, la bevanda di Kombucha è leggermente frizzante e dolciastra, come uno champagne, e contiene vitamine del gruppo B, enzimi, probiotici e un'alta concentrazione di acidi (acetico, gluconico e glucarico). 
Per via di questi componenti, questa bevanda produce questi effetti:
  • Migliora la digestione
  • Favorisce il raggiungimento del peso forma migliorando il metabolismo
  • Purifica e disintossica
  • Riduce i dolori articolari
  • Rafforza il sistema immunitario
  • Alcalinizza
  • Ringiovanisce
Il “fungo” che permette la fermentazione viene chiamato "Scoby" (colonia simbiotica di batteri e lieviti) ed è la vera e propria “madre” del Kombucha.

L’importanza dei probiotici

I probiotici contenuti nel Kombucha variano molto perché ogni coltura è un essere vivente che cambia a seconda da dove ha avuto origine e di quale nutrimento riceve. In generale però possiamo dire che sono presenti sempre in misura variabile:
  • Gluconacetobacter
  • Schizosaccharomyces
  • Brettanomyces
  • Acetobacter
  • Lactobacillus
  • Zygosaccharomyces
Questi batteri buoni finiscono nell’intestino dove nutrono e rafforzano la nostra flora intestinale, il famoso “microbiota” che costituisce il secondo cervello. Un intestino sano è la chiave per un umore positivo, una vita emozionale bilanciata e una forte produzione di anticorpi.

Inoltre gli acidi contenuti hanno proprietà anti-invecchiamento e ringiovanenti sulla pelle e sugli organi, combattono l’invecchiamento tissutale con la loro proprietà alcalinizzante e favoriscono la rigenerazione cellulare.


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La storia del Kombucha

Sebbene in Oriente sia stato usato per millenni come cibo-medicina dalle popolazioni asiatiche, solo nel secolo scorso ha fatto la sua comparsa in Europa e in America, dove molti medici e terapisti hanno cominciato ad usarlo con risultati enormemente positivi sui più svariati disturbi.

Questo non sorprende quando diventa chiaro che la salute parte dall’intestino e quindi solo prendendocene cura possiamo prevenire e risolvere i vari disturbi dell’uomo moderno. Nella prima metà del XX secolo, un'ampia ricerca scientifica è stata fatta in Russia e in Germania sui possibili benefici per la salute del Kombucha, soprattutto a causa di una cura per l'aumento dei tassi di cancro.

Gli scienziati russi hanno scoperto che intere regioni del loro vasto paese erano apparentemente immuni al cancro e hanno ipotizzato che il Kombucha, chiamato "tè kvass" potesse esserne la ragione. Così hanno iniziato una serie di esperimenti ed hanno osservato che gli acidi e i probiotici presenti nella bevanda hanno delle caratteristiche anti-cancro.

In Germania venne usato per potenziare le prestazioni fisiche degli atleti durante la Guerra Fredda e tutt’ora è diffuso tra la popolazione tedesca per i suoi benefici sulla salute generale.

Negli anni ’90 il Kombucha approdò negli Stati Uniti, dove ebbe una vasta diffusione tra gli operatori olistici ed anche molti medici ne costatarono le qualità positive tra i loro pazienti.

Ad oggi non esistono molti studi sul Kombucha e quindi la maggior parte delle sue proprietà curative sono dovute alle testimonianze e all’uso nella medicina tradizionale. Tuttavia negli ultimi anni il crescente interesse ha prodotto una decina di studi medico-scientifici che ne attestano la validità come alimento in grado di apportare salute e benessere.

Uso del Kombucha

Il Kombucha, sebbene venga prodotto a partire dal tè e dallo zucchero, grazie alla fermentazione ha un contenuto di zucchero e di caffeina molto bassi. Inoltre, sebbene sia fermentato, ha una gradazione alcolica pari solo a 0.5%.

Queste caratteristiche fanno del Kombucha una bevanda adatta agli anziani, ai bambini, agli sportivi e anche ai nostri amici a quattro zampe.

A livello indicativo possiamo dire che le dosi consigliate sono:
  • Adulti: ½ tazza a stomaco vuoto per 2 volte al giorno oppure 30 minuti prima dei pasti principali per migliorare metabolismo e digestione
  • Bambini: a seconda dell’età il dosaggio varia ma in generale va dall’80 al 20% della dose raccomandata per gli adulti.
  • Animali: un cucchiaio al giorno nella ciotola dell’acqua; per i cani di grandi dimensioni si può raddoppiare la dose.
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lunedì 16 gennaio 2017

22 malesseri comuni che puoi cancellare con i Succhi Freschi Vivi di Frutta e Verdura

Sarebbe l'ideale per la dieta dell'uomo consumare quotidianamente frutta e verdura, ma è sicuramente meglio fare dei succhi freschi.




I succhi sono centrati di energia, infatti quasi tutti superano gli 8.000 Å  (Angstorm) (vedi La frequenza vibrazionale (aura) degli alimenti. 

Per fare un litro di succo sono necessari diversi chili di prodotto, quindi si assimilano molti più nutrienti (non solo di vitamine e minerali, ma soprattutto enzimi che sono la forza vitale che permettono il funzionamento di tutte le cellule)

La digestione del succo è immediata e non è necessario alcun dispendio di energia da parte dell’organismo, va direttamente nell’intestino per essere assorbito. Ne avevamo già parlato nell'articolo "I BENEFICI dei succhi di DIO (frutta e verdura) rispetto a mangiarli interi".

Questa tipologia di alimentazione liquida è l'ideale per chi voglia depurarsi e disintossicarsi, non a caso viene ampiamente utilizzata durante un digiuno terapeutico.

La maggior parte dei pesticidi sono nelle fibre, cosa che viene scartata quando si fanno i succhi permettendoci quindi di non ingerire questi composti nocivi che spesso non vanno via con il semplice lavaggio. Tuttavia noi per toglierci ogni dubbio consigliamo di metterli a bagno per un periodo di 20-60 minuti con dell'argilla verde ventilata in un contenitore di vetro stando attenti a mescolare l'acqua con un mestolo di legno. L’argilla è un elemento VIVO, ha proprietà antiacide e assorbe sia scorie chimiche che tossine e batteri. (Vedi: L'ARGILLA, TERRA DELLA LUCE! SCOPRI LE SUE INFINITE PROPRIETA'!)

Consumare succhi non crea alcuna fermentazione intestinale, cosa che invece può accadere consumando la frutta intera (Vedi: La frutta fa bene solo se mangiata in maniera corretta)


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I succhi possono essere fatti con una centrifuga o con un estrattore, ma bisogna sapere che:

  • La centrifuga cosa poco (anche meno di 50€) ma riscalda un pò il succo distruggendo alcuni nutrienti
  • L’estrattore costa molto (dalle 150 alle 1000€) e lavora a bassi giri (dai 30 agli 80 giri al minuto) salvaguardando così tutti i nutrienti sensibili al calore come alcune vitamine e gli enzimi


Ecco 22 disturbi fisici che puoi trattare efficacemente con i succhi. Puoi usare tutti i frutti e verdure elencati per ogni disturbo oppure solo alcuni: i nomi sono in ordine di importanza. Maggiori dettagli li puoi trovare nel libro di Norman Walker "Succhi Freschi di Frutta e Verdura" con il prontuario/malattie.

  • Influenza: Carota, Ananas, Zenzero, Aglio
  • Depressione: Carota, Mela, Spinaci, Barbabietola, Noni
  • Mal di testa: Mela, Cetriolo, Cavolo Nero, Zenzero, Prezzemolo
  • Diabete: Carota, Spinaci, Prezzemolo
  • Ulcera: Cavolo, Carota, Prezzemolo
  • Asma: Carota, Spinaci, Mela, Aglio, Limone
  • Pressione alta: Barbabietola, Prezzemolo, Mela, Cetriolo, Zenzero
  • Artrite: Carota, Prezzemolo, Ananas, Limone
  • Pulizia dei reni: Carota, Melone, Cetriolo, Coriandolo
  • Calcoli renali: Arancia, Mela, Limone, Melone
  • Occhi stanchi o deboli: Carota, Prezzemolo
  • Stress: Banana, Fragola, Pera
  • Stitichezza: Carota, Mela, Cavolo
  • Stanchezza: Carota, Barbabietola, Mela verde, Limone, Spinaci
  • Indigestione: Ananas, Carota, Limone, Menta, Coriandolo
  • Postumi dell’alcool: Mela, Carota, Barbabietola, Limone
  • Perdita di memoria: Melograno, barbabietola, Uva, Rosmarino
  • Nervosismo: Carota, Prezzemolo, Melograno
  • Insonnia: Carota, Spinaci, Sedano
  • Artrite: Pompelmo, Carota, Spinaci, Sedano
  • Acne: Carota 
  • Acidosi: Carota, Spinaci, Barbabietola, Cetriolo


Come potrai aver notato il succo di carota è quasi onnipresente!

Ha davvero delle proprietà eccezionali e ci sono anche testimonianze di guarigione dal cancro grazie al consumo di succo di carota quotidianamente e il motivo sembra essere nel fatto che ha una struttura simile se non uguale alle molecole del sangue umano.

Ci sono e ci sono stati tantissimi medici che hanno curato nelle loro cliniche migliaia di pazienti semplicemente con succhi di frutta e verdura come ad esempio il dott.Norman Walker e il dott.Robert Morse oltre all'ormai famosissimo Salvatore Paladino che spiega per filo e per segno nei suoi video l'importanza dei succhi vivi: 





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Leonardo Da Vinci e il sonno polifasico: dormire meno e guadagnare più tempo

Il sonno polifasico ha fatto parte della vita di molti geni nella nostra storia, che, in modo inaspettato hanno abbandonato il ciclo circadiano o bifasico per prediligere quello polifasico.




Il sonno polifasico ha caratterizzato la vita di Leonardo da Vinci, ma anche quella di Thomas Edison, Buckminster Fuller, Nikola Tesla, Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, e Napoleone.

Se ci pensiamo, i neonati hanno per loro natura un sonno polifasico. Questo può far sperare che il sonno bifasico sia solo un adattamento post nascita, dovuto con molta probabilità ai ritmi di tipo sociale e naturale, per seguire il ritmo del sole.

Il sonno è un processo che cambia durante la vita di un essere umano e passa da quello polifasico del neonato a quello bifasico del bambino (che dorme a lungo durante il pomeriggio), fino ad arrivare a quello monofasico circadiano, tarato sul ciclo giorno-notte, dell’adulto. Infine nella senilità il ritmo circadiano, strettamente monofasico del giovane adulto, fa spazio ad un ritmo polifasico ultradiano, ciò vuol dire con frequenti sonnellini diurni.

In particolare, Leonardo da Vinci, alternava 4 ore di veglia a un periodo di 20 minuti ad occhi chiusi il che portava, nell’arco della giornata a 6 periodi di sonno/riposo, per un totale di 120 minuti di riposo, avendo ben 22 ore di veglia, da impiegare per “attività produttive”.

Molte volte ci capita di pensare a quanto sarebbe bello poter avere una giornata di 48 ore, per poter riuscire a fare tutto ciò che abbiamo in mente. Il sonno polifasico ci può aiutare.

  • Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi?


L’essenza del sonno polifasico, da la possibilità di ridurre le ore di sonno durante la giornata ad un minimo che varia (a seconda dei metodi), dalle 6 alle 2 ore giornaliere complessive: in pratica occorre frazionare il sonno in molti micro-sonni durante l’arco della giornata, di entità e durata differenti secondo le metodologie che scegliamo di applicare.

La domanda a questo punto è: ma non ci hanno sempre detto che per sentirsi in forma bisogna dormire almeno otto ore per notte??!?

In realtà, questo sembra essere un mito da sfatare: infatti, secondo alcuni studiosi, le ore di sonno “necessarie” sono quelle che ci permettono di svegliarci da soli e cosa più importante di sentirci riposati.
Come tante altre caratteristiche biologiche, anche il sonno è estremamente soggettivo. In media la durata naturale del sonno è di 7h1/2: il 60% delle persone ha bisogno di dormire un’ora in più o un’ora in meno rispetto alla media, da 6h1/2 a 8h 1/2. Agli estremi si trovano quei pochi “fortunati” a cui bastano 4 ore 1/2 e quelle persone a cui invece, servono fino a 10 ore 1⁄2 di sonno.

Altri ricercatori, ad esempio, ritengono che dovremmo dormire ancora di meno e che le famose otto ore potrebbero essere perfino dannose per la salute. Secondo le statistiche, sembra che sette ore di sonno siano associate ad un minore rischio di mortalità rispetto ad un sonno di più ore. Dormendo troppo si può provocare un sovraccarico di sonno R.E.M. (Rapid Eye Movement) densissimo di sogni, che può causare depressione e affaticamento. Ridurre la fase R.E.M. significa allontanare la malinconia.

Quindi, pare che sia benefico modificare il normale fabbisogno di sonno e in particolar modo le tecniche di sonno “polifasico ultrabreve”, sono quelle più efficienti e produttive. E’ possibile ridurre le ore di sonno normalmente “necessarie” del 10-25% a lungo termine e fino al 50% a breve termine, andando ad accorciare il riposo notturno e aggiungendo alcuni brevi sonnellini nel corso della giornata. 

Il sonno lungo ed ininterrotto cui sono abituati gli esseri umani è raro in natura: infatti, l’85% delle specie viventi seguono uno schema di sonnellini multipli in modo da aumentare l’efficienza del sonno. Infatti, la fase più riposante del sonno è proprio all’inizio di questo ed è costituita da onde lente e profonde chiamate delta. È curioso notare che diminuendo la durata totale di sonno, si ottiene comunque il 90% di sonno delta.
Quindi iniziando ripetutamente il sonno sotto forma di brevi sonnellini, si andrebbe ad aumentare l’efficienza temporale del sonno ottenendo una fase riposante più lunga. In questo modo si vanno a ricaricare più spesso le batterie e ciò ci permette di rimanere vigili anche quando siamo in debito di sonno.


Questa è una spiegazione interessante sullo scopo del sonno polifasico che va a mettere in luce la funzione essenziale della fase R.E.M. e consiste nell’aumentare la quantità di sonno R.E.M. pur andando a diminuire le ore di sonno complessivo, ovvero eliminando completamente o quasi gli altri tipi di sonno. Per fare questo, il dormitore polifasico si appisola per venti o trenta minuti ogni 4 ore, ad orari prefissati. Il problema è che i sonnellini di mezz’ora non procurano il sonno R.E.M. ad un dormitore tradizionale, poiché per i monofasici il sonno si divide in cicli di novanta minuti circa e il R.E.M. occupa una parte medio-terminale del ciclo, che va al di là della mezzora.

La soluzione è quella di forzare il corpo per il tempo necessario a “convincerlo” che è meglio anticipare il sonno R.E.M. all’inizio del ciclo onirico, quindi andare a forzare gli orari del sonno polifasico anche se sembra di non farcela a stare svegli. Prove sperimentali testimoniano come dopo i primi due giorni che possiamo definire massacranti, per l’assenza del sonno ristorativo per la mente, si comincia a sognare, per poi arrivare dopo circa una settimana ad una inaspettata sensazione di energia e vitalità. Questo unito al fatto che si hanno a disposizione cinque ore di veglia al giorno in più.


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Questa tecnica di riduzione del sonno ha dimostrato di essere efficace anche in condizioni particolarmente difficili, come nel caso di interventi di emergenza nello spazio, nei giri del mondo in barca a vela in solitario (sperimentato anche dalla velista in solitario Ellen MacArthur) o subito dopo la nascita di un figlio.

Ovviamente il sonno polifasico non può essere considerato un’alternativa permanente al sonno normale: così come si può forzare il corpo a mantenere un peso inferiore a quello naturale, si può anche costringere l’organismo a dormire di meno, ma in questo modo saremo sempre bisognosi di cibo… o di sonno.

Possiamo osservare però, che se si priva un soggetto del sonno per tre giorni consecutivi, la prima notte, dopo i tre giorni di deprivazione di sonno, il soggetto dormiva di solito per 12-13 ore, la notte seguente per circa 10 ore, dopodiché aveva perfettamente recuperato. Si potrebbe pensare che, avendo perso 24 ore di sonno, avrebbe dovuto dormire altre 24 ore per recuperare la mancanza di sonno, ma non è così: il recupero di sonno non è calcolabile matematicamente. Dopo queste prove non si sono riscontrati effetti negativi a lungo termine.
A breve termine, invece, sembrano verificarsi solo due conseguenze che si possono misurare: in primo luogo è molto più difficile alzarsi quando suona la sveglia e in secondo luogo è difficile concentrarsi su compiti che non richiedono una particolare attenzione, (quelli più monotono o rilassanti) piuttosto che su compiti che richiedono molta presenza (quelli più impegnativi, entusiasmanti o rischiosi).

Quindi possiamo dire che pisolini brevi e frequenti, di circa 5-30 minuti l’uno, permettono di guadagnare un paio d’ore di autonomia ed evitare così le famose otto ore di sonno notturne. Il sonno polifasico è, però, adatto a chi ha esigenze estreme, ma sarebbe più difficile invece giustificare un pisolino ogni due ore al datore di lavoro o al professore. C’è da dire che in questi casi, ovvero per chi ha un lavoro che lo tiene impegnato tutta la giornata, il sonno polifasico è praticamente impossibile. Questo fa pensare quanto il sistema ci abbia portato lontano dalla nostra libertà di scelta.


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Gli individui che potrebbero beneficiare di questa metodica, sono ad esempio, il personale sanitario e di volo e in particolar modo i lavoratori notturni. In quest’ultimo caso, l’istituzione di un regime di riposo frammentato è addirittura auspicabile ai fini della sicurezza.
Attenzione, però: la tecnica polifasica è una condizione artificiale e, come tale, va “usata con attenzione”.  Chi modifica il proprio ciclo sonno-veglia può avere difficoltà a ritornare alle abitudini normali, andando incontro a ripercussioni sul sistema vegetativo, endocrino e immunitario.

Per finire ecco alcune indicazioni sull’alimentazione da seguire se si decide di iniziare la tecnica del sonno polifasico.


  • Bere caffeina: questa sostanza spinge le cellule ad ignorare una sostanza chimica, l’adenosina, che stimola il sonno e aumenta la produzione di dopamina, che a sua volta va a contrastare la depressione limitando la durata di sonno R.E.M. L’effetto della caffeina svanisce dopo due o tre ore, quindi evita di assumerla prima di fare un sonnellino e prima di andare a dormire.
  • Ridurre l’apporto di carboidrati. Il glucosio presente nei carboidrati fa aumentare i livelli d’insulina, provocando nell’immediato uno stato di massima vigilanza, seguito però da un crollo energetico. Per ridurre al minimo i picchi insulinici, bisogna mangiare più spesso e diminuire l’apporto di carboidrati. Queste due tecniche servono anche a stimolare il metabolismo.
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giovedì 12 gennaio 2017

Ecco Perché Bisogna Camminare OGNI GIORNO. Guarda Tutti i Suoi Benefici

Che camminare faccia bene è una verità nota a molti. 

Nella vita frenetica di ogni giorno, la passeggiata è un’attività fisica che richiede un investimento di tempo che, generalmente, preferiamo dedicare ad altro. Eppure, soprattutto per coloro che non amano palestre o sport agonistici, la camminata è un’attività sostitutiva straordinaria per mantenersi in allenamento fisicamente e non solo.


I benefici di questa attività motoria basilare sono intuibili (muscoli tonici, migliore metabolismo), eppure ve ne sono almeno 5 che sono straordinari e possono aiutare a mantenersi in forma fisica e mentale a ogni età e con ogni livello di preparazione atletica.


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5 straordinari motivi per camminare ogni giorno

  1. Migliorare l’umore – Come ogni attività fisica, anche la passeggiata migliora l’umore, grazie al rilascio dell’endorfina e all’abbattimento di livelli di stress e ansia.
  2. Rinforzare il cuore – Camminare regolarmente (per almeno mezz’ora al giorno) riduce i rischi di malattie cardiovascolari. È, infatti, un esercizio che abbassa i livelli di colesterolo cattivo, aumentando quelli di colesterolo buono, oltre a mantenere in allenamento il cuore stesso.
  3. Prevenire le malattie – Grazie a studi e statistiche è sempre più chiaro che l’incidenza di molte malattie (anche mortali, come il cancro) è strettamente legata a uno stile di vita passivo. Una camminata di 30 minuti al giorno è un’ottima abitudine per contrastare l’insorgenza di queste malattie.
  4. Prevenire la demenza senile – Vari studi dimostrano che la mancanza di attività fisica può incidere in modo significativo sull’insorgenza dell’Alzheimer. Come le altre attività fisiche regolari, la prevenzione di questa malattia può iniziare da una buona abitudine.
  5. Fare scorta di vitamina D – Passeggiare ogni giorno per 30 minuti significa dedicare almeno mezz’ora all’attività fisica all’aria aperta. Uno dei modi migliori per accumulare in modo naturale una buona scorta di vitamina D e di tutti i benefici che porta con sé.

La passeggiata: uno sport economico e alla portata di tutti

La cosa incredibile del camminare è il suo essere un’attività fisica che non richiede alcuna attrezzatura. Solo un paio di scarpe e vestiti comodi e appropriati per le condizioni meteorologiche. Inoltre, per affrontare una passeggiata di 30 minuti al giorno non è richiesta una preparazione atletica particolare o una forma fisica eccellente. Uno sport ideale per ogni età.

Camminare Camminare

Henry D. Thoreau

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Godo - Il modo giusto di camminare Godo - Il modo giusto di camminare

Peter Greb

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FONTE

SOGNO LUCIDO: ecco le TECNICHE per vivere questa incredibile esperienza.

In questo articolo vi spieghiamo cos’è un sogno lucido e i modi per poterlo sperimentare.



Negli anni ottanta il Dr. Stephen LaBerge fondò il Lucidity Institute a Stanford, nello stato della California, per lo studio e la ricerca sul fenomeno del Sogno Lucido. Secondo LaBerge questa “disciplina” interessa vari ambiti di studio: dalla psicologia, alla spiritualità, all’arte stessa e, se applicata con metodo e controllo può davvero essere d’aiuto a diversi livelli: autostima, sviluppo della creatività, capacità di affrontare paure ed inibizioni e il raggiungimento di liberazione ed armonia.

Possiamo descrivere questo fenomeno come un risveglio nel sonno. 

In pratica si sta vivendo un sogno lucido quando nel sonno possiamo dire “Sto sognando!“. Quasi sempre, quando sogniamo, viviamo la realtà onirica come degli attori totalmente inconsapevoli ma può capitare di vivere un sogno lucido e la sensazione che si prova è quasi sempre di euforia, perché in quel momento ci si rende conto di poter pilotare la realtà onirica come desideriamo. 
Infatti una volta che si entra nel sogno lucido le possibilità che abbiamo a disposizione diventano infinite.

- Come sperimentare un sogno lucido -

Una delle cose necessarie per sperimentare i sogni lucidi è quella di riuscire a ricordare i propri sogni. Il metodo che consigliamo è quello di tenere un diario dei sogni, da scrivere ogni mattina subito dopo il risveglio. Potrete notare che, scrivendo i sogni che fate ogni giorno, la vostra attenzione durante i viaggi onirici si farà sempre più acuta e potrete sperimentare in modo naturale un sogno lucido senza usare altre tecniche. Per molte persone però è più complicato riuscire a svegliare la propria coscienza durante il sonno.



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Da dove cominciare
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Scopri come ricordare i tuoi sogni e sognare consapevolmente
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Le tecniche più conosciute e che aiutano ad aumentare in modo significativo, la possibilità di avere un sogno lucido:

  • RCT, metodo del controllo sulla realtà
Si tratta di prestare attenzione, più volte durante l’arco della giornata, a cose che nel sogno cambiano, in modo tale da rendersi conto che si sta sognando. Ad esempio si potrebbe controllare l’ora diverse volte (generalmente quando si controlla l’orologio nel sogno e lo si ricontrolla anche dopo qualche secondo, l’orario è mutato), oppure potreste fissare un panorama o una stanza più volte (quando lo si fa nel sogno in genere lo scenario è completamente diverso), controllare tutte le cose che hanno a che fare con i numeri (orario, matrici di numeri, partenze e arrivi di treni o di aerei ecc…). Far si che questo atteggiamento di “controllo” della realtà diventi un’abitudine in questo modo farà sì che anche nel sogno la consapevolezza aumenterà.

  • CAT, tecnica di adeguamento del ciclo

La CAT, acronimo di cycle adjustment technique, è una tecnica efficace, sviluppata da Daniel Love, uno studioso britannico. Consiste nel calibrare il proprio ciclo di sonno con lo scopo di poter aumentare le probabilità di veglia durante la sua ultima parte. Ci si deve svegliare 90 minuti prima del suono della sveglia, fino a che il ciclo di sonno si regoli sulle nuove condizioni. Quando questo avviene, si alternano le vecchie e le nuove condizioni di sveglia. Nei giorni con tempo di sveglia nella norma, lo stato di allerta aumenterà fino a rendere il sogno lucido più probabile.

  • MILD, induzione mnemonica del sogno lucido


Questa tecnica è una delle più utilizzate e consiste nel coricarsi con l’intenzione di riconoscere nel sogno delle situazioni inusuali o impossibili da verificarsi nella realtà. È una tecnica molto semplice ed immediata da applicare ma non così efficace se applicata da sola: di solito si utilizza in combinazione con una delle altre per ottenere un effetto in sinergia.

  • WBTB, induzione per risveglio e riaddormentamento


Questa tecnica applicata ad uno dei metodi sopra citati, ed è molto efficace; si sperimenta infatti un aumento del 62% dei sogni lucidi. La tecnica sta nell’andare a dormire e svegliarsi circa 5/6 ore dopo, restare svegli per un’ora focalizzando i pensieri sul sogno lucido (semplicemente pensandoci o leggendo qualche libro che ne parli) ed infine tornare a letto, cercando di effettuare il “MILD”. Questa procedura aumenta notevolmente la probabilità di avere un sogno lucido. Questo è dovuto al fatto che le fasi del sonno REM (quelle in cui si sogna) si allungano col il prolungarsi della notte. Più la fase REM è lunga, più aumentano le probabilità di acquisire lucidità all’interno di essa.

  • WILD, sogni lucidi iniziati da sveglio


Questa tecnica consiste nell’iniziare il sogno ma “senza addormentarsi” questo è possibile rilassando completamente il corpo ma mantenendo la mente vigile e concentrata su di esso. Il sogno lucido si raggiunge passando attraverso diversi stadi: è possibile avvertire delle scosse che attraversano il proprio corpo, essere preda di una particolare paralisi del sonno (innocua ma qualche volta terrificante), assistere alla materializzazione di particolari immagini ipnagogiche davanti ai propri occhi (chiusi), e successivamente ritrovarsi in un ambiente onirico passando quindi da “spettatore” ad “attore” protagonista della scena.

  • Induzione tramite stimoli esterni


Alcuni studiosi hanno sperimentato degli stimoli acustici su soggetti quando essi entravano nella fase REM, come l’ascolto di un nastro con frasi come: “Questo è un sogno”. Oltretutto, in commercio si trovano dei dispositivi che sono delle mascherine da indossare come gli occhiali quando si va a dormire. I sensori presenti nell’apparecchiatura si accorgono quando il soggetto entra in fase REM e gli inviano degli stimoli tramite dei led luminosi (talvolta si possono anche programmare con suoni e/o registrazioni). Poi, se il dormiente sarà in grado di avvertirli ed interpretarli in modo corretto, si potrà ottenere la lucidità nel sogno.


Sogni di Risveglio Charlie Morley Sogni di Risveglio
Sogno lucido & consapevolezza del sogno e del sonno
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I SOGNI LUCIDI SONO UTILI?

Lo scrittore e regista Alejandro Jodorowsky nel suo libro “Psicomagia” e nel “La danza della realtà” fa di frequente riferimento alle esperienze di sogno lucido che ha avuto durante la sua vita. Questi eventi erano da lui fortemente ricercati e mai fini a se stessi. Lui stesso ci spiega come la pratica del sogno lucido gli abbia donato grandissimi benefici:
“Ciò che intimorisce perde potere nel momento in cui smettiamo di combatterlo. Spesso sono riuscito a dissipare la paura del destino finale, attraversando la mia propria morte nel sogno”.

Ecco l’elenco dei benefici che cita l’autore.

  1. Sviluppare una maggiore consapevolezza, sia nelle veglia che durante la fase onirica.
  2. Liberarsi dagli incubi.
  3. Risolvere problemi.
  4. Sperimentare azioni alternative senza timore delle conseguenze; sviluppare la capacità auto assertiva intraprendendo azioni deliberate.
  5. Accelerare l’attività del sistema immunitario.
  6. Aumentare la capacità di prendere decisioni e cambiare le propria vita durante la veglia.
  7. Integrare gli aspetti conflittuali del Sé, integrare la personalità.
  8. Esplorare le potenzialità creative della mente.

Il sogno lucido è un’esperienza straordinaria e tutti dovrebbero provarla.


La Danza della Realtà La Danza della Realtà

Alejandro Jodorowsky

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I Simboli dei sogni I Simboli dei sogni
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Marie Coupal

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Yoga Tibetano del Sogno Lucido B. Alan Wallace Brian Hodel Sognarsi Svegli
Lo yoga tibetano del sogno & sogno lucido
B. Alan Wallace

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